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Mar
31
2017
-

MESSAGGIO: UN ESERCITO ENORME, DI ANIME GLORIOSE E PURE, SI MUOVE OGNI GIORNO

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Cari amici, ecco il messaggio di oggi. Che possiamo essere tutti più consapevoli del
nostro valore!

Voi adorate santi ed angeli, e non sapete che non siete diversi e distanti da loro. Le differenze sono solo nella consapevolezza di sé.
Chiamate “santi” coloro che si distinguono dalla massa della gente perché hanno risvegliato alcune caratteristiche che tutti avete, ma nella maggior parte della gente sono ancora dormienti.
La santità è, per voi, simbolo di purezza, di infinito amore e di grandezza; eppure diversi personaggi che le vostre istituzioni hanno investito di tale titolo, non avevano tutte le qualità che pensate avessero. Semplicemente molti avevano risvegliato alcune siddhi, alcune capacità, che permettevano loro di distinguersi e di compiere quelli che chiamate miracoli; ma la vera santità sta nella purezza del cuore.

Non tutti gli esseri davvero puri hanno risvegliato certe capacità , semplicemente perché il loro Essere Profondo non ha voluto, in questa vita, che ciò accadesse; e questo perché, se non si ha un compito generalizzato alla massa della gente, non è indispensabile dover esibire un certo “biglietto da visita” (ciò che chiamate miracoli) affinché si venga riconosciuti e seguiti.

Il mondo è pieno di santi uomini e sante donne che, nell’umiltà, lontano dai riflettori e dagli occhi della gente, pensano, parlano e fanno solo bene.
Questo è un grande esercito che mantiene e preserva la creazione. La Terra, anche se molto danneggiata, non è ancora sprofondata in una situazione abissale, proprio per merito di questo esercito di santi che sono in mezzo a voi. Non serve riconoscerli; loro aiutano facendo da spazzini dell’etere, purificando l’aria immettendo sempre pensieri d’amore ed unità e questo permette loro di essere come “operai aggiustatutto”: incollano, aggiustano, puliscono, ridipingono, sistemano… Un esercito enorme, di anime gloriose e pure, si muove ogni giorno per mantenere la bellezza tutto intorno a voi.

Miei Cari, un giorno non ci sarà, come ora, il culto dei santi; questo perché la santità sarà una condizione normale dell’essere umano. In realtà è già così, ma la gente non ne è cosciente e si affida a chi pensa essere più bravo, senza sapere che quella maestria e quella bravura appartengono a tutti.
Miei Cari, un giorno onorerete, pregherete e chiederete aiuto a voi stessi, consapevoli che la Divinità siete voi.
Cambierà totalmente il modo di rapportarvi alle “ faccende di Dio”. Non ci sarà più, per voi, un ambito temporale legato all‘aspetto materiale, ed un ambito spirituale, al quale accedere ogni tanto. Sarete tutti consapevoli della vostra innata Divinità e Santità, che è la vostra vera natura.

Il buio non è un’entità: è semplicemente mancanza di luce. La vostra vera natura è la Divinità e quindi la santità; chi non la manifesta, è perché ancora non ha avuto accesso al proprio “Nucleo Centrale”.
Tutta la vita qui sulla terra e come un “car-wash” , un posto dove l’anima viene ripulita, dopo essersi sporcata dall’ignoranza e dalla dimenticanza. Ogni cosa che vi succede dipende dal vostro karma e da quanto siete, più o meno, stati in grado di trascenderlo.

Il primo passo verso la santità, verso atteggiamenti santi, è il riconoscere di avere già questa qualità.
Potete avere uno strato di polvere che ricopre la vostra luce, ma sempre potete ripulirlo e ritornare alla brillantezza originaria. Un diamante è tale, anche se sporco.
Pensatevi sempre puri, santi e degni di ogni bene! E così agirete sempre di conseguenza, seguendo questa vostra giusta immagine di voi.
Vedetevi sempre così, Miei Cari, perché davvero questo siete: siete Me, il Santissimo Dio che amate!

Written by amaeguarisci in: Messaggi ricevuti |
Mar
30
2017
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MESSAGGIO: TROPPO SPESSO VI SFUGGE LA BELLEZZA CHE È TUTTA INTORNO A VOI.

FIORI CILIEGIO
Buongiorno a tutti! Ecco il messaggio che ho ricevuto oggi e condivido con voi tutti.
Siete sempre nel mio abbraccio!

Incarnazioni del Divino Amore, presi da mille faccende, troppo spesso vi sfugge la bellezza che è tutta intorno a voi.
La primavera è la stagione più meravigliosa, perché vi ricorda che dopo ogni apparente morte, dopo ogni grigiore, freddo e tristezza, sempre ritorna la luce a far rivivere la bellezza, in voi e fuori di voi.
Osservando la natura vi rendete conto di come tutto sia impermanente. Nessun temporale dura in eterno.
Avete trovato un po’ di tempo per osservare un piccolo fiore? Avete ancora occhi per guardare lo spuntare di una piccola verdissima foglia?

Sapete, Miei Cari, tutto ciò che entra in voi attraverso le porte dei sensi, vi nutre e diventa parte di voi. Soffermatevi sulla maestà e bellezza della natura ogni volta che potete! In questo mondo, dove gli uomini sono schiavi del troppo lavoro e delle troppe problematiche legate al procurarsi sempre più ricchezza materiale, vi sfugge quella ricchezza che è gratis per tutti, quella ricchezza che nessuno può togliervi.

Fate il pieno di bellezza ogni volta che potete! Guardate la luce del sole, il sole all’alba ed al tramonto… fate entrare in voi tutta questa luce! Vivifica ogni vostra cellula, risveglia la vostra ghiandola pineale, che era addormentata dal lungo inverno.

Muovetevi, camminate; muovete ogni muscolo del corpo, “oliate” i legamenti , rimettetevi in moto ed andate!Questo è ciò che richiede la primavera.
Tesori Miei, cercate di non dimenticare mai Chi siete. Non sminuitevi, non sminuite nessuna creatura! Non c’è atomo che non sia Divino. Per questo nelle sacre scritture si afferma: “Io pervado ogni cosa, con mille occhi e mille bocche….”.
Miei Cari, alzatevi dal torpore lasciato dall’inverno! Iniziate la giornata ringraziando e sorridendo! Così sarete sempre più felici, permetterete alla felicità in voi di emergere, nonostante tutto, nonostante le prove siano dure; ma arriverete ad un momento in cui tutto scivolerà, come da un impermeabile la pioggia.
Il vostro distacco emotivo dalle cose del mondo vi donerà la tranquillità. Non è male avere ricchezze, beni ed oggetti; è negativo l’attaccamento e la brama per essi. Usate tutto ciò che avete con gratitudine: tutto è benedizione di Dio! Condividete ciò che avete avuto in dono, che sia utile a quante più persone!
L’avidità porta a sentirsi sempre più poveri. Vivete liberi da legami ed aspettative, sia verso le persone, sia verso le cose e gli avvenimenti!
Così la vostra Maestà si rivelerà e nulla potrà spegnere il vostro sorriso.
Vi benedico, e vi amo da sempre!

Written by amaeguarisci in: Messaggi ricevuti |
Mar
26
2017
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POSSIAMO DAVVERO GUARIRE

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Carissimi amici, riprendo oggi un tema a me caro: quello della guarigione.

Siamo in un mondo malato, dove tutti, chi più chi meno, hanno malattie. La malattia non è mai solo fisica, o solo emotiva, o solo mentale. Il nostro corpo è formato da tante componenti, da tanti strati (Kosha, in sanscrito) dal più sottile al più denso, che rivestono l’anima; ma questi strati sono in verità un tutt’uno. Non possiamo dire che il ghiaccio sia una cosa diversa dall’acqua o dal vapore, solo perché più denso. Il corpo fisico è la parte più densa del nostro Essere, ma è un tutt’uno con le parti più sottili di noi.
Questo per dire che se stiamo male a livello mentale, stiamo male anche a livello emotivo e fisico; e se stiamo male fisicamente, anche il mentale e l’emotivo ne risentono. Per questo la guarigione si ha quando interveniamo su tutti i livelli.

Per guarire non bastano le cure mediche e la giusta dieta . Occorre “mettere a dieta” anche i brutti pensieri ed i brutti sentimenti, che sono stati quelli che, all’origine, hanno innescato un meccanismo di disordine in noi, che hanno abbassato le difese immunitarie ed hanno permesso a certe malattie di manifestarsi. Con le medicine possiamo nascondere alcuni sintomi fisici, ma se non cambiamo dentro, questi si ripresenteranno.

I disturbi fisici sono i “campanelli d’allarme”, “le sirene” che ci indicano che c’è qualche errore nel “sistema interno”. Non serve far cessare il rumore della sirena per risolvere il problema: occorre andare a “riparare il guasto” interiore. Ecco perché la guarigione non può mai essere disgiunta dal percorso spirituale, che ci porta all’autoconoscenza ed alla nostra Vera Essenza.

Per ripristinare un equilibrio rotto, occorre mettere pulizia nella “soffitta” della nostra mente; occorre riuscire a buttare fuori tutta l’immondizia emotiva; occorre decidere di voler guarire dall’orgoglio, dall’egoismo, dall’invidia, dal rancore, dall’ingordigia, dall’avidità, dalla paura, dalla rabbia…da tutti i vari sentimenti antivitali che abbiamo mantenuto, magari inconsciamente, in noi, anche verso noi stessi.
Ma per riuscire a perdonare e perdonarsi, per riuscire a lasciar andare il passato, occorre “digerirlo” alla luce della Conoscenza, che tutti custodiamo in noi come il più Prezioso Tesoro; ma, troppo spesso, Questo Tesoro è chiuso a chiave e non riusciamo ad accedervi.

Ogni vero Maestro Spirituale, ogni Avatar ci ha fornito tante “chiavi” per aprire la porta del “ Tesoro Interiore”.
Sono molti gli esercizi spirituali che ci aiutano a purificare la mente ed il cuore, affinché possiamo attingere alla Fonte di tutto il Potere, di tutta la Conoscenza e di tutta la Gioia; affinché possiamo ricordarci Chi Siamo.
E qual è il fine ultimo di tutto questo percorso di rimembranza di noi? Cos’è che ci guarirà da ogni male?
L’espressione libera, e non più soffocata e bloccata, del nostro Amore Incondizionato, verso noi stessi e verso tutti, è il nostro fine ultimo ed è ciò che ci guarirà da ogni male.

Il corpo fisico ci mette più tempo, sia ad ammalarsi, sia a guarire, ma seguirà sempre le ingiunzioni del corpo emotivo, mentale e spirituale. Se le parti più profonde di noi sono già guarite, prima o poi guarirà anche il corpo fisico.
Tutte queste parole nascono dalla mia esperienza diretta di guarigione.

Occorre tener presente che quando si inizia un percorso di autoconoscenza, a volte, sembra di peggiorare anziché migliorare. Questo proprio perché siamo nella fase dello “sgombero della soffitta”. Tutto ciò che tenevamo al buio, nascosto, ora può liberarsi ed emergere. Come il vomito fa parte della guarigione fisica, anche l’esternazione delle emozioni tossiche in noi è sintomo di guarigione. Cerchiamo però di non buttare addosso agli altri la nostra immondizia. Abbiamo molti modi per liberarci: cantare, urlare, correre, prendere a pugni un cuscino… ognuno trovi il proprio sistema.

Quando l’ira ci invade, diceva Sai Baba, possiamo fare una doccia, o camminare, o sdraiarci in un luogo tranquillo, questo perché l’ira è un’energia che si può sviluppare solo in verticale.

Gli ammalati vengono chiamati “pazienti” perché hanno la grande opportunità di sviluppare la pazienza. Ci vuole tempo , pazienza e tanto amore per guarire!
Sai Baba si rivolgeva a noi chiamandoci: “Premaswarupalara”, che in sanscrito significa : “Incarnazioni dell’Amore”.
L’amore è la nostra vera natura, è ciò che ci dà forza e ci tiene in vita. Quando l’Amore in noi si blocca, è come se si bloccasse il respiro. L’aria deve entrare ed uscire dal nostro corpo perché questo rimanga in vita; allo stesso modo, l’amore deve entrare ed uscire da noi, in un flusso continuo, verso noi stessi e tutte le creature, che sono anch’esse parti di noi.

Ogni persona che vive vicino a noi, che incontriamo, ha un ruolo verso di noi. Abbiamo l’opportunità, attraverso coloro che chiamiamo “altri”, di conoscere meglio noi stessi.
Le persone che più ci fanno da maestro sono proprio quelle con i quali condividiamo gli spazi ed il tempo; quelle con le quali abbiamo più a che fare e che sempre ci danno la possibilità di vedere in noi parti malate. Si dice: “La lingua batte dove il dente duole”; la vita, attraverso le altre persone, ci permette di vedere “i denti malati” in noi, ci permette di prendere coscienza delle nostra paure e debolezze, proprio per superarle.
Tutti abbiamo paura di qualcosa. E’ coraggioso non chi non ha paure, ma chi ha il coraggio di voler vedere le proprie paure, per accettarle e poi superarle.

Carissimi amici, ho chiamato questo sito internet “Ama e guarisci”, perché la mia esperienza di vita mi ha insegnato solo questo: con l’amore liberato ritroviamo tutto il nostro potere e la nostra innata gioia. Liberiamolo, allora, questo Amore!

Ringrazio infinitamente Sai Baba, il mio Amato Maestro, che con il Suo esempio, le Sue parole e tutta la Sua vita, mi ha aiutata a liberarmi dalle catene.
Buona guarigione a tutti!
Siete sempre nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
24
2017
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LIBRO GRATIS: MESSAGGI DAL DIVINO SE’ – COME NASCONO QUESTI MESSAGGI

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Carissimi amici, riporto qui di seguito l’introduzione al mio nuovo libro: “MESSAGGI DAL DIVINO SE'”.
Vi racconto come nascono i messaggi che ricevo e perchè ho dato questo titolo al libro.
Vi ricordo che il libro è scaricabile gratuitamente accedendo a questo link:
http://amaeguarisci.altervista.org/libro-messaggi-dal-divino-se-scaricabile-gratuitamente/

Presto pubblicherò anche la versione cartacea.
Vi abbraccio tutti!

Chi mi conosce sa che nel 2014 è nato il mio sito internet al quale ho dato il nome “Ama e guarisci” (amaeguarisci.altervista.org), perché la medicina universale di ogni male è proprio l’Amore: verso noi stessi, verso ogni creatura, verso ogni manifestazione di Dio.
Da allora ho scritto molti articoli che riguardano la spiritualità e la salute e che nascono dalla mia esperienza di vita e dagli insegnamenti ricevuti dal mio Adorato Maestro Spirituale: Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Egli mi ha restituito alla vita , fisica e spirituale, dopo una lunga malattia; con i Suoi Insegnamenti ed il Suo Infinito Amore ho potuto uscire dalle sabbie mobili che mi tenevano imprigionata in una situazione di difficile sopravvivenza. Sono infinitamente grata all’Avatar della nostra era! Sono infinitamente innamorata del Suo Amore!

Nel luglio 1998 ebbi con Sai Baba un colloquio privato e in quell’occasione Egli mi diede un compito. Con il braccio teso, il dito indice puntato verso di me ed una voce imperativa, il Maestro mi disse: “ Sei una scrittrice!”
Da allora non ho mai smesso di scrivere, anche perché mi viene molto spontaneo e naturale, fin da quando ero bambina e riempivo tanti fogli con le mie poesie.

Ho pubblicato due libri: “Il mio risveglio – Una storia vera con Sai Baba” (Edizioni Montedit), che racconta la mia esperienza di vita e l’incontro con il Maestro di Verità; e “Il Piccolo Sai Baba”, che parla dell’infanzia e della giovinezza dell’Avatar (Mother Sai Publications).
Ho condiviso tutti gli articoli pubblicati sul sito “Ama e guarisci” anche sulla pagina facebook che ha lo stesso nome.

A Gennaio del 2016 successe una cosa per me insolita: mentre stavo componendo un articolo, incominciai a scrivere con una velocità incredibile e su un argomento diverso da quello che avevo scelto. Sentivo emergere parole che giungevano alla mia coscienza con una fluidità sorprendente. Non era, non poteva essere la mia mente ordinaria a dettarmi quelle parole; non le sceglievo, non le correggevo, cancellavo od aggiungevo. Le parole arrivavano velocissime, da una Parte Profonda di me.
Iniziai così a ricevere molti messaggi. Da Chi? Dal mio Maestro? Da quale parte di me? Dal mio inconscio, dal Superconscio, dal mio Divino Sé?

Secondo la filosofia Adwaita insegnata nei Veda, esiste solo l’Uno che ha preso forme diverse. Sai Baba, infatti, diceva: “Io sono voi, voi siete me. Fra noi non c’è separazione. Io sono il vostro Sé che ha fatto un salto fuori dal vostro cuore perché voi possiate parlarci”.
Ma Egli ha anche detto: “Io sono Dio. Anche tu sei Dio; la differenza fra me e te, è che Io ne sono completamente consapevole, tu ancora no.”
Ed ecco ancora le Sue parole: “Io non sono Sathya Sai Baba, quello non è che un nome col quale mi designate oggi. Io sono quell’unico Dio che risponde alle preghiere che scaturiscono dal cuore umano, in ogni lingua, da tutte le terre, qualunque sia la forma della Divinità invocata.”
“Io appartengo a tutti coloro che hanno bisogno di Me. Io sono Rama, Io sono Krisna e i miei fedeli sono in diverse parti del mondo. I popoli mi pregano in diverse lingue. Io sono venuto per tutti: santi e peccatori, ricchi e poveri, ignoranti e saggi.”
“Lo stesso Principio Divino che i ricercatori si sforzano di visualizzare in anni ed anni di ascetismo e di rinuncia è davanti a voi, qui ed ora. Rendetevi conto della buona sorte che avete avuto.”
Da chi, quindi, arrivano questi messaggi? Dal mio Divino Sé, che è Sai Baba, che è Krisna, che è Gesù, che è Rama, che è tutti i nomi…che è il Tutto. Chiamo, quindi, questi messaggi: “ Messaggi dal Divino Sé”; anche perché non voglio che si crei confusione fra le parole che Sai Baba pronunciò con il Suo corpo fisico, quando camminava fra noi e conversava con noi, con quelle che ispira, come voce interiore, a molti devoti in tutto il mondo.

In questo libro ho raggruppato tutti messaggi che ho ricevuto in questo modo durante l’anno 2016.
Potete leggere i nuovi messaggi sempre andando sul sito “amaeguarisci.altervista.org”.
Che l’Amore, la Luce e la Gioia colmino sempre i nostri cuori!
Italia

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
22
2017
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CHE BELLO RIEMPIRE L’ETERE CON STORIE GLORIOSE DI INFINITO AMORE!

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Carissimi amici,
Sai Baba ci ha detto che, fra i nove passi della devozione (come anche menzionati dalle Sacre Scritture Vediche), il primo riguarda l’ascolto delle Storie Gloriose del Signore.

Tutti i Vangeli di Gesù, che hanno successivamente scritto i Suoi apostoli, parlano degli episodi che riguardano la vita di Gesù . Se non ci fossero stati questi scritti, in quanti avrebbero conosciuto Gesù? In quanti, nei secoli successivi, si sarebbero innamorati di Lui?

Perché vi dico questo? Per esortare gli innumerevoli devoti di Sai Baba, che hanno vissuto momenti divinamente splendidi con il Maestro, a voler condividere i propri racconti, magari anche molto brevi.
Molti, forse, hanno paura di sembrare poco umili nel fare ciò, oppure hanno paura dell’invidia che possono suscitare; ma sono proprio tantissime le persone che si sono avvicinate all’insegnamento preziosissimo del Maestro , proprio dopo aver letto i racconti di vita diretta, fatti dai devoti.

Soprattutto i devoti di vecchissima data, hanno avuto l’opportunità di avere diverse colloqui privati con l’Avatar della nostra era e tanti doni di Grazia; in più sono stati testimoni di numerosissime guarigioni o di altri fatti meravigliosi. Quando raccontiamo ad un bambino una storia bellissima, vediamo lo stupore nei suoi occhi, e così sappiamo che quella storia stupenda non verrà dimenticata.

Tutti coloro che hanno vissuto momenti straordinari con Sai Baba, possono, se vogliono, mettere a disposizione di tutti i diamanti preziosi che il loro cuore custodisce.
Ora è arrivato il momento di arrivare alla famosa “massa critica”, ad un numero tale di persone risvegliate alla coscienza della nostra vera natura , il cui amore contagi tutto il Pianeta. Il processo è già in atto, ma possiamo dargli ancora più forza.

Ogni devoto di Sai Baba potrebbe scrivere un libro meraviglioso, solo raccontando piccoli episodi. Certamente non tutti sono destinati ad essere scrittori di libri, ma bastano anche poche righe , un breve racconto pubblicato su facebook, o divulgato in altri modi.

Ho il massimo rispetto verso coloro che non se la sentono, per diversi motivi, di scrivere e condividere. Chiedo a chi ha più dimestichezza con la scrittura a farlo.
Che bello riempire l’etere con storie gloriose di Infinito amore ! Ogni storia, come un diapason, fa vibrare i cuori nelle stesse frequenze.
Siete tutti nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
20
2017
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MESSAGGIO: ANCHE CIÒ CHE VEDETE COME MALE HA UN RUOLO

TULIPANI E ALBERI
Carissimi amici, questo il messaggio che oggi è emerso dalla parte più profonda di me.
Siete sempre nel mio abbraccio!

Al cinema vedete tante rappresentazioni diverse, tutte sull’unico schermo, che rimane immutabile. Dio è quello schermo, quella base, dove ogni cosa prende forma. Potete assistere ad una “tragedia”, ad una commedia, o ad un vero incubo; ma tutto è transitorio, come il film che scorre sullo schermo. Non angustiatevi troppo per ogni avvenimento: non c’è nulla che duri in eterno. Nessuna notte continua all’infinto; il sole sempre torna, ogni mattina!

Se voi osservate la natura, allora prendete lo spunto per capire come anche voi siete fatti e come vi muovete in questo spazio tempo. Tutto è un susseguirsi, come le ore, i giorni, le stagioni, gli anni, le ere. Tutto torna e ritorna. Nessuno rimane in un situazione per sempre. Abbiate fede nel fatto che qualsiasi brutta rappresentazione, o brutto sogno, se ne andrà.
Guardatevi dall’alto: siate lo spettatore che guarda il vostro “film” ed il “film” degli altri di cui anche voi fate parte. Sappiate che nulla può disturbare o sporcare lo schermo di base. Voi siete la purezza dello schermo. Voi siete tutti Me, ed Io mi esercito, mi sperimento, mi muovo, creo e ricreo, distruggo e trasformo. Come un artista con l’argilla, continuo a ricreare miriadi di forme; e voi, ciechi,accecati dalla terza dimensione, non vedete più “l’Argilla” che forma tutti i vasi, ma vi fate spaventare dalle varie forme assunte. E “l’Argilla” siete voi, siamo noi, sono tutti… è tutto!

Smetterete di criticare, giudicare, dividere ed allontanare, nel momento in cui sperimenterete nuovamente la non separazione; nel momento in cui vivrete dentro di voi la consapevolezza che siete “quell’Argilla” che tutto forma. Non sono, queste, parole vuote per tanti di voi che hanno potuto, anche brevemente, sperimentare lo stato di unione col Tutto; ma per la massa della gente questo discorso non ha ancora senso.

Miei Cari Figli Adorati, ricordo sempre a tutti che siete Me Stesso: il Divino Sé che alberga ovunque, che tutto forma e tutto muove. Non perdetevi nei meandri della vostra limitata mente!
Pensate che Dio non esista perché non lo vedete. Non lo vedete? Ogni cosa che voi vedete è “Quell’Argilla” che si è divisa in miriadi di forme e che voi chiamate Dio!
Non potete aprire gli occhi senza che vediate aspetti di Dio. Non potete udire con le orecchie, se non il suono di Dio, con le mille sue sfumature e le mille sue note. Non potete assaggiare, mangiare, provare nulla che non sia Dio. Siete voi, sempre, ogni istante.
Io gioco a nascondino ed ora molti di voi mi hanno scoperto. Basta con questo gioco…non vi siete ancora stufati? Scopritemi! Scopritevi!

Pensate che Dio non esista perché non vedete un vecchio con la barba bianca sopra la nuvola? È questo, ancora, Dio per voi?
Per una scimmietta Dio è un grande orangotango; per una formica, è la formica regina; per un elefante, è il capobranco; per un pesce, è il delfino. Ognuno (come ogni specie) attribuisce a Dio una forma: quella che la sua mente gli permette di concepire. Ecco anche il perché di religioni così diverse: ognuno, in base alla propria evoluzione e cultura, può concepire un certo aspetto di Dio.
Ma Dio è in ogni sasso, in ogni foglia, in ogni verme, formichina, leone o paperella. Dio è in ognuno e da ognuno svolge la Sua parte e attraverso ciascuno svolge un ruolo. La rappresentazione di Dio è infinitamente magnifica, varia ed indescrivibile. Abbandonate ogni bisogno di voler per forza capire tutto con la mente ordinaria!

Lasciate fluire dal vostro Nucleo le verità che, ben nascoste, sempre sono state dentro di voi! Lasciate uscire tutto, come da un libro che aprite e le cui parole si alzino ad invadere l’aria. Come petali, spargete questa conoscenza che è vostra, che vi appartiene da sempre!
Potete accedere al Tesoro nascosto in voi col silenzio e la calma. Potete lasciare che tutto accada senza per forza giudicare ogni cosa, e così la vostra mente non si agiterà. Lasciate che la chiarezza in voi si esprima, pian piano.

Io uso parole adatte a voi. Tanto potrei ancora dire! Ma uso il linguaggio giusto per ogni gruppo di anime, quello che più vi si addice. Sono il Dio cristiano, quello induista, e quello di ogni religione. Sono il Dio degli esegeti e quello degli analfabeti. Non c’è qualcuno che mi sia più vicino e qualcuno che mi sia più lontano. IO SONO, semplicemente, ognuno di voi. Con questa consapevolezza avrete ancora guerre da fare? Avrete ancora muri da erigere? Avrete ancora confini da segnare?

Arriverà questo giorno: il giorno che state aspettando, quello che vi libererà dai condizionamenti mentali e quindi anche dai limiti fisici!
Tutto è perfetto nella mia rappresentazione. Anche ciò che vedete come male ha un ruolo. Un giorno vedrete la bellezza della “rappresentazione teatrale” completa e vi piacerà; vi piacerà molto più di ogni altra cosa, terrena e limitata ,vi sia piaciuta.

Ora vi chiedo solo una cosa: vivete momento per momento, al meglio, intensamente e con tutto l’Amore che potete! Questo è tutto; questo vi riporta al Tutto!

Written by amaeguarisci in: Messaggi ricevuti |
Mar
16
2017
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DISCORSO DI SATHYA SAI BABA 10.10.2002 – LA NOSTRA VERA FORMA E’ AMORE

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Carissimi amici, riporto uno stralcio di un discorso dell’Avatar della nostra era.
Volevo riportare solo alcune frasi, ma erano tutte splendide e quindi l’ho riportato quasi per intero, tralasciando solo la parte iniziale.
Su Google potete trovare tutti i discorsi cliccando su: “Discorsi Divini – Sathya Sai Baba Italia”.
Vi lascio alle Sue parole e vi abbraccio!

“Chi sei tu?”
Colui, dunque, che pensa alle proprie preoccupazioni è un uomo ordinario, mentre è un vero individuo chi pensa alla propria natura (divina): “Chi sono io? Chi sono io?” Dovreste indagare facendovi questa domanda. Se invece, non appena incontrate qualcuno, continuate a chiedete: “Chi sei tu? Chi sei tu? Chi sei tu? ” che risposta avrete mai? Non sono altro che sofferenze che vi illudono e provocano dolore.
Prima che la conosceste, dov’era quella persona? Quando se ne andrà, chi rimarrà? Nessuno verrà con voi. Non c’è nessuno. Voi invece state lottando aggrappati a ciò che è impermanente e provvisorio. Ognuno pensa a se stesso (sulle rive dello Yamunâ)(1).
Dovremmo riconoscere la nostra Verità, dovremmo ottenere la nostra Pace, che si trova nel cuore. Non considerandola nel luogo in cui realmente si trova, andate a cercarla in giro per il mondo. Ma, ovunque andremo, nel mondo non otterremo mai Pace. Ovunque si vada, c’è solo ashânti, ashânti, ashânti. La Pace tanto desiderata è in voi.
Ai giorni nostri stiamo dimenticando la Divinità, incarnazione della Pace, presente in noi, per desiderare l’instabile e momentanea pace esteriore. Interrompete quei pensieri e cercate piuttosto di contemplare la vostra (vera) forma, ovvero la Pace. Tutto ciò che desiderate è al vostro interno. Non esiste nulla all’esterno che non abbiate già in voi.
Con gli occhi aperti potete vedere migliaia di teste (persone), mentre, se li chiudete, non potete vedere nessuno. Quali teste, in realtà, state guardando? Sono tutte impermanenti e momentanee, e le si possono vedere solo fintantoché esistono gli occhi fisici. Non appena gli occhi smettono di funzionare, non è più possibile guardare neanche un solo oggetto.
Che teniate gli occhi aperti o chiusi, c’è una sola cosa da vedere: la Divinità. Essa è immutabile, senza nascita né morte. Non ha nascita né morte. Voi non siete altro che questa natura vera ed eterna. Cercate, quindi, di realizzare la vostra Verità.
Incarnazioni dell’Amore!
Qual è la nostra Verità? L’Amore. Senza di esso niente al mondo può essere visto. L’Amore è la nostra forma. Nonostante ciò, desideriamo oggetti che nemmeno amiamo; così soffriamo.
Perciò, Incarnazioni dell’Amore!
Che cosa dovremmo realmente desiderare? Nient’altro che l’Amore. Che cosa stiamo sperimentando? Amore. L’esperienza, infatti, che sia felice o dolorosa, non è altro che Amore.
Al mondo non esiste niente di permanente, eccetto l’Amore. Avendo costantemente in noi una tale natura vera ed eterna, che cosa ci affanniamo a cercare? Ciò a cui dovremmo seriamente pensare e ciò su cui dovremmo indagare, è dunque la nostra vera forma. L’Amore è la nostra vera forma.
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Tutti i nomi indossano il buon auspicio.
Tutte le forme sono non duali.
L’uomo è incapace di conoscere se stesso. Egli riesce a scoprire ogni cosa, ma a che serve tutto ciò? Che scopo ha tanta conoscenza se non conosce se stesso? L’uomo odierno, dunque, vuole conoscere tutto dell’universo: attraverso la scienza, cerca di scoprire i segreti della natura. Dovrebbe invece chiedersi innanzitutto chi egli sia, quale sia la sua natura ecc. Se indagherà a fondo in tutto ciò, alla fine avrà una risposta. Quindi, innanzitutto, bisognerebbe scoprire il proprio potenziale.

Dvaita e advaita
Questa è la natura dell’Amore. L’Amore in tutti è uno. Voi odiate la persona che vi sta di fronte, mentre amate i membri della vostra famiglia. Ma questo è un errore che vi portate dentro. Fintantoché in voi ci sarà il sentimento di dualità, vivrete nella dvaita (dualità) , senza realizzare l’advaita (non dualità).
Un uomo, con una mente duale, è mezzo cieco.
Siete nella semioscurità. Credete che la persona che vi sta di fronte sia separata da voi, mentre sentite un senso di appartenenza per quelli di casa vostra. Questo è un grave errore. Tutti sono la vostra forma. Dovremmo sperimentare una tale unità.
È detto:
“La percezione della Non dualità è Saggezza.”
L’uomo, incarnazione di una tale Saggezza, sta invece soffrendo perché mira e ripone la sua fede nelle momentanee e impermanenti forme oggettive. Ponete fine a questa sofferenza! (Pensate:) “Io sono in tutti. Tutti sono in me.”
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Una tale manifestazione è all’interno del vostro corpo. Lo stesso Âtma, presente in tutti i corpi, è presente anche dentro di voi. Nonostante ciò, invece di essere beati osservando il vostro Âtma, non fate altro che parlare duramente ed essere pieni di gelosia nei confronti degli altri, non comprendendo che quell’Âtma è anche in loro.
Incarnazioni dell’Amore!
L’Âtma, presente in voi, è anche negli altri. Nonostante ognuno sperimenti (la gioia) grazie a se stesso, crede di sperimentarla grazie agli altri. Ma questo altro non è che la natura di un cane ignorante!
Un giorno un cane stava freneticamente cercando qualcosa da mangiare. Trovò un osso che si mise a morsicare avidamente. Dopo un po’ una scheggia dell’osso ferì la sua gengiva che si mise a sanguinare. Come fu felice il cane di assaporare il sangue! Pensò: “Dall’osso che sto morsicando sta uscendo del sangue.” No, no, no! Nonostante crediate che il sangue fuoriesca dall’osso, in realtà è il vostro stesso sangue a colare su di esso.
Allo stesso modo, l’uomo di oggi, dimentico della sua Beatitudine interiore, pensa che essa sia disponibile da qualche altra parte, all’esterno. Con questa fede, l’essere umano si sforza esclusivamente di sperimentare una felicità effimera. Questo è un grave errore. Ogni singola cosa nasce da dentro. Sia la sofferenza sia la gioia sono entrambe una vostra illusione.
È detto:
“Il piacere è un intervallo fra due dolori.”
Otteniamo gioia fra due dolori; fra due sofferenze, si sperimenta una gioia. Comunque, sono entrambe dentro di noi e non all’esterno. È come quando un uomo s’inganna vedendo la propria ombra. Non è altro che un’ombra. È la vostra ombra e voi, guardandola, v’ingannate (credendo sia la vera forma). Per questo non aspirate a vedere il vostro vero corpo. Dovremmo invece compiere un’indagine. A questo riguardo, il Vedânta afferma che dovreste cercare voi stessi.
Un giorno un ufficiale dell’ICS (Servizio Civile Indiano) fece un’ispezione in un certo talak (Comune), ma venne messo in guardia dagli abitanti, i quali affermavano che, nella casa dove avrebbe dovuto dormire, c’erano i fantasmi. Essi dissero: “Signore, la vostra pelle è bianca; perciò non li potrete vedere. Può solo vederli chi ha la pelle nera. Comunque, là ci sono i fantasmi.”
“Che cosa succede?” pensò il funzionario. “Stanno tutti dicendo la stessa cosa. C’è davvero un fantasma? Com’è fatto? Vediamo.” Spense la luce, accese una lucina da notte e si addormentò. Nel bel mezzo della notte si svegliò e… poverino! Cominciò ad agitare le gambe sotto le coperte e l’ombra riflessa contro il muro si dimenava essa pure.
“Ecco il fantasma”, pensò l’ignorante. “Deve essere catturato ed eliminato.” Prese la pistola che aveva di fianco e sparò. Ma, alla fine, dall’agitazione, si sparò sul dito, che saltò via. Osservate come, guardando la sua ombra, l’uomo venne ingannato.
Allo stesso modo, l’uomo sta soccombendo ad ogni tipo di sofferenza. Al mondo esistiamo solo noi. Nessun altro. Sono tutti incarnazioni dell’Amore. Non esiste altro oltre a Dio.
La Verità è unica, benché i saggi La chiamino con vari nomi.
Dovremmo aver fede in tale unità, realizzare una simile Divinità, e conseguire la Divinità nella diversità. Solo così le nostre sofferenze, i nostri dolori e le nostre illusioni verranno distrutti.
Incarnazioni dell’Amore!
Potreste pensare: “Qual è la causa di tutto questo?” È tutta una nostra illusione. Dal momento della nascita fino alla morte, vaghiamo in questa terra, amiamo tutte le illusioni del mondo e, attraverso tale amore, le incrementiamo. Tutto ciò non è altro che illusione. Niente di più.
Se soffrite a causa di qualcuno, è una cosa che dipende da voi; se siete felici grazie a qualcun altro, anche questo dipende da voi. Sofferenza e gioia appartengono a voi e non sono causate da qualcuno all’esterno. Dovreste perciò, in qualche modo, diminuire questi miraggi legati al corpo. Dimenticate l’attaccamento ad esso e sviluppate Âtmabhimana (l’attaccamento all’Âtma) . Solo così sorgeranno in voi sentimenti divini.
Incarnazioni dell’Amore!
La vera ed eterna natura dell’Amore è la stessa in ogni essere umano. Mantenetela salda, perché è l’unica cosa che vi conferirà la Pace. Solo l’Amore vi darà coraggio. È quindi sufficiente guadagnare quest’unica cosa: l’Amore. L’Amore è il nostro Dio; Dio è Amore. Vivete, perciò, in quest’Amore. Dovremmo vivere tutta la nostra vita con Amore. Perché soffrite se mantenete in voi questo Amore?
Incarnazioni dell’Amore!
In natura vediamo molte forme, ognuna differente dall’altra. I nomi e le forme sono diverse; lo stato di veglia, di sogno e di sonno profondo sono diversi. Tuttavia, che cosa esiste veramente? Solo l’Uno. Fate in modo di non dimenticare questa unità. Vedendo l’ombra (il riflesso) nell’acqua, la desideriamo e cadiamo nell’inganno. Tutte queste non sono altro che nostre illusioni.
Non serve soffrire a causa di qualcuno; non occorre che stiate male per voi stessi. Siate felici di voi! (Chiedetevi:) “Chi ha donato questo corpo? Sono venuto con esso. Che cosa ottengo per suo tramite? Istruzione? No! Queste sandhyâ(2)? No! Questi divertimenti? No. Queste canzoni? No. Queste parole? No, no! Per che cosa sono venuto? Per scoprire chi sono.” Qualunque cosa decidiamo di fare, perciò, dovremmo sempre domandarci: “Chi sono io? Chi sono io? Chi sono io?” Se lo saprete, vi ricorderete chi siete.
Incarnazioni del sacro Âtma!
In realtà, conoscere una tale verità è molto semplice. Non c’è niente di più facile che scoprire chi veramente siete. Può esser difficile conoscere gli altri, ma conoscere se stessi è davvero semplice. Per farlo, intraprendete la sâdhanâ appropriata.
Ci sono molte malattie nel corpo; il fisico è soggetto a molti problemi. Non dovremmo tuttavia essere scoraggiati da tutte quelle malattie contratte a causa dell'(errata) alimentazione e degli svaghi che ci concediamo.
Senza minimamente prestare alcuna attenzione a tutto ciò… per che cosa siete venuti qui? Siete qui: perché? Per essere istruiti. Siete venuti qui a studiare, ma, invece di cercare ciò per cui siete venuti, state cercando qualcos’altro.
A questo punto, dovreste chiedervi: “Perché siamo qui? Stiamo cercando di realizzare lo scopo?” Solo così possiamo eseguire appieno il compito per il quale siamo venuti. Invece, dimenticando il motivo della nostra presenza in questo luogo, stiamo cercando qualcosa che non esiste.
Nel mondo sono molte le persone che hanno questo genere di preoccupazioni. Si chiedono: “Dove sta andando la mia vita?” Il motivo per cui siamo nati è la crescita. Cresciamo per realizzare; realizziamo per conoscere la Verità. Dovremmo fare il giusto sforzo per conoscere la Verità. Se quello sforzo verrà fatto, comprenderemo tutto. Perciò, realizzate la Verità attraverso l’Amore.

L’interruttore principale
Guardate: ci sono luci che stanno splendendo dappertutto. Le lampadine sembrano di molte forme diverse; tuttavia, in ognuna di esse, passa la stessa corrente. Se questa corrente non ci fosse, queste lampadine non si accenderebbero affatto.
L’Âtma, al nostro interno, è l’interruttore generale. È Lui a raggiungere le orecchie e a renderle capaci di sentire; è Lui a raggiungere gli occhi e a permettere loro di vedere. L’aspetto Chaitanya (la Consapevolezza Divina) presente in ogni corpo, permette ad ognuno di fare esperienze. Tale corrente (Chaitanya) è la base di tutto: è Divinità: è Consapevolezza.

Sfortunatamente noi, oggi, l’abbiamo dimenticata. Non dovremmo dimenticare la Consapevolezza Divina; perché, fintantoché è presente, noi saremo le Sue incarnazioni. Dovremmo fare dunque uno sforzo per comprenderla. Chaitanya non arriva dall’esterno e non va da nessuna parte. Lì (dappertutto) è, e lì rimane.
Sul sentiero spirituale soccombiamo a molti tipi di idee sbagliate. Per colpa di questi dubbi, diventiamo davvero matti. Non sono altro che i dubbi a trasformarci in persone folli. Dovremmo innanzitutto allontanarli, poiché, fintantoché abbiamo dei dubbi, non possiamo vedere la Verità. I dubbi ci fanno diventare così sciocchi!

L’importanza della fede
Incarnazioni dell’Amore!
È importante non avere molti dubbi. A causa della loro presenza, l’uomo sta dimenticando il proprio Sé. La fede è molto importante. Essa dovrebbe essere molto forte. Senza fede diventerete ciechi.
Pur avendo gli occhi, le persone sono diventate cieche,
poiché non vogliono guardare la Tua Forma propizia.
Pur avendo le orecchie, le persone sono diventate sorde,
poiché non sono interessate ad ascoltare la Tua Voce melodiosa.
Hanno dimenticato Dio
e stanno ardentemente desiderando una bassa vita materiale.
Surdas(3) disse: “Quando avevo gli occhi, che cosa desideravo? Ora che non li ho più, che cosa desidero? Desidero Ciò (Dio) che ho visto quando ancora ci vedevo.”
Che abbiate gli occhi o no, ciò che viene visto non è altro che l’Uno. Non fate dei vostri occhi fisici le fondamenta. I vostri due (veri) occhi, infatti, sono: uno, la visione divina e, l’altro, il potere spirituale.
Prima di tutto dovreste riempire con Chaitanya la vostra mente. Quella Luce divina è presente in ogni singola persona. Se tale Luce non ci fosse, nessuna delle luci esteriori esisterebbe. L’Âtma è, quindi, la nostra Luce primaria.
Basandosi su questo, Shankarâchârya girò il mondo (la nazione) divulgando: “Bhaja govindam.” Che cosa succede, invece? Ciò che andrebbe contemplato, non lo è! Perciò: “Bhaja govindam, bhaja govindam”! Pensate a Dio!
A che serve contemplare qualcosa che non è la Divinità? Ciò a cui dovremmo pensare, quindi, è la contemplazione di Dio.
Voi siete Dio. Dio non è separato da voi. Voi e Io siamo Uno. Tuttavia, voi siete incantati dall’illusione che vi fa pensare: “Noi siamo i devoti, separati, e Lui è Dio.” Questo pensiero andrebbe allontanato.

La causa principale delle cattive azioni
Arishadvarga(4), le cattive qualità, sono la causa prima di tante azioni negative compiute dall’uomo. Sia l’uomo sia gli animali le possiedono. Qual’è, allora, la differenza fra voi e le bestie? Gli animali mangiano, dormono e sperimentano l’appetito. Anche per l’uomo è così. Qual’è, dunque, la differenza fra gli uni e gli altri? Nessuna!
Prajñânam brahma
Brahman è la Saggezza Suprema.
Essa è ciò che l’uomo possiede. Quando Prajñâna e Viveka (la discriminazione) sono presenti, non si sperimenterà più alcuna preoccupazione.

Tutto viene e va. Nuvole passeggere. Perché ci dovremmo preoccupare, aggrappandoci esclusivamente a queste nuvole di passaggio? Dovremmo afferrare ciò che è immutabile, ossia il nostro Âtma, la nostra Chaitanya, la nostra Divinità, la nostra Sacralità. Se lo sperimentiamo:
Brahmavid brahmaiva bhavati
Colui che conosce Brahma, diventa Brahma stesso.
Dovremmo vedere il nostro vero Sé. Ieri vi ho detto:
“Tutti gli esseri sono scintille della Mia eterna Realtà.”
Krishna ha detto: “In tutti c’è una parte di Me.” Da dove arrivano, perciò, tutte le preoccupazioni, i dispiaceri, le difficoltà e le ire che si trovano in quella parte divina? Sono qualità animali di cui colmiamo il nostro cuore. I sentimenti bestiali dovrebbero essere mandati via. Abbandonateli!
Rifuggite dalle cattive compagnie. Riempitevi di sacralità, di sentimenti veri ed eterni.
In questo bicchiere c’è dell’acqua. Se in esso si vuole versare del latte, bisogna prima gettare via l’acqua. Quello che voi fate, invece, è versare il latte nell’acqua. In questo modo, sia il latte sia l’acqua diventeranno inutili.
Avete riempito completamente il vostro cuore di sentimenti negativi. Se in cima ad essi vengono posti i buoni sentimenti acquisiti seguendo la retta via, anche i buoni sentimenti si deterioreranno. Così facendo, non otterrete niente.
Allontanate, dunque, il male. Colmatevi di santità. Solo così vi trasformerete in esseri sacri. Quando miriamo a essere sacri, il nostro “recipiente” (tutto il nostro essere – N.d.T.) dovrebbe rimanere puro ed esser tenuto vuoto. Quando si mantiene la sacralità del cuore, in esso si può versare tutto il bene possibile.
Quanto stiamo guadagnando! Quanta ricchezza, quanto cibo! Tuttavia, dove va tutto ciò? A chi lo diamo? A nessuno. Alla fine, a chi lo daremo e chi lo riceverà? Guadagniamo moltissime centinaia di migliaia di rupie al fine di riempirci lo stomaco. Ma riempiamo, forse, lo stomaco (direttamente) con i soldi che guadagniamo? No, no, no, no! Per questo nella vita, che potrebbe svanire da un momento all’altro, soccombiamo a innumerevoli brutte situazioni. Il nostro corpo è effimero. Esso è in tutto e per tutto una bolla nell’acqua.
L a mente è una scimmia pazza.
Non seguite la mente,
non seguite il corpo.
Seguite l’Amore; seguite la Coscienza.
Seguite la vera natura. Questo è ciò che oggi dovremmo imparare dall’istruzione. Acquisite tanta istruzione!
Nonostante si sia studiato così tanto, perché si dovrebbe morire?
Occorrerebbe acquisire quell’istruzione che non muore.
Che cosa otteniamo grazie all’istruzione? Fintantoché si è presenti nel mondo, l’istruzione è la via per riempirsi lo stomaco. Tutto qui. Colui che studia si riempie lo stomaco; colui che mendica si riempie lo stomaco. Riempirsi lo stomaco è, dunque, una cosa grandiosa?
Dovremmo riempire il nostro cuore, non lo stomaco; dovremmo colmare il cuore d’Amore. L’Amore ci darà tutto. Cercate di riempire il cuore. Questa è Compassione. Hridaya (il Cuore) sta a significare la “Compassione” (Dayâ). Hridaya, dunque, è ciò che è colmo di Compassione. Quella Compassione è Amore e dovremmo colmarne il nostro cuore. Qualunque momento a nostra disposizione non dovrebbe esser sprecato, ma utilizzato per sviluppare l’Amore.
L’incremento degli attaccamenti
Ai giorni nostri voi allontanate questo Amore e, percorrendo sentieri profani, alla fine Lo trasformate in nirâshâ (sconforto, disperazione). In verità non esiste alcuna relazione con nessun altro. Chi ha relazione con qualcun altro? Proprio nessuno. Tuttavia voi state incrementando attaccamenti e relazioni.
Prima di sposarvi, chi era vostro marito? Dopo il matrimonio, chi è vostra moglie? Dopo che sarà morto, chi è il vostro coniuge? Queste persone non esistono, se non finché si è in vita. Per questo è detto che, tutte queste relazioni famigliari, non sono altro che nuvole passeggere: arrivano e se ne vanno nel mezzo della vita. Non sono affatto permanenti. Poiché sono solo nuvole passeggere, non c’è bisogno di soffrire per esse.
Di che cosa dovreste preoccuparvi (occuparvi)? Dovreste lottare per la vostra Beatitudine. Dovreste aggrapparvi al vostro Amore e sperimentare che esso è presente anche in tutti gli altri.
Invece, anziché condividere Amore, tutti gli esseri umani, oggi, stanno incrementando l’odio, la gelosia, la collera. A che serve studiare tanto se alla fine non condividiamo l’Amore? Odio, odio, odio, odio! L’odio è un terribile demone. Sfortunatamente è l’unica cosa che stiamo sviluppando, anziché sviluppare la sacra natura dell’Amore.
Se dentro di voi ottenete anche solo un po’ d’Amore, condividetelo con gli altri. Questo è il vostro vero dovere. Adempitelo e realizzate il sentiero divino.

Conoscenza profana e conoscenza spirituale
Studenti!
Nell’istruzione che ricevete ci sono alcune materie di studio, le quali, però, sono (esclusivamente) legate al mondo.
La conoscenza profana è per la felicità in questo mondo;
la conoscenza spirituale è per la felicità nell’aldilà.
La conoscenza spirituale è ciò che dovremmo sviluppare. Solo così sperimenteremo una Beatitudine permanente.
(A questo punto, la registrazione del Discorso sull’audiocassetta si interrompe. Il seguente paragrafo è stato tradotto dal “booklet” distribuito nell’âshram – N.d.T.).
Poco fa avete ascoltato (il discorso di) Rasgotra, il quale ha esposto alcune idee davvero valide. I suoi successi accademici sono impareggiabili; grazie ad essi, ha guadagnato posizioni di risalto. Egli possiede tutto ciò che si può desiderare. Perché, allora, viene qui? Per sperimentare l’Amore di Swami: “Voglio Amore, voglio Amore, voglio Amore!”

(La registrazione sull’audiocassetta riprende – N.d.T.).
Le persone scoprono che Io ho ciò che a loro manca. In verità, se in voi ci fosse Amore, perché verreste qui? Non verreste affatto! Invece non l’avete: per questo siete qui. Dovremmo ottenere ciò che ci manca. Che cosa facciamo con ciò che abbiamo? Non lo utilizziamo. Dovremmo, quindi, guadagnare ciò che non possediamo.
“Voglio Verità, Amore, Pace”Non c’è Pace. Tutti voi sapete che, in Gujarat, viveva un uomo di nome Patel. Egli era un ardente devoto e un grande uomo d’affari. Visse a lungo all’estero e mise da parte un’enorme fortuna.
Un giorno un suo amico occidentale disse: “Caro Patel, voglio venire a trovarti.”
“Senz’altro”, gli aveva risposto Pate.l
Quando l’amico arrivò, Patel stava pregando nella stanza della preghiera. Poiché stava eseguendo un elaborato rituale, per lungo tempo non uscì dalla stanza. L’amico attese, attese, e, alla fine, s’irritò.
Quando, a preghiera finita, Patel uscì, l’amico gli fece notare: “Che cosa fai, Patel? Per che cosa compi rituali? Hai tutta la ricchezza di cui necessiti: perciò non preghi per avere denaro. Hai tutta la felicità e le comodità che si possono desiderare: perciò, non preghi per esse. Perché, dunque, compi tutti questi lunghi rituali?”
Patel scoppiò a ridere apertamente: “Amico mio, non sto assolutamente pregando per cose legate a questo mondo. Non desidero (ulteriore) ricchezza, non voglio (altri) agi; non ho bisogno di niente. Però, Dio possiede ciò che io non ho. Per questo Lo prego: voglio Verità, voglio Amore, voglio Pace. Dio possiede Verità, Amore, Pace e non li dona a nessuno. Li tiene per Sé. Per questo Lo prego: per ottenere questi tre Valori divini.”

Cercare di ottenere Amore e Pace
Avete visto? Dovremmo tentare di pregare per ottenere ciò che non abbiamo. Che cosa ci manca, adesso? La Pace. Dovreste desiderarla. Se desiderate ciò che già avete, a che serve pregare? Non serve. Se invece vi guadagnate quei Valori – Verità, Amore e Pace – li avrete.
Sono solo due le cose in possesso di Dio che a voi mancano: Amore e Pace. Se otterremo questi due Valori, attraverso di essi avremo la Verità. Solo questi due, perciò, sono necessari. Grazie ad essi possiamo conseguire qualunque altra cosa.
Con lo stesso zucchero si possono preparare un gran numero di dolci. Noi li chiamiamo: godama, halva, bâdam, khîr, gulab jamun (dolci indiani – N.d.T.). I nomi indicano le varietà, ma la dolcezza è una.
Dio è Amore. Se otteniamo l’Amore, grazie ad esso possiamo ”preparare” un gran numero di cose; possiamo ottenere ogni agio e sperimentare tantissima Pace. Perciò, bangaru (tesori), guadagnatevi l’Amore!
Prashânti Nilayam, 10 Ottobre 2002

“Chi sei tu?”
Colui, dunque, che pensa alle proprie preoccupazioni è un uomo ordinario, mentre è un vero individuo chi pensa alla propria natura (divina): “Chi sono io? Chi sono io?” Dovreste indagare facendovi questa domanda. Se invece, non appena incontrate qualcuno, continuate a chiedete: “Chi sei tu? Chi sei tu? Chi sei tu? ” che risposta avrete mai? Non sono altro che sofferenze che vi illudono e provocano dolore.
Prima che la conosceste, dov’era quella persona? Quando se ne andrà, chi rimarrà? Nessuno verrà con voi. Non c’è nessuno. Voi invece state lottando aggrappati a ciò che è impermanente e provvisorio. Ognuno pensa a se stesso (sulle rive dello Yamunâ)(1).
Dovremmo riconoscere la nostra Verità, dovremmo ottenere la nostra Pace, che si trova nel cuore. Non considerandola nel luogo in cui realmente si trova, andate a cercarla in giro per il mondo. Ma, ovunque andremo, nel mondo non otterremo mai Pace. Ovunque si vada, c’è solo ashânti, ashânti, ashânti. La Pace tanto desiderata è in voi.
Ai giorni nostri stiamo dimenticando la Divinità, incarnazione della Pace, presente in noi, per desiderare l’instabile e momentanea pace esteriore. Interrompete quei pensieri e cercate piuttosto di contemplare la vostra (vera) forma, ovvero la Pace. Tutto ciò che desiderate è al vostro interno. Non esiste nulla all’esterno che non abbiate già in voi.
Con gli occhi aperti potete vedere migliaia di teste (persone), mentre, se li chiudete, non potete vedere nessuno. Quali teste, in realtà, state guardando? Sono tutte impermanenti e momentanee, e le si possono vedere solo fintantoché esistono gli occhi fisici. Non appena gli occhi smettono di funzionare, non è più possibile guardare neanche un solo oggetto.
Che teniate gli occhi aperti o chiusi, c’è una sola cosa da vedere: la Divinità. Essa è immutabile, senza nascita né morte. Non ha nascita né morte. Voi non siete altro che questa natura vera ed eterna. Cercate, quindi, di realizzare la vostra Verità.
Incarnazioni dell’Amore!
Qual è la nostra Verità? L’Amore. Senza di esso niente al mondo può essere visto. L’Amore è la nostra forma. Nonostante ciò, desideriamo oggetti che nemmeno amiamo; così soffriamo.
Perciò, Incarnazioni dell’Amore!
Che cosa dovremmo realmente desiderare? Nient’altro che l’Amore. Che cosa stiamo sperimentando? Amore. L’esperienza, infatti, che sia felice o dolorosa, non è altro che Amore.
Al mondo non esiste niente di permanente, eccetto l’Amore. Avendo costantemente in noi una tale natura vera ed eterna, che cosa ci affanniamo a cercare? Ciò a cui dovremmo seriamente pensare e ciò su cui dovremmo indagare, è dunque la nostra vera forma. L’Amore è la nostra vera forma.
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Tutti i nomi indossano il buon auspicio.
Tutte le forme sono non duali.
L’uomo è incapace di conoscere se stesso. Egli riesce a scoprire ogni cosa, ma a che serve tutto ciò? Che scopo ha tanta conoscenza se non conosce se stesso? L’uomo odierno, dunque, vuole conoscere tutto dell’universo: attraverso la scienza, cerca di scoprire i segreti della natura. Dovrebbe invece chiedersi innanzitutto chi egli sia, quale sia la sua natura ecc. Se indagherà a fondo in tutto ciò, alla fine avrà una risposta. Quindi, innanzitutto, bisognerebbe scoprire il proprio potenziale.

Dvaita e advaita
Questa è la natura dell’Amore. L’Amore in tutti è uno. Voi odiate la persona che vi sta di fronte, mentre amate i membri della vostra famiglia. Ma questo è un errore che vi portate dentro. Fintantoché in voi ci sarà il sentimento di dualità, vivrete nella dvaita (dualità) , senza realizzare l’advaita (non dualità).
Un uomo, con una mente duale, è mezzo cieco.
Siete nella semioscurità. Credete che la persona che vi sta di fronte sia separata da voi, mentre sentite un senso di appartenenza per quelli di casa vostra. Questo è un grave errore. Tutti sono la vostra forma. Dovremmo sperimentare una tale unità.
È detto:
“La percezione della Non dualità è Saggezza.”
L’uomo, incarnazione di una tale Saggezza, sta invece soffrendo perché mira e ripone la sua fede nelle momentanee e impermanenti forme oggettive. Ponete fine a questa sofferenza! (Pensate:) “Io sono in tutti. Tutti sono in me.”
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Una tale manifestazione è all’interno del vostro corpo. Lo stesso Âtma, presente in tutti i corpi, è presente anche dentro di voi. Nonostante ciò, invece di essere beati osservando il vostro Âtma, non fate altro che parlare duramente ed essere pieni di gelosia nei confronti degli altri, non comprendendo che quell’Âtma è anche in loro.
Incarnazioni dell’Amore!
L’Âtma, presente in voi, è anche negli altri. Nonostante ognuno sperimenti (la gioia) grazie a se stesso, crede di sperimentarla grazie agli altri. Ma questo altro non è che la natura di un cane ignorante!
Un giorno un cane stava freneticamente cercando qualcosa da mangiare. Trovò un osso che si mise a morsicare avidamente. Dopo un po’ una scheggia dell’osso ferì la sua gengiva che si mise a sanguinare. Come fu felice il cane di assaporare il sangue! Pensò: “Dall’osso che sto morsicando sta uscendo del sangue.” No, no, no! Nonostante crediate che il sangue fuoriesca dall’osso, in realtà è il vostro stesso sangue a colare su di esso.
Allo stesso modo, l’uomo di oggi, dimentico della sua Beatitudine interiore, pensa che essa sia disponibile da qualche altra parte, all’esterno. Con questa fede, l’essere umano si sforza esclusivamente di sperimentare una felicità effimera. Questo è un grave errore. Ogni singola cosa nasce da dentro. Sia la sofferenza sia la gioia sono entrambe una vostra illusione.
È detto:
“Il piacere è un intervallo fra due dolori.”
Otteniamo gioia fra due dolori; fra due sofferenze, si sperimenta una gioia. Comunque, sono entrambe dentro di noi e non all’esterno. È come quando un uomo s’inganna vedendo la propria ombra. Non è altro che un’ombra. È la vostra ombra e voi, guardandola, v’ingannate (credendo sia la vera forma). Per questo non aspirate a vedere il vostro vero corpo. Dovremmo invece compiere un’indagine. A questo riguardo, il Vedânta afferma che dovreste cercare voi stessi.
Un giorno un ufficiale dell’ICS (Servizio Civile Indiano) fece un’ispezione in un certo talak (Comune), ma venne messo in guardia dagli abitanti, i quali affermavano che, nella casa dove avrebbe dovuto dormire, c’erano i fantasmi. Essi dissero: “Signore, la vostra pelle è bianca; perciò non li potrete vedere. Può solo vederli chi ha la pelle nera. Comunque, là ci sono i fantasmi.”
“Che cosa succede?” pensò il funzionario. “Stanno tutti dicendo la stessa cosa. C’è davvero un fantasma? Com’è fatto? Vediamo.” Spense la luce, accese una lucina da notte e si addormentò. Nel bel mezzo della notte si svegliò e… poverino! Cominciò ad agitare le gambe sotto le coperte e l’ombra riflessa contro il muro si dimenava essa pure.
“Ecco il fantasma”, pensò l’ignorante. “Deve essere catturato ed eliminato.” Prese la pistola che aveva di fianco e sparò. Ma, alla fine, dall’agitazione, si sparò sul dito, che saltò via. Osservate come, guardando la sua ombra, l’uomo venne ingannato.
Allo stesso modo, l’uomo sta soccombendo ad ogni tipo di sofferenza. Al mondo esistiamo solo noi. Nessun altro. Sono tutti incarnazioni dell’Amore. Non esiste altro oltre a Dio.
La Verità è unica, benché i saggi La chiamino con vari nomi.
Dovremmo aver fede in tale unità, realizzare una simile Divinità, e conseguire la Divinità nella diversità. Solo così le nostre sofferenze, i nostri dolori e le nostre illusioni verranno distrutti.
Incarnazioni dell’Amore!
Potreste pensare: “Qual è la causa di tutto questo?” È tutta una nostra illusione. Dal momento della nascita fino alla morte, vaghiamo in questa terra, amiamo tutte le illusioni del mondo e, attraverso tale amore, le incrementiamo. Tutto ciò non è altro che illusione. Niente di più.
Se soffrite a causa di qualcuno, è una cosa che dipende da voi; se siete felici grazie a qualcun altro, anche questo dipende da voi. Sofferenza e gioia appartengono a voi e non sono causate da qualcuno all’esterno. Dovreste perciò, in qualche modo, diminuire questi miraggi legati al corpo. Dimenticate l’attaccamento ad esso e sviluppate Âtmabhimana (l’attaccamento all’Âtma) . Solo così sorgeranno in voi sentimenti divini.
Incarnazioni dell’Amore!
La vera ed eterna natura dell’Amore è la stessa in ogni essere umano. Mantenetela salda, perché è l’unica cosa che vi conferirà la Pace. Solo l’Amore vi darà coraggio. È quindi sufficiente guadagnare quest’unica cosa: l’Amore. L’Amore è il nostro Dio; Dio è Amore. Vivete, perciò, in quest’Amore. Dovremmo vivere tutta la nostra vita con Amore. Perché soffrite se mantenete in voi questo Amore?
Incarnazioni dell’Amore!
In natura vediamo molte forme, ognuna differente dall’altra. I nomi e le forme sono diverse; lo stato di veglia, di sogno e di sonno profondo sono diversi. Tuttavia, che cosa esiste veramente? Solo l’Uno. Fate in modo di non dimenticare questa unità. Vedendo l’ombra (il riflesso) nell’acqua, la desideriamo e cadiamo nell’inganno. Tutte queste non sono altro che nostre illusioni.
Non serve soffrire a causa di qualcuno; non occorre che stiate male per voi stessi. Siate felici di voi! (Chiedetevi:) “Chi ha donato questo corpo? Sono venuto con esso. Che cosa ottengo per suo tramite? Istruzione? No! Queste sandhyâ(2)? No! Questi divertimenti? No. Queste canzoni? No. Queste parole? No, no! Per che cosa sono venuto? Per scoprire chi sono.” Qualunque cosa decidiamo di fare, perciò, dovremmo sempre domandarci: “Chi sono io? Chi sono io? Chi sono io?” Se lo saprete, vi ricorderete chi siete.
Incarnazioni del sacro Âtma!
In realtà, conoscere una tale verità è molto semplice. Non c’è niente di più facile che scoprire chi veramente siete. Può esser difficile conoscere gli altri, ma conoscere se stessi è davvero semplice. Per farlo, intraprendete la sâdhanâ appropriata.
Ci sono molte malattie nel corpo; il fisico è soggetto a molti problemi. Non dovremmo tuttavia essere scoraggiati da tutte quelle malattie contratte a causa dell'(errata) alimentazione e degli svaghi che ci concediamo.
Senza minimamente prestare alcuna attenzione a tutto ciò… per che cosa siete venuti qui? Siete qui: perché? Per essere istruiti. Siete venuti qui a studiare, ma, invece di cercare ciò per cui siete venuti, state cercando qualcos’altro.
A questo punto, dovreste chiedervi: “Perché siamo qui? Stiamo cercando di realizzare lo scopo?” Solo così possiamo eseguire appieno il compito per il quale siamo venuti. Invece, dimenticando il motivo della nostra presenza in questo luogo, stiamo cercando qualcosa che non esiste.
Nel mondo sono molte le persone che hanno questo genere di preoccupazioni. Si chiedono: “Dove sta andando la mia vita?” Il motivo per cui siamo nati è la crescita. Cresciamo per realizzare; realizziamo per conoscere la Verità. Dovremmo fare il giusto sforzo per conoscere la Verità. Se quello sforzo verrà fatto, comprenderemo tutto. Perciò, realizzate la Verità attraverso l’Amore.

L’interruttore principale
Guardate: ci sono luci che stanno splendendo dappertutto. Le lampadine sembrano di molte forme diverse; tuttavia, in ognuna di esse, passa la stessa corrente. Se questa corrente non ci fosse, queste lampadine non si accenderebbero affatto.
L’Âtma, al nostro interno, è l’interruttore generale. È Lui a raggiungere le orecchie e a renderle capaci di sentire; è Lui a raggiungere gli occhi e a permettere loro di vedere. L’aspetto Chaitanya (la Consapevolezza Divina) presente in ogni corpo, permette ad ognuno di fare esperienze. Tale corrente (Chaitanya) è la base di tutto: è Divinità: è Consapevolezza.

Sfortunatamente noi, oggi, l’abbiamo dimenticata. Non dovremmo dimenticare la Consapevolezza Divina; perché, fintantoché è presente, noi saremo le Sue incarnazioni. Dovremmo fare dunque uno sforzo per comprenderla. Chaitanya non arriva dall’esterno e non va da nessuna parte. Lì (dappertutto) è, e lì rimane.
Sul sentiero spirituale soccombiamo a molti tipi di idee sbagliate. Per colpa di questi dubbi, diventiamo davvero matti. Non sono altro che i dubbi a trasformarci in persone folli. Dovremmo innanzitutto allontanarli, poiché, fintantoché abbiamo dei dubbi, non possiamo vedere la Verità. I dubbi ci fanno diventare così sciocchi!

L’importanza della fede
Incarnazioni dell’Amore!
È importante non avere molti dubbi. A causa della loro presenza, l’uomo sta dimenticando il proprio Sé. La fede è molto importante. Essa dovrebbe essere molto forte. Senza fede diventerete ciechi.
Pur avendo gli occhi, le persone sono diventate cieche,
poiché non vogliono guardare la Tua Forma propizia.
Pur avendo le orecchie, le persone sono diventate sorde,
poiché non sono interessate ad ascoltare la Tua Voce melodiosa.
Hanno dimenticato Dio
e stanno ardentemente desiderando una bassa vita materiale.
Surdas(3) disse: “Quando avevo gli occhi, che cosa desideravo? Ora che non li ho più, che cosa desidero? Desidero Ciò (Dio) che ho visto quando ancora ci vedevo.”
Che abbiate gli occhi o no, ciò che viene visto non è altro che l’Uno. Non fate dei vostri occhi fisici le fondamenta. I vostri due (veri) occhi, infatti, sono: uno, la visione divina e, l’altro, il potere spirituale.
Prima di tutto dovreste riempire con Chaitanya la vostra mente. Quella Luce divina è presente in ogni singola persona. Se tale Luce non ci fosse, nessuna delle luci esteriori esisterebbe. L’Âtma è, quindi, la nostra Luce primaria.
Basandosi su questo, Shankarâchârya girò il mondo (la nazione) divulgando: “Bhaja govindam.” Che cosa succede, invece? Ciò che andrebbe contemplato, non lo è! Perciò: “Bhaja govindam, bhaja govindam”! Pensate a Dio!
A che serve contemplare qualcosa che non è la Divinità? Ciò a cui dovremmo pensare, quindi, è la contemplazione di Dio.
Voi siete Dio. Dio non è separato da voi. Voi e Io siamo Uno. Tuttavia, voi siete incantati dall’illusione che vi fa pensare: “Noi siamo i devoti, separati, e Lui è Dio.” Questo pensiero andrebbe allontanato.

La causa principale delle cattive azioni
Arishadvarga(4), le cattive qualità, sono la causa prima di tante azioni negative compiute dall’uomo. Sia l’uomo sia gli animali le possiedono. Qual’è, allora, la differenza fra voi e le bestie? Gli animali mangiano, dormono e sperimentano l’appetito. Anche per l’uomo è così. Qual’è, dunque, la differenza fra gli uni e gli altri? Nessuna!
Prajñânam brahma
Brahman è la Saggezza Suprema.
Essa è ciò che l’uomo possiede. Quando Prajñâna e Viveka (la discriminazione) sono presenti, non si sperimenterà più alcuna preoccupazione.

Tutto viene e va. Nuvole passeggere. Perché ci dovremmo preoccupare, aggrappandoci esclusivamente a queste nuvole di passaggio? Dovremmo afferrare ciò che è immutabile, ossia il nostro Âtma, la nostra Chaitanya, la nostra Divinità, la nostra Sacralità. Se lo sperimentiamo:
Brahmavid brahmaiva bhavati
Colui che conosce Brahma, diventa Brahma stesso.
Dovremmo vedere il nostro vero Sé. Ieri vi ho detto:
“Tutti gli esseri sono scintille della Mia eterna Realtà.”
Krishna ha detto: “In tutti c’è una parte di Me.” Da dove arrivano, perciò, tutte le preoccupazioni, i dispiaceri, le difficoltà e le ire che si trovano in quella parte divina? Sono qualità animali di cui colmiamo il nostro cuore. I sentimenti bestiali dovrebbero essere mandati via. Abbandonateli!
Rifuggite dalle cattive compagnie. Riempitevi di sacralità, di sentimenti veri ed eterni.
In questo bicchiere c’è dell’acqua. Se in esso si vuole versare del latte, bisogna prima gettare via l’acqua. Quello che voi fate, invece, è versare il latte nell’acqua. In questo modo, sia il latte sia l’acqua diventeranno inutili.
Avete riempito completamente il vostro cuore di sentimenti negativi. Se in cima ad essi vengono posti i buoni sentimenti acquisiti seguendo la retta via, anche i buoni sentimenti si deterioreranno. Così facendo, non otterrete niente.
Allontanate, dunque, il male. Colmatevi di santità. Solo così vi trasformerete in esseri sacri. Quando miriamo a essere sacri, il nostro “recipiente” (tutto il nostro essere – N.d.T.) dovrebbe rimanere puro ed esser tenuto vuoto. Quando si mantiene la sacralità del cuore, in esso si può versare tutto il bene possibile.
Quanto stiamo guadagnando! Quanta ricchezza, quanto cibo! Tuttavia, dove va tutto ciò? A chi lo diamo? A nessuno. Alla fine, a chi lo daremo e chi lo riceverà? Guadagniamo moltissime centinaia di migliaia di rupie al fine di riempirci lo stomaco. Ma riempiamo, forse, lo stomaco (direttamente) con i soldi che guadagniamo? No, no, no, no! Per questo nella vita, che potrebbe svanire da un momento all’altro, soccombiamo a innumerevoli brutte situazioni. Il nostro corpo è effimero. Esso è in tutto e per tutto una bolla nell’acqua.
L a mente è una scimmia pazza.
Non seguite la mente,
non seguite il corpo.
Seguite l’Amore; seguite la Coscienza.
Seguite la vera natura. Questo è ciò che oggi dovremmo imparare dall’istruzione. Acquisite tanta istruzione!
Nonostante si sia studiato così tanto, perché si dovrebbe morire?
Occorrerebbe acquisire quell’istruzione che non muore.
Che cosa otteniamo grazie all’istruzione? Fintantoché si è presenti nel mondo, l’istruzione è la via per riempirsi lo stomaco. Tutto qui. Colui che studia si riempie lo stomaco; colui che mendica si riempie lo stomaco. Riempirsi lo stomaco è, dunque, una cosa grandiosa?
Dovremmo riempire il nostro cuore, non lo stomaco; dovremmo colmare il cuore d’Amore. L’Amore ci darà tutto. Cercate di riempire il cuore. Questa è Compassione. Hridaya (il Cuore) sta a significare la “Compassione” (Dayâ). Hridaya, dunque, è ciò che è colmo di Compassione. Quella Compassione è Amore e dovremmo colmarne il nostro cuore. Qualunque momento a nostra disposizione non dovrebbe esser sprecato, ma utilizzato per sviluppare l’Amore.
L’incremento degli attaccamenti
Ai giorni nostri voi allontanate questo Amore e, percorrendo sentieri profani, alla fine Lo trasformate in nirâshâ (sconforto, disperazione). In verità non esiste alcuna relazione con nessun altro. Chi ha relazione con qualcun altro? Proprio nessuno. Tuttavia voi state incrementando attaccamenti e relazioni.
Prima di sposarvi, chi era vostro marito? Dopo il matrimonio, chi è vostra moglie? Dopo che sarà morto, chi è il vostro coniuge? Queste persone non esistono, se non finché si è in vita. Per questo è detto che, tutte queste relazioni famigliari, non sono altro che nuvole passeggere: arrivano e se ne vanno nel mezzo della vita. Non sono affatto permanenti. Poiché sono solo nuvole passeggere, non c’è bisogno di soffrire per esse.
Di che cosa dovreste preoccuparvi (occuparvi)? Dovreste lottare per la vostra Beatitudine. Dovreste aggrapparvi al vostro Amore e sperimentare che esso è presente anche in tutti gli altri.
Invece, anziché condividere Amore, tutti gli esseri umani, oggi, stanno incrementando l’odio, la gelosia, la collera. A che serve studiare tanto se alla fine non condividiamo l’Amore? Odio, odio, odio, odio! L’odio è un terribile demone. Sfortunatamente è l’unica cosa che stiamo sviluppando, anziché sviluppare la sacra natura dell’Amore.
Se dentro di voi ottenete anche solo un po’ d’Amore, condividetelo con gli altri. Questo è il vostro vero dovere. Adempitelo e realizzate il sentiero divino.

Conoscenza profana e conoscenza spirituale
Studenti!
Nell’istruzione che ricevete ci sono alcune materie di studio, le quali, però, sono (esclusivamente) legate al mondo.
La conoscenza profana è per la felicità in questo mondo;
la conoscenza spirituale è per la felicità nell’aldilà.
La conoscenza spirituale è ciò che dovremmo sviluppare. Solo così sperimenteremo una Beatitudine permanente.
(A questo punto, la registrazione del Discorso sull’audiocassetta si interrompe. Il seguente paragrafo è stato tradotto dal “booklet” distribuito nell’âshram – N.d.T.).
Poco fa avete ascoltato (il discorso di) Rasgotra, il quale ha esposto alcune idee davvero valide. I suoi successi accademici sono impareggiabili; grazie ad essi, ha guadagnato posizioni di risalto. Egli possiede tutto ciò che si può desiderare. Perché, allora, viene qui? Per sperimentare l’Amore di Swami: “Voglio Amore, voglio Amore, voglio Amore!”

(La registrazione sull’audiocassetta riprende – N.d.T.).
Le persone scoprono che Io ho ciò che a loro manca. In verità, se in voi ci fosse Amore, perché verreste qui? Non verreste affatto! Invece non l’avete: per questo siete qui. Dovremmo ottenere ciò che ci manca. Che cosa facciamo con ciò che abbiamo? Non lo utilizziamo. Dovremmo, quindi, guadagnare ciò che non possediamo.
“Voglio Verità, Amore, Pace”Non c’è Pace. Tutti voi sapete che, in Gujarat, viveva un uomo di nome Patel. Egli era un ardente devoto e un grande uomo d’affari. Visse a lungo all’estero e mise da parte un’enorme fortuna.
Un giorno un suo amico occidentale disse: “Caro Patel, voglio venire a trovarti.”
“Senz’altro”, gli aveva risposto Pate.l
Quando l’amico arrivò, Patel stava pregando nella stanza della preghiera. Poiché stava eseguendo un elaborato rituale, per lungo tempo non uscì dalla stanza. L’amico attese, attese, e, alla fine, s’irritò.
Quando, a preghiera finita, Patel uscì, l’amico gli fece notare: “Che cosa fai, Patel? Per che cosa compi rituali? Hai tutta la ricchezza di cui necessiti: perciò non preghi per avere denaro. Hai tutta la felicità e le comodità che si possono desiderare: perciò, non preghi per esse. Perché, dunque, compi tutti questi lunghi rituali?”
Patel scoppiò a ridere apertamente: “Amico mio, non sto assolutamente pregando per cose legate a questo mondo. Non desidero (ulteriore) ricchezza, non voglio (altri) agi; non ho bisogno di niente. Però, Dio possiede ciò che io non ho. Per questo Lo prego: voglio Verità, voglio Amore, voglio Pace. Dio possiede Verità, Amore, Pace e non li dona a nessuno. Li tiene per Sé. Per questo Lo prego: per ottenere questi tre Valori divini.”

Cercare di ottenere Amore e Pace
Avete visto? Dovremmo tentare di pregare per ottenere ciò che non abbiamo. Che cosa ci manca, adesso? La Pace. Dovreste desiderarla. Se desiderate ciò che già avete, a che serve pregare? Non serve. Se invece vi guadagnate quei Valori – Verità, Amore e Pace – li avrete.
Sono solo due le cose in possesso di Dio che a voi mancano: Amore e Pace. Se otterremo questi due Valori, attraverso di essi avremo la Verità. Solo questi due, perciò, sono necessari. Grazie ad essi possiamo conseguire qualunque altra cosa.
Con lo stesso zucchero si possono preparare un gran numero di dolci. Noi li chiamiamo: godama, halva, bâdam, khîr, gulab jamun (dolci indiani – N.d.T.). I nomi indicano le varietà, ma la dolcezza è una.
Dio è Amore. Se otteniamo l’Amore, grazie ad esso possiamo ”preparare” un gran numero di cose; possiamo ottenere ogni agio e sperimentare tantissima Pace. Perciò, bangaru (tesori), guadagnatevi l’Amore!
Prashânti Nilayam, 10 Ottobre 2002

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
15
2017
-

MESSAGGIO: SAPPIATE CHE I TEMPI BUI E TRISTI PER L’UMANITÀ STANNO PER FINIRE

CASCATELLE
Amici cari, anche oggi ho ricevuto un messaggio dal mio Divino Sè, e lo condivido con chi avrà voglia di leggerlo.
siete, come sempre, nel mio abbraccio!

Miei Cari Figli, ci sono cose che ancora non potete comprendere con la mente, perché riguardano il mondo di “Oltre la mente”. Come una gru non può alzare se stessa, la mente non può far da parte se stessa. Quindi, certi concetti, potrete comprenderli, non seguendo la mente, ma con l’esperienza diretta quando vi si apriranno i cancelli dell’immortalità.

Tutti avete la capacità e la possibilità di tornare alla Coscienza che voi chiamate “Cristica”: è la vostra Vera Coscienza, depurata da tutte le scorie e le infrastrutture create dalla mente stessa.
Tante volte vi esorto a calmare il flusso disordinato e caotico dei vostri pensieri; e per fare questo dovete, ogni tanto, chiudere le porte dei sensi, fermarvi , ad occhi chiusi, e guardare il “dentro”anziché il “fuori”. I sensi impattano con miriadi di cose, le quali lasciano un’essenza, una sensazione, un’energia, spesso sgradevoli e fuorvianti.
Non state ad ascoltare tutte le cose brutte che le coscienze ancora non risvegliate compiono! I mass media solo questo vi propinano. Cercate solo il cibo mentale adatto a voi; non insozzatevi con escrementi. Fate entrare dalle porte dei sensi solo il bello ed il buono, e riempitevi di questa bellezza!

Sappiate che i tempi bui e tristi per l’umanità stanno per finire. Abbiate ancora un po’ di pazienza e vivrete la bellezza del mondo pulito e in amore! Contribuite, voi tutti, a questa Bellezza rimanendo in armonia fra pensieri, sentimenti, parole ed azioni! Visualizzate sempre il mondo , la sua gente e tutte le sue creature in pace ed abbondanza; addormentatevi con questa immagine nella mente, risvegliatevi con questa immagine nella mente e ringraziate!

Voi create giorno per giorno il vostro futuro. Tutti insieme potete cambiare le sorti di un karma nefasto che l’umanità si è creato, con tutto il dolore che ha dato a Madre Terra ed alle Sue creature.
Inconsapevole della Divinità e della bellezza in sé, l’uomo è sprofondato, in questo kali Yuga, nelle tenebre dell’ignoranza ed ha creato molti danni a Questo Santo Pianeta. Ora potrete vedere un’inversione di marcia. Tanti di voi si sono risvegliati alla Consapevolezza Divina e stanno spargendo petali di rosa, laddove solo spine c’erano.

Continuate, Meravigliosi Angeli, il vostro lavoro! Moltissimi di voi sono scesi solo per questo: siete gli spazzini, gli impollinatori, gli spargitori di sementi buone; siete angeli guaritori e consolatori, venuti solo per aiutare i vostri fratelli e tutto il Globo Terrestre a ritornate alla bellezza originaria.

La pazienza, mentre ricreate il nuovo mondo; la compassione verso tutti, verso anche chi nel buio continua a nuocere, vi porta ad innalzare le vibrazioni del Pianeta. Amore e compassione! Sentite che siete tutti uno: questo salverà il Pianeta dalla distruzione termonucleare che avevate rischiato.

Siate sempre attivi nell’emanare pensieri di gioia ed amore, solo così le nuvole nere dell’odio e della divisione verranno dissipate!
L’amore vince, ricordatelo, sempre!

Written by amaeguarisci in: Messaggi ricevuti |
Mar
13
2017
-

MESSAGGIO: SIATE I PRECURSORI DELL’ERA DELL’ORO CHE PRESTO VI SI SVELERÀ ANCHE ALL’ESTERNO

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Carissimi amici, questo il messaggio di oggi. Siamo davvero più grandi di ciò che immaginiamo!
vi abbraccio sempre!

Miei Cari Figli, avete viaggiato a lungo, su e giù dal Pianeta Terra e da altre dimensioni.
Spesso siete stanchi di questa vita piena di dure prove; siete stanchi dell’alternanza di gioie e dolori, quando questi ultimi sono di gran lunga più lunghi delle gioie… almeno, così vi sembra, così voi interpretate il mondo.
Ma i vostri occhiali, spesso, sono così sporchi che ovunque vedete sporco. Non è così! Il mondo è molto più bello; siete voi che vedete l’esterno in base al vostro interno, in base ai vostri pensieri, anche inconsci.
Miei Adorati, vi esorto a purificare la vostra visione affinché vediate la primavera in arrivo nella bellezza che vi circonda.
Quando siete nella dura prova siete nel vostro duro inverno, ed allora non immaginate che tornerà la primavera; ma questa sempre torna, in un ciclo continuo.

Restate a galla, nel mare burrascoso della vita! Imparate a restare a galla, a non annegare nelle difficoltà! Basta che vi poniate nel ruolo vero che avete, quello dello Spettatore. Voi siete Me, il Divino Sé che è il Testimone di ciò che accade. Se osservate il turbinio dei pensieri, le agitazioni delle emozioni e la vostra sofferenza dal posto di comando del Divino Sé, non annegherete più in nessun dolore; vi ricorderete che tutto passa, come le nuvole in cielo, e sempre torna il sereno.

La pazienza è tutta la forza di cui l’uomo ha bisogno, e gli accadimenti della vita vi aiutano ad esercitarla in modo che ogni volta, dopo aver superato la prova, vi ritroviate più forti, più vivi e più sani di prima.
La malattia stessa è il campanello d’allarme; i sintomi sono le sirene che vi indicano che qualcosa non va, come le spie della macchina nel pannello elettronico. Sappiate decifrare i segnali che il corpo vi dà: è la via retta da seguire. Il corpo vi indica la strada: se andate fuori strada vi avverte con sintomi sgradevoli; se proseguite verso la giusta via, quella programmata dalla vostra anima, allora il corpo vi ricompensa con benessere , gioia ed energia.

Sappiatemi ascoltare, Anime Sacre! Sappiate calmare la mente; sappiatevi rilassare e quietare il respiro. In quel lago calmo tutto il fondo potrete vedere; ma se le acque sono agitate, alzano il fango e la visione interiore profonda scompare.
Non finirò mai di ricordarvi di amare il Divino in voi e in tutti, e tralasciare, non dare importanza a tutto ciò che non siete: emozioni, pensieri e sensazioni. Voi siete il “Centro del tornado”, dove tutto è immobile e calmo, anche mentre tutto intorno gira.

La preghiera, la preghiera di ringraziamento, gioia e lode per ciò che è già avvenuto (come se tutto fosse già avvenuto) è la più proficua e potente. Voi invece pregate spesso con tristezza e come questuanti.
Innalzatevi al vostro vero Rango Divino! Comandate alle cellule del corpo di fare bene il loro lavoro! Comandate ciò che volete e ringraziate, perché l’Universo vi ha già portato ciò di cui necessitate. Ringraziate e gioite sentendo la sensazione, anche a livello fisico, di ciò che è già accaduto, come se fosse realmente già accaduto! Questo lo farà accadere… perché, ricordate, in verità voi siete Dei, e se credete fermamente in voi, nell’Amore Universale che voi siete e tutto gestisce, il vostro paradiso può essere già qui, sulla Terra.

Siate i precursori dell’Era dell’Oro che presto vi si svelerà anche all’esterno, in tutti i campi dello scibile umano. Vivete dentro voi la gioia dell’Amore Universale e già sarete nell’Era d’Oro! Vivete così, e tanti altri verranno contagiati dal flusso inarrestabile dell’Amore Divino! Così sarà che la coscienza collettiva creerà la magnificenza che vi aspetta e che vi spetta di diritto.
Siete amati e benedetti, sempre!

Written by amaeguarisci in: Messaggi ricevuti |
Mar
09
2017
-

DEVOZIONE: LA DIVINA FOLLIA

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Cari Amici, oggi riporto alcune parole di Sai Baba sulla devozione, che per alcune persone è ritenuta follia.
Ho già scritto diversi articoli sull’alchimia della devozione che ci porta a ridiventare consapevoli di essere Uno con L’Amato. Ora ascoltiamo direttamente le parole dell’Eterno Amato che, di era in era, torna in un corpo umano per aiutare tutti noi a ricordarci la nostra Vera Divina Natura.

“All’uomo mondano, una persona inebriata di Dio apparirà folle e degna di scherno, ma a sua volta il mondano apparirà insano, pazzo, sviato e cieco all’uomo ebbro di Dio. Tra tutte le infermità che travagliano l’uomo, la pazzia di Dio è la meno dannosa, la più benefica. Il mondo ha sofferto danni incalcolabili per colpa di governanti e guide insane, mentre da chi è pazzo di Dio non è mai derivato altro che armonia, pace fratellanza, e amore.”

“Negli ospedali specializzati troverete anche uno strano tipo di follia e colui che ne è afflitto resta quietamente seduto nel suo angolino, senza guardare in faccia gli altri. I medici sono loro grati, perché non creano nessun problema. Forse la loro malattia è dovuta ad una profonda malinconia, o forse sono degli Jnani, dei realizzati. Infatti l’uomo che è legato a Dio si comporta esattamente a quel modo, ed è il solo ad essere sano in questo ospedale pieno di malati che è il mondo!”

“Oggi ci sono ancora devoti perfetti come Jayadeva e Chaitanya, ma i più celano dentro di sé la loro devozione. Talora essa fa capolino, e allora la gente li prende per matti. Swami ne ha incontrati, ma non li chiama per un colloquio. E’ gente che vive piena di gioia. Anni fa ne incontrai una; era una rani, una regina, e non era il caso di chiamarla a colloquio.”

“Qualcuno ha cantato che io provoco le lacrime e le asciugo. Sì, io colmo i vostri occhi di lacrime di gioia e asciugo quelle di dolore. Di me si dice che faccio impazzire la gente e curo la pazzia. E’ vero: io la rendo pazza di Dio e della disciplina necessaria a realizzarlo, e curo la pazzia che fa correre con frenesia gli uomini alla ricerca di piaceri temporanei, rendendoli schiavi dei capricci della gioia e del dolore.”

“Amore, Amore Amore! Prema, Prema, Prema! Io amo e vi chiedo di amare. La mia più grande ricchezza è l’amore. La gente continua a descrivere i miei miracoli nei termini di “Questo è grande! Quest’altro è grande!”. Ma nessuno di tali miracoli è grande: il mio amore, in verità, è il miracolo più grande. Tutti dovrebbero condividere questo amore, partecipare di questo amore. Solo allora questi due amori si fondono insieme e divengono un unico Divino Amore”.

“Fate che il seme cresca, che l’amore sgorghi, che l’amore, il mio amore, guarisca il cuore degli uomini e salvi il mondo dalla morte e dalla distruzione. E’ solo attraverso l’amore e la conoscenza che il mondo si può salvare, e voi, voi tutti, siete miei strumenti.”

(Parole di Sathya Sai Baba tratte dal libro: “Al di là della mente”, di Paola Stefanini – Edizioni Milesi – Pagg. 104/106, 159)
Che possiamo essere, tutti, i Suoi Divini Strumenti d’Amore, sempre!
Om Sri Sathya Sai Krisnaya Namah

Written by amaeguarisci in: Articoli |

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