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Nov
28
2014
2

L’AMICO

Bambini-giocano

CARI AMICI,
oggi voglio condividere alcune riflessioni sull’amicizia.
La vera amicizia non è possessiva, non trattiene, non ingabbia. Il vero amico non ha paura di perderti, perché si fida di te e conosce il tuo cuore , ma soprattutto perché accetta ogni tua decisione, anche quella di andare lontano da lui, anche quella di non poterti più vedere e sentire.
L’amico non ha paura di condividere con tanti altri il tuo affetto, la tua attenzione, la tua stima, perché sa che chi ama non ha confini. L’amore che esce da un cuore puro è illimitato; colui che ama mille persone, o tutto il mondo, di meno ama te, anzi…
In un cuore dove c’è posto solo per pochi, prima o poi non ci sarà posto nemmeno per te.
L’amico , quindi , non è geloso se ti vede occupato a spargere amore per il mondo; anzi, è orgoglioso di averti come amico perché sa che non lo è per interesse, o perché si sente troppo solo e pensa di riempire con te il suo vuoto.
Un amico non ti parla male degli altri per paura di perderti, per paura che tu dia ad altri più attenzione .
Un amico ti chiede con umiltà e sincerità il suo aiuto, quando ne ha bisogno; lascia da parte l’orgoglio; sa farsi anche piccolo come un bambino che, spontaneamente ti chiede un caldo abbraccio. Nello stesso tempo ti da quel caldo abbraccio tutte le volte che sei tu a chiederglielo.
Un amico non gareggia con te, non è in competizione con te per apparire agli occhi degli altri più meritevole d’affetto. Desidera solo vederti felice, e questa è tutta la sua gioia.
Un amico non è malizioso, non fraintende mai i tuoi movimenti e le tue parole, perché è in empatia col tuo cuore, ed è quello che ascolta.
Ma chi non riesce ad esserti amico?
Spesso chi non ha abbastanza amore e stima di sé non lo ha nemmeno per gli altri.
Inconsciamente pensa di non meritare il tuo amore e, sempre inconsciamente, lo rifiuta e lo allontana in tanti modi sottili.
Chi non sta bene con se stesso ha tanta paura di star solo, peccato che si auto boicotti , mettendo in atto pensieri, parole ed azioni che spesso allontanano, più che avvicinare.
Chi è duro ed ipercritico con se stesso, lo è spesso anche con gli altri. Eppure è proprio la persona più bisognosa d’affetto!
Qual’ è il bimbo che ha più bisogno di coccole? Quello sgridato e maltrattato dai genitori… o da se stesso.

Allora, amici cari,
impariamo ad amarci, rispettarci, accettarci così come siamo;
allora riusciremo ad amare, rispettare ed accettare gli altri così come sono.
Allora il nostro amore uscirà come una fiume dal nostro cuore.
Questo è il più grande servizio che possiamo fare a noi, ai nostri cari, agli amici, a tutto l’universo… e quanti amici autentici scopriremo d’avere!
VI AMO CON TUTTO IL CUORE AMICI CARI!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Nov
19
2014
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DAL DISCORSO DI SATHYA SAI BABA DEL 4.7.1996: CONSIDERATE IL VOSTRO DOVERE COME ESERCIZIO SPIRITUALE

il mio dipinto di baba ad olio - il primo

Cari amici, quante volte Sai Baba ci ha ricordato che non servono complicati esercizi spirituali per raggiungere la Meta! Rendiamo il nostro lavoro un atto di adorazione, ripetiamo il Nome di Dio a noi più caro, vediamo in ogni creatura Dio che anima quel corpo, ricordiamoci sempre che siamo tutti Uno, che le differenze e le separazioni sono solo illusorie: allora l’amore non avrà più impedimenti per esprimersi in tutta la sua potenza.
Vi abbraccio tutti e vi lascio alle parole del Maestro:

L’uomo è dotato di grande potere intellettivo e, non sapendo come farne un uso proficuo, prede la strada sbagliata. Egli sa che cosa è giusto e che cosa non lo è. Quando chiedete a qualcuno la ragione per cui abbia scelto il sentiero errato, egli accampa scuse come: “Tutto questo è dovuto all’influenza di Maya”. La gente pensa che tutta l’illusione che predomina in questo mondo sia gioco di Maya. Che cos’è Maya? E’ solamente un nome, non ha esistenza reale.
Le persone istruite e gli studiosi chiamano Maya “ danzatrice” (nartaki), la quale fa ballare l’uomo alla sua musica. Come potete tenere sotto controllo questa danzatrice? Se invertite le sillabe di “Nartaki” ottenete la parola “Kirtana” (Il canto delle glorie del Signore), che è come dire che si può sottomettere Maya prendendo la via della devozione e cantando le glorie di Dio. Una persona immersa completamente nell’Amore non può descrivere la propria esperienza, proprio come uno immerso completamente nell’acqua non può dir niente. Solamente chi sperimenta l’Amore ad un livello superficiale può parlarne; è buffissimo che le persone che non lo hanno mai assaporato né sperimentato tengano conferenze sul principio dell’Amore.
Quale sadhana si dovrebbe praticare per sperimentare l’Amore? Qual è il significato vero di sadhana? La vera sadhana consiste nel dimenticare l’Anatma (il non Sé) e meditare sull’Atma (il Sé), dimenticare avidya (l’ignoranza) e perseguire Vidya (la Conoscenza), tralasciare tutto ciò che è effimero e pensare soltanto a ciò che è eterno.
La pratica spirituale non è limitata al canto dei Nomi Divini, alle austerità, alla meditazione e al sacrificio….
Persino lo svolgimento dei quotidiani doveri casalinghi, come cucinare, può diventare un’altissima pratica spirituale. Togliere sassolini dal riso e mondarlo dalle impurità può essere paragonato allo yoga della distinzione tra il campo (il corpo) e il Conoscitore del campo , e allo yoga della classificazione delle tre qualità di sattva, rajas e tamas, come descritto nella Bhagavad Gita. Questo può anche essere considerato lo yoga della discriminazione tra l’Atma e l’anatma e, in questo contesto, i sassi che vengono separati dal riso rappresentano il campo e il riso simboleggia il Conoscitore del campo.
In casa, le donne cuociono anche le verdure; mentre le tagliano col coltello dovrebbero pensare: “Io non sto tagliando delle verdure, ma le qualità che sono presenti in me con la lama della saggezza”. Poi dovrebbero lavarle pensando di usare l’acqua dell’amore, metterle a cuocere, salarle e condirle con aromi pensando di porle sul fuoco della discriminazione, aggiungendovi il sale e gli aromi della fede incrollabile e della devozione. Questa è la sadhana che può promuovere la crescita spirituale. In casa, nel pomeriggio, la madre prepara uno spuntino di puri (merenda indiana) per i bambini; mentre fa questo, non deve essere dispiaciuta di non poter assistere ai Bajan (canti devozionali) e di passare il tempo in cucina: mentre spiana la pasta per fare il puri, deve avere il sacro sentimento di allargare il suo cuore e, mentre spazza il pavimento, deve pensare. “Io no sto semplicemente pulendo la casa: sto rendendo il mio cuore puro e limpido.”
IL CORPO E’ UN TEMPIO E DIO VI RISIEDE.

Discorso di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba del 4.7.1996, Mother Sai n.3 anno 2011.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Nov
14
2014
3

PICCOLI CONSIGLI PER STARE BENE

donna felice e sana

Cari amici,
oggi voglio parlarvi di alcune piccole abitudini giornaliere che possono comunque cambiare di molto la nostra situazione di benessere, in tutti i sensi.
1) Appena alzati. Assonnati o no, restiamo un attimo seduti sul letto e, sorridendo, diciamo : “Grazie! Ti amo! Grazie! Ti amo Grazie! Ti amo!”.
Ecco: questa è la prima pillola di vitamine. A chi diciamo “ Grazie”? A Chi diciamo “Ti amo”? A noi stessi, al nostro Sé Divino che è Dio, Alla forma Divina a noi più cara, ai nostri genitori, parenti amici, a tutti, a tutto l’universo , che ci permette di fare tante esperienze di crescita.
Ringraziare attira eventi per cui essere ancora più grati, come lamentarsi attira ancora altre vicissitudini di cui lamentarsi. Sorridere dà un messaggio di benessere a tutte le cellule del corpo, il nostro livello di energia vitale cresce e tutto l’organismo ne beneficia.

2) In bagno, dopo i nostri bisogni, prendiamo uno straccio ruvido, come una vecchia piccola asciugamano; bagnamola di acqua fredda e strofiniamo tutto il corpo. Questo permette alla pelle, che è il secondo polmone, di liberarsi da tutte le cellule morte, respirare di più ed espellere meglio le tossine; inoltre viene attivata la circolazione del sangue; tutto il corpo si vivifica e non c’è più bisogno del caffè per sentirci svegli. Un’altra variante, per i più coraggiosi, è fare una veloce doccia con l’acqua fredda, e , una volta asciutti, strofinarci il corpo con lo straccio ruvido asciutto. Il risultato è ancora più forte. Tutto il sistema nervoso si tonifica, come la pelle. Il corpo rimane più giovane, tonico ed energico.

3) Prima di mangiare la colazione, facciamo una rapida e sentita preghiera: avvolgiamo il nostro corpo nella luce, quello di tutte le persone a noi care e delle persone sofferenti. Immaginiamole sorridenti ed in buona salute, mentre diciamo: “Roberto (Maria.. o chi vogliamo) è avvolto e protetto dalla Tua Luce (se ci rivolgiamo ad un’Incarnazione Divina), oppure semplicemente : “dalla Luce”. Dopodiché avvolgiamo nella luce tutto il Pianeta e tutto l’Universo. Poi per tutto il giorno restiamo liberi da ogni preoccupazione.

4) Se abbiamo un piccolo giardino, facciamo le nostre preghiere a piedi scalzi sull’erba. Il contatto con Madre Terra ci ricaricherà, o ci libererà da tensioni. Iniziare la giornata con il contatto con Madre Natura ci permette di rimanere più centrati e gioiosi. Chi non ha un giardino, può immaginare di esserci.

5) Sia al lavoro, sia in famiglia, quando ci sono problemi da affrontare, ricordiamo innanzitutto che li abbiamo attirati noi, proprio per risvegliare il ricordo della nostra Divinità. Affrontiamo i nostri problemi, senza immedesimarci troppo ; siamo solo attori di una commedia, della quale siamo anche i registi: quindi non prendiamola troppo sul serio questa nostra rappresentazione teatrale, sdrammatizziamola.

6) Per sentirci meno a disagio con certe persone dal brutto carattere, attuiamo l’esercizio della “Visione Divina”. Cerchiamo di vedere nel petto di queste persone, come in ognuno, la Forma Divina a noi più cara. Tralasciamo tutto quello che c’è intorno: l’aspetto ed il carattere. Come di un’arancia gustiamo la polpa dolce e tralasciamo la buccia amara, soffermiamoci solo sul bello e sul buono di ognuno; non lasciamo entrare in noi il negativo. Questo ci permetterà di mantenerci in uno stato di pazienza e tolleranza. Saremo liberi da nervosismi e da rabbie che deprimono la nostra salute.

7) Qualunque cosa facciamo, offriamola a Dio; allora tutto diventerà sacro. Una casalinga che sta stirando può dire: “Signore, stiro le Tue camicie”, oppure: “Cucino per Te”, “pulisco la Tua casa”. Effettivamente noi stessi e i nostri familiari siamo tutti Incarnazioni di Dio. Ricordiamoci sempre che noi siamo un tutt’uno con il Tutto. Noi siamo Quell’Uno che si è diviso nei molti. Gli altri sono noi stessi, ma in un’altra forma. Tutto quello che facciamo, in bene ed in male, lo facciamo a noi stessi e a Dio, che dimora in ognuno.

8) Appena possiamo, cantiamo. Il canto ci libera da immondizie emotive, da ansie e tensioni. Chi canta non può contemporaneamente pensare a qualcosa di brutto, quindi ci aiuta a rimanere gioiosi.

9) Facciamo, nel tempo libero, qualcosa che ci dà gioia. Coltiviamo le amicizie con amore, ridiamo e scherziamo il più possibile: Dio si raggiunge con la Gioia.

10) Mangiamo il più possibile cibo sano e crudo, e di origine vegetale. Quanti guai ci eviteremo! Dal cibo morto (degli animali morti) arriva la morte, dal cibo vivo arriva l’energia vitale .

11) Viviamo sempre più concentrati nell’attimo presente. Non pensiamo al passato, né al futuro. Nel presente c’è il nostro passato, perché proprio ciò che abbiamo vissuto ci ha portati ad essere ciò che siamo e dove siamo; il futuro dipende dalla nostra qualità di vita del presente, quindi: PASSATO E FUTURO SONO NEL PRESENTE.

12) Quando un brutto pensiero attraversa la nostra mente, per compensare facciamo tre pensieri positivi ed entusiasmanti.

13) Quando ci guardiamo allo specchio, non stiamo a notare rughe e imperfezioni. Guardiamoci negli occhi e diciamo: “Io mi voglio bene! Sono una Scintilla Divina! Io mi amo!”. Non possiamo dare amore agli altri se non lo diamo a noi stessi, accettandoci così come siamo, con pregi e difetti, ma perfetti per il nostro momento evolutivo.

14) Quando torniamo a casa dal lavoro, non portiamoci dietro i problemi lavorativi. Siamo in un’altra scena di un altro film, non pensiamo a quello di prima: restiamo sempre nel presente. Se abbiamo le scarpe infangate, le portiamo dentro casa? Sporchiamo tutto il pavimento? Allora perché sporcare l’ambiente familiare con immondizia emotiva, ansie e preoccupazioni? Lasciare queste cose fuori casa ci permetterà di avere buoni rapporti con i nostri cari e di dormire tranquilli. Ci può aiutare ripeterci: “Calma…dolcezza…felicità…calma…dolcezza…felicità”

15) Ricordiamoci il più possibile che noi non siamo il corpo, né le emozioni, né la nostra mente: noi siamo il Divino Sé . Il nostro corpo grossolano ed i nostri corpi sottili sono i nostri strumenti. Ripetiamo il più possibile il Nome Divino a noi più caro, proprio per ricordarci chi siamo e raggiungere la realizzazione di ciò che siamo in realtà; oppure facciamo un altro tipo di pratica spirituale che ci dia gioia, serenità e che ci permetta di focalizzare la mente sulla nostra Natura Divina.

16) Ritorniamo ad essere sempre più bambini: viviamo il presente con entusiasmo, gioia e meraviglia. Non diamo nulla per scontato, gioiamo della natura e della sua bellezza. Gioiamo della nostra capacità d’amare e ricevere amore. Affrontiamo la vita come un gioco.

17) Prima di addormentarci, diamo sempre un bacio al nostra partner, ai nostri figli. Anche se abbiamo avuto una discussione, qualunque cosa sia successo. Non andiamo nel sonno profondo prima di averci dimostrato amore , perdono e comprensione. In questo modo non permettiamo alla mente di ingigantire le cose durante la notte. Azzeriamo tutto nell’Amore.

18) Ascoltiamo il bello ed il buono, parliamo solo del bello e del buono, pensiamo solo al bello ed al buono, facciamo solo cose buone. Dopo questa buona semina, avremo un ottimo raccolto. Ma facciamo tutto senza aspettarci i frutti delle nostre azioni. Senza aspettative non avremo delusioni, senza delusioni non avremo rabbia e dispiaceri. Alla fine tutto ci arriverà in abbondanza.

19) Troviamo sempre un po’ di tempo libero tutto per noi. Solo nella solitudine e nel silenzio possiamo avere un buon rapporto con noi stessi. Come facciamo a sentire la nostra voce interiore se stiamo sempre nel chiasso del mondo?

20) Facciamo in modo che il nostro amore ed i nostri talenti si esprimano al meglio, chiediamolo in preghiera. Permettiamo alle perle preziose nascoste nel nostro cuore di uscire, ed offriamole al mondo.

21) Ricordiamo sempre: TUTTO E’ UNO! TUTTO E’ DIO! Quindi amiamo e serviamo tutti!

BUONA VITA A TUTTI!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Nov
04
2014
2

PERDONARE

Bambini-giocano

Cari amici , parliamo di perdono… cosa significa perdonare? A cosa ci porta il perdono?
Tutti quanti abbiamo ricevuto offese, parole, gesti, atteggiamenti, pensieri che ci hanno feriti, che ci hanno anche mortificati.
Cosa è rimasto dentro di noi? È rimasta rabbia? Odio? Tristezza? …Ci siamo sentiti sminuiti, disprezzati?…
A chi serve mantenere questi sentimenti dentro di noi? La nostra rabbia e il nostro odio chi bruciano?… Purtroppo noi stessi. Mantenere l’odio è mantenere un fuoco, che ci brucia dentro, è mantenere un parassita dentro di noi, che ci mangia… che assorbe le nostre energie.
Perdonare non significa per forza dimenticare, ma liberare il ricordo dai sentimenti negativi che ha suscitato in noi; significa liberarci dall’odio, dalla rabbia, dalla tristezza, significa fare a noi stessi un grande dono!
PER-DONO = PER FARCI UN DONO
Quando non perdoniamo e manteniamo acceso l’odio, restiamo attaccati a quella persona; ovunque andiamo ce la portiamo in spalla, ne restiamo dipendenti.
Questo ci produce un karma che ci porterà a ritrovare questa persona in altre vite, per esaurire la carica emotiva ancora accesa.
Il perdono libera noi stessi ed anche la persona che perdoniamo, perché non la lasciamo più attaccata alla corda del nostro risentimento.
Se siamo consapevoli che tutto ciò che ci accade l’abbiamo attratto noi; se siamo consapevoli che ogni cosa che viviamo è per il nostro maggior bene, non possiamo fare altro che perdonare.
Anche se ancora ci sfuggono tutte le connessioni, ogni cosa è perfetta nel Piano Divino. Quanto impariamo dalle esperienze dolorose! Chi ci calunnia, ci libera da un po’ di karma negativo, si prende un po’ della nostra “immondizia”. Chi ci offende, ci denigra e ci calunnia ci fa da “spazzino”.
Noi abbiamo una visione molto limitata, tridimensionale.
Quando andremo oltre il “velo di maya”, allora capiremo la perfezione della nostra vita. Per ora fidiamoci degli insegnamenti dei Maestri di Verità, degli Avatar .

Prima di scendere nel piano terrestre, le anime si mettono d’accordo sulle prove da superare. Spesso, chi ci ha tanto ferito è proprio un’anima che, d’accordo con noi, ha scelto di aiutarci ad evolvere, mettendo in scena una rappresentazione teatrale apposta per noi, nella consapevolezza che poi tutto avremmo dimenticato, proprio per rendere più vera ed efficace la prova stessa.
Siamo tutti attori, ma facciamo l’errore di immedesimarci troppo nella parte che il Regista (Dio, il nostro Divino Sé), ci ha accordato: per questo soffriamo tanto!
Cari fratelli, viviamo in leggerezza! Togliamoci le zavorre che non ci permettono di spiccare il volo! Perdoniamo! Perdoniamo noi stessi e gli altri! Gli altri siamo noi, ricordiamocelo! Tutto è Uno! Tutto è Dio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |

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