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Mar
28
2015
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PARLIAMO ANCORA DI DEVOZIONE

sai baba inpiedi tutto intero
Cari amici,
oggi parlo ancora della forza che ci dona la devozione.
Innamorarsi di Dio è una grande grazia. L’amore travolgente è come un fiume in piena che travolge ogni ostacolo che si può frapporre fra esso ed il Mare; è come un grande fuoco che brucia ogni impurità dalla mente: ogni scoria, ogni residuo, ogni memoria negativa viene liberata dall’Amore.
Noi tutti siamo fatti d’Amore, ma non sempre riusciamo ad esprimerlo. Come possiamo dare amore ad ogni creatura dell’Universo? Amando Dio, che è in ognuno ed in ogni cosa. Come possiamo dare acqua ad ogni foglia di un albero? Dandola alle radici (Dio).
Ma come facciamo ad amare Dio? Dio è Assoluto, Illimitato, senza forma e senza nome. Per un uomo che vive nella dualità di questo spazio tempo è molto più facile amare Dio con una forma, un simbolo ed un nome.
Tutte le Incarnazioni Divine, oltre a donarci il tesoro immenso del loro messaggio, ci hanno donato la possibilità di dirigere tutto il nostro amore su una forma che per noi rappresenta il Tutto. Proviamo a guardare contemporaneamente dappertutto…non ci è permesso con i nostri sensi umani; invero ci è permesso concentrarci su di una Forma Divina, che può essere Gesù, Krisna, Sai Baba, Rama, ecc..e che per noi è il simbolo del Tutto.
Noi diventiamo ciò su cui la nostra mente si sofferma; noi acquisiamo le caratteristiche di coloro che continuamente osserviamo e contempliamo.
Se per noi Gesù è compassione ed amore illimitato, continuando a pensare a Lui con infinito amore, diventiamo noi stessi compassione ed amore illimitato.
La mente non si può totalmente fermare, ma si può concentrare in un punto. Questo è il senso della contemplazione che ci porta alla meditazione. E quando la mente si calma, la nostra Divinità emerge e possiamo sentire la nostra voce interiore.
Le pastorelle di Krisna, le gopi, in altre vite erano state dei grandi rishi (saggi) che conoscevano tutti i Veda; eppure non erano riusciti a fare il grande salto della realizzazione del Sé. La conoscenza non era bastata loro ad aprire il cuore: anzi, può accrescere l’orgoglio. Per questo motivo ottennero da Dio il permesso di incarnarsi in pastorelle analfabete, ma così innamorate del loro Signore Krisna, da vederlo in ogni ape, in ogni filo d’erba, in ogni creatura. Vivendo alla Presenza del Signore, poterono sperimentare la dolcezza suprema dell’Amore Divino, che, aprendo il cuore a 360 gradi, permette alla conoscenza del Sé di emergere da dentro.
Sappiamo di tanti santi analfabeti, sia occidentali che orientali, che sapevano parlare con i più grandi scienziati, che sapevano profetizzare. Da dove era arrivata loro tutta questa conoscenza? Dal proprio Sé, le cui porte erano state spalancate dall’Amore per Dio, dal continuo pensiero di Dio.
Ecco la differenza fra le due strade: “Jnana marga”, la strada della conoscenza e “bakti marga”, la strada della devozione: nella prima la conoscenza arriva dall’esterno; nella seconda emerge dall’interno della nostra stessa anima, che è onnisciente ed onnipotente.

Dio, quando si fa carne, ci permette di dirigere verso di Lui il nostro amore, il quale, così concentrato, può bruciare ogni impurità. Abbiamo presente cosa succede quando concentriamo la luce su un foglio con una lente d’ingrandimento? Il foglio prende fuoco.
Ecco: la devozione concentrata su una Forma Divina brucia ogni tipo di karma, ci libera da ogni male.
Perché gli Avatar vengono chiamati redentori e Salvatori? Perché quando decidiamo di salire sul treno speciale che loro rappresentano, non abbiamo bisogno di fare grandi fatiche a portare i nostri fardelli: possiamo metterli nel portabagagli; sarà il treno stesso a portarli per noi!
Sai Baba dice che Dio si fa schiavo dell’Amore, della fede e della fiducia del devoto. Il devoto convoca e Dio va da lui. Dice anche che la devozione è la catena d’oro che lega Dio al devoto.
Quando il nostro desiderio di Dio, il nostro amore per Lui è così potente, Egli ci risponde con lo stesso struggimento, con lo stesso ardore con cui noi pensiamo a Lui.
Ma chi è questo “Lui”?
E’ il nostro stesso Sé; ma poiché spesso non sentiamo più la Sua voce, ha preso, di era in era, un corpo particolare per permetterci di parlare con Lui, e per poter instaurare quel rapporto meraviglioso d’amore che trasporta il devoto alle più alte vette.
Nella meravigliosa alchimia della devozione, amante ed amato diventano uno. Solo allora, trascendendo i limiti di questa dimensione, saremo consapevoli di aver sempre e solo amato noi stessi. Ma quanto sarà stato dolce, meraviglioso e grandioso quest’Amore!
Vi abbraccio tutti!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
25
2015
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SAI BABA: L’AVATAR, UN TESORO INESTIMABILE

il mio dipinto di baba ad olio - il primo

Carissimi, per conoscere meglio chi é Sai Baba, è giusto spiegare bene il concetto di Avatar. Solo conoscendolo meglio possiamo apprezzarne sempre più l’insegnamento.
Ripropongo questo articolo, già pubblicato a febbraio del 2014.

Abbracci a tutti!

L’AVATAR: UN TESORO INESTIMABILE

Dio assume una forma umana

Per trasformare l’uomo in Dio.

Sathya Sai Baba

Ogni giorno ci affanniamo per cercare la felicità e la pace. Facciamo progetti, inseguiamo sogni. Lottiamo per affrontare le difficoltà della vita; sperimentiamo perdite, dolori, malattie e fallimenti. A volte riusciamo a rimanere a galla in questo mare tempestoso che è la nostra esperienza terrena, ma a volte le onde alte della vita ci travolgono e rimaniamo in balia della burrasca.

Spesso solo in quel momento, quando sembra che tutto sia perduto, che non ci sia più nulla da fare, gridiamo con tutto il fiato che abbiamo: “Aiuto! Aiuto! Aiuto!”, nella consapevolezza che umanamente più di così non sappiamo fare. Solo allora non ci dibattiamo più, perché sentiamo che annegheremmo più in fretta. Solo allora, una volta lanciato il nostro S.O.S., restiamo calmi ad aspettare. E spesso… succede il miracolo che ci tira fuori dai guai!

Purtroppo solitamente è proprio solo quando non ce la facciamo più che ci ricordiamo che c’è Qualcosa o Qualcuno che ascolta il nostro S.O.S. e che può aiutarci. Sappiamo che c’è una Fonte Inesauribile di Forza, di Saggezza e d’Amore dalla quale possiamo attingere.

Molti non credono che un tale Tesoro possa essere alla nostra portata; eppure è più vicino a noi di quanto possiamo immaginare ed è anche più grande, molto più grande di ciò che la nostra mente possa afferrare. Il nostro Grande Tesoro è dentro di noi: è il nostro Sé, è la Scintilla Divina in noi. E’ Quello che dice: “io”, è Quello che dice: “il mio corpo, la mia mente”.

Il nostro Sé è il Comandante di questa splendida nave chiamata corpo; è Lui il Pilota di questo nostro sofisticato aereo, e solo da Lui dobbiamo farci guidare per non precipitare.

Egli non è il corpo, né la mente, né le emozioni: Egli è semplicemente il Testimone di tutto; è l’Energia Divina che permea e muove l’intero Universo. E’ Pura Coscienza, è Puro Amore, Pura Beatitudine. E’ l’Uno, è il Tutto. Possiamo dargli tanti nomi, o semplicemente chiamarlo Dio.

L’uomo soffre e non ha pace finché non ritrova il contatto con il proprio Sé, il proprio Tesoro.

Nella nostra attuale era ( il Kali Yuga) l’uomo ha perso sempre più questo contatto, per questo è preda di calamità, malattie, guerre e sofferenze di ogni tipo.

Come per vedere il fondo del mare, le acque devono essere limpide e calme, così, per avere il contatto con il nostro Sé, la nostra mente deve essere calma e pura.

Una mente impura ed agitata è come una radio che non riesce a sintonizzarsi con le frequenze più alte: quelle divine. Quando siamo disturbati, fuori sintonia, non abbiamo più il contatto con il nostro “ Comandante”, e non sappiamo più cosa fare.

Quando questa situazione è talmente generalizzata da mettere a repentaglio la stessa vita del Pianeta, il nostro Sé, per poter comunicare con noi, prende una forma umana.

Dio si fa carne di era in era quando l’umanità ha urgente bisogno di Lui, perché ha perso il contatto con Lui: questo è il concetto di Avatar.

In occidente siamo abituati al termine Cristo. Questa parola deriva dal greco Crhistòs che significa unto cioè “unto da Dio”, termine che indica il Messia ; così viene chiamato nell’Antico Testamento Colui che è oggetto dell’unzione divina. Nel Nuovo Testamento il termine Messia indica specificamente “l’unto del Signore”, il Salvatore annunciato dai Profeti, e perciò viene applicato a Gesù.

Grazie alla compassione di Dio, il Cristo non è sceso fra noi soltanto nel corpo che noi in Occidente più conosciamo: quello di Gesù; Egli è sempre venuto in nostro aiuto nei momenti di maggior bisogno, con nomi e corpi diversi, ma con la medesima Essenza Divina.

Nella Trinità indù Dio viene descritto come Brahman (il Creatore), Visnu (il Conservatore) e Siva (il Distruttore). Scientificamente possiamo parlare di Big Ben, evoluzione sviluppo e conservazione del creato, e Big Krash.

Il Cristo, ovvero l’Avatar, rappresenta la seconda Persona della Trinità indù: cioè Visnu, il Conservatore, Colui che viene fra noi per proteggere la Creazione dalla distruzione prima del tempo stabilito.

Nella tradizione vedica, per indicare la discesa di Dio in un corpo umano, viene usato il termine sanscrito “Avatar” che letteralmente significa “discesa”.

Bagawan Sri Sathya Sai Baba ha ben spiegato il concetto di Avatar :

“Avatarana, la discesa dell’Avatar, significa che il Divino scende al livello dell’umano. In questa discesa nessuna macchia può intaccare il Divino, né può contaminarlo. Il suo valore e le sue qualità non subiscono mai perdite e permangono immutate. La sua potenza non viene mai meno…

E’ come un sontuoso banchetto imbandito sulla strada, davanti a uno che digiuna da dieci giorni. E’ come un uragano che ha rovesciato una gran quantità d’acqua, riempiendo i pozzi da tempo prosciugati. E’ come un figlio virtuoso che nasce ad un genitore ansioso di avere figli. Quando la rettitudine è in declino ed il mondo si trova a fronteggiare una crisi, Dio scende sulla Terra come un Avatar per salvare i buoni, i virtuosi…

Mosso dalla compassione e dall’amore, il Signore scende tra gli uomini, si mette al livello degli esseri umani. Oltre ad incarnarsi con la coscienza divina, si incarna anche con una coscienza umana. Io sono Colui che ha consacrato insieme questi due tipi di coscienza: divina ed umana…

La gente non sopporterebbe di vedere Dio in forma sovrumana, ma lo può avvicinare, può imparare ad amarlo e a conoscerlo un pochino, solo se il Signore viene con un corpo umano. Non commettete dunque l’errore di credere che Dio sia soltanto questo che vedete…

Dio può assumere forma umana? Sappiate che l’uomo non può ricevere gioia se non attraverso la forma umana del Signore, e che non può ottenere né istruzione, né ispirazione se non attraverso la comunicazione ed il linguaggio proprio degli uomini…

Quando c’è un disordine di lieve entità è sufficiente che sul posto intervenga un poliziotto: quando il disordine tende ad allargarsi notevolmente, si manda un maresciallo: e se la cosa degenera in un tumulto deve intervenire il comandante per reprimerlo. Ma se, come in questo momento, su tutto il genere umano incombe la minaccia della rovina morale, interviene il Generale in Persona, il Signore con il suo esercito di santi che sono i suoi discepoli…

Anche se c’è abbondanza di guru (maestri spirituali) di tipo comune, l’uomo ha sempre a sua disposizione un Guru di gran lunga superiore e più compassionevole di tutti gli altri. E’ l’Avatar del Signore che potrebbe, solo con l’espressione del Suo Volere, conferire all’uomo il massimo patrimonio della vita spirituale…Egli è il Guru di tutti i guru; è la Massima Incarnazione di Dio come uomo. Il fiume della spiritualità indiana ha ripetuto più e più volte che il sommo dovere dell’uomo è adorare Dio in forma umana, ma l’uomo non potrebbe mai sperare di vederLo e di udire la Sua voce se Dio non si incarnasse come uomo…”

Ci sono diversi tipi di Avatar, in base allo scopo per cui scendono. Sai Baba dice: “Tra gli Avatar alcuni vengono per uno scopo limitato, come Vamana e Narashimha. Sono manifestazioni venute solo per combattere particolari tipi di male… L’Avatar può manifestare solo la parte di gloria divina indispensabile per svolgere il compito per cui si è incarnato, oppure superare lo scopo limitato per cui è venuto e risplendere nel pieno fulgore. Rama è un buon esempio del primo tipo e Krisna del secondo”.

Sai Baba è un Purnavatar (purna in sanscrito significa pieno), cioè la Coscienza Divina scesa fra noi con tutti i Suoi Pieni Poteri Divini. Proprio come già riportato prima, poiché su tutto il genere umano incombeva la minaccia della rovina morale, nonché della distruzione termonucleare del Pianeta, è dovuto intervenire il “ Generale in Persona”.

Abbiamo dimostrazione che solo i Purnavatar, come ad esempio Krisna e Sai Baba hanno parlato di Loro Stessi, in tutta la Loro Autorità e Maestà, riferendosi come a Dio Stesso. Anche se molto spesso Sai Baba ci ha ricordato: “Io sono Dio. Anche tu sei Dio; la differenza fra me e te, è che io ne sono completamente consapevole, tu ancora no.”

Secondo la filosofia Adwaita insegnata dai Veda, esiste solo l’Uno che ha preso forme diverse. Sai Baba, infatti, dice anche: “Io sono voi, voi siete me. Fra noi non c’è separazione. Io sono il vostro Sé che ha fatto un salto fuori dal vostro cuore , perché voi possiate parlarci”.

(Non è certamente un caso che io, nel 1994, come già raccontato nel capitolo precedente, avessi dipinto un Essere di luce che mi veniva incontro a braccia aperte, con una testa enorme colma di riccioli, sapendo che stavo dipingendo me stessa, il mio stesso Sé!

Allora non conoscevo ancora Sai Baba, tantomeno la Sua forma fisica, eppure dipinsi la Sua immagine, esattamente come era, sapendo che stavo dipingendo me stessa: era il mio autoritratto, anche se allora non capivo perché l’avessi fatto in quella strana forma. Come già detto, sei mesi più tardi conobbi l’Avatar della nostra era e scoprii che il soggetto del dipinto era proprio Lui. Me ne diede conferma quel giorno che il quadro mi cadde sul petto, dopo che, in preghiera, Gli chiesi di abbracciarmi).

Torniamo, ora, al concetto di Purnavatar.

Quando un Jivi (un’anima individuale) ha finito il proprio ciclo, quando la goccia d’acqua che era evaporata dall’Oceano (Dio) si rituffa nell’Oceano stesso, ritorna alla condizione primigenia del’Uno, prima della divisione nei molti.

Quando un’anima con la piena Consapevolezza Divina ritorna in una forma umana per risollevare le sorti dell’umanità, dimostra fin dalla nascita tutti i pieni poteri divini , così come descritti dalle scritture vediche. Questo è il concetto di Purnavatar che fin dalla nascita è completamente consapevole della Propria Divinità e per questo non ha bisogno di una disciplina spirituale per raggiungere Ciò che è già.

Solo chi è tornato alla consapevolezza di essere l’Oceano è l’Oceano; Chi è tornato alla consapevolezza dell’Uno è l’Uno dal quale ogni cosa è stata generata. Solo Colui che scende fra noi in tale condizione è onnipresente, onnisciente ed onnipotente e lo dimostra fin dalla prima infanzia

Come spiega bene la Bhagavad Gita , uno dei testi sacri più famosi dell’Induismo, adorare l’Incarnazione Divina, ci porta ad essere Uno con Lui, a rituffarci nell’Oceano. Quando il Signore prende forma umana, può traghettarci nella dimensione dove Lui è, e farci sperimentare ciò che Lui è. Per questo Egli è sia il Mezzo, sia la Meta: Egli è il Salvatore che di era in era scende con le Sue “scialuppe di salvataggio” quando stiamo annegando.

Anche Gesù , in qualità di Avatar diceva: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”. Infatti solo il Cristo ,cioè l’Avatar è il Salvatore. Solo Chi è già nell’Eternità può farci fare il balzo verso di Essa.

Gesù, durante la Sua vita, raggiunse la totale consapevolezza della Propria Divinità. Egli in un primo momento disse: “Io sono il servo di Dio”, poi disse: “Io sono il figlio di Dio”, ed infine affermò: “ Io ed il Padre siamo Uno”.

I Purnavatar, come già detto, si distinguono dagli altri Avatar perché hanno consapevolezza della propria Divinità fin dalla nascita. Non pregano il Padre, non esercitano discipline spirituali, perché sanno fin da bambini che pregherebbero Se Stessi.

Ma Sai Baba ci mette in guardia dal fare distinzioni fra le varie forme avatariche: tutte sono completamente Divine, tutte sono Manifestazioni di Dio, infatti, tutte nascono senza concepimento umano.

Ascoltiamo, ora, direttamente le parole del Purnavatar.

Nella Bhagavad Gita Krisna afferma:

“ Né le schiere degli dèi, né i grandi veggenti conoscono la mia origine poiché sono io ad essere sotto tutti gli aspetti, l’origine degli dèi e dei grandi veggenti. Colui che mi conosce come non nato e non avente principio, come il grande Signore dell’Universo, quegli, fra tutti i mortali, libero da ogni smarrimento, è sbarazzato da tutti i suoi errori (canto X 2,3).

Io sono il principio di tutte le cose; è da me che tutto procede. Coloro che con tale convinzione mi adorano sono saggi e dotati di un pensiero profondo.

Io sono il Sé che risiede nel cuore di tutti gli esseri; Io sono l’inizio, la metà e la fine degli esseri.

E quale sia la forma di qualunque essere, lui Io sono. O Arjuna, non vi è essere, mobile od immobile, che esista al di fuori di Me (canto X 8, 20, 39).

Alla fine di ogni eone (era cosmica) tutti gli esseri vanno a questa mia natura cosmica, poi, all’inizio di un eone, io li emano di nuovo.

Gli smarriti mi disconoscono, perché ho assunto un corpo umano; essi non riconoscono la mia essenza suprema, né in Me il Sovrano Signore degli esseri. Io sono il Padre di questo mondo dei viventi, sua Madre, il suo Fondatore, il suo Avo.

Io sono il fine, il sostegno, il Signore, il testimone, la dimora, il rifugio, l’amico, l’origine, il dissolvimento, il ricettacolo, il germe, l’immutabile. Sono io che riscaldo, che trattengo o libero la pioggia; Io sono l’immortalità e la morte, sono Io, o Arjuna, che sono l’Essere e il Non-Essere.

Le persone che pensando a Me e a nessun altro, mi servono e mi onorano, io stesso porto, a loro che mi sono perpetuamente devoti, l’acquisizione e la conservazione del benessere. Quanto ai devoti di altre Divinità che pieni di fede le onorano con sacrifici, sono Io che essi pure onorano con quei sacrifici benché ciò sia non secondo la regola. Perché Io sono il beneficiario di tutti i sacrifici e loro Sovrano Signore; ma essi non mi conoscono nella mia realtà e, di conseguenza, ricadono nell’esistenza (canto IX 7, 9, 11, 17, 19, 22, 23, 24).

Coloro che unificati, assorbendo la mente in Me, mi adorano costantemente, e che possiedono una fede estrema, costoro ai miei occhi sono gli yoghin più perfetti.

Ma coloro che onorano l’imperituro indefinibile e non manifesto, onnipresente, inconcepibile, inalterabile, immobile e saldo, reprimendo da ogni parte la schiera delle loro funzioni sensibili e mantenendo il pensiero uguale in ogni punto, costoro, nella loro passione per il bene di tutti gli esseri, accedono a me. Ma di coloro il cui cuore siattacca al non manifesto assai maggiore è la pena, perché la via del non manifestato e di doloroso ed arduo accesso per gli esseri legati ad un corpo.

Ma coloro che in Me depongono tutti i loro atti, che non hanno altra gioia che Me e mi adorano raccogliendo in me il loro pensiero con una disciplina esclusiva, per costoro Io sono colui che li ritrae prontamente dall’oceano della trasmigrazione e della morte ( il Salvatore che li conduce fuori dal ciclo nascita-morte) essi che in Me inseriscono il loro cuore (canto XII 2-7).

Dopo più di cinquemila anni il Purnavatar della nostra era, Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, sempre dalla Sua condizione di completa consapevolezza della Propria Divinità, afferma:

“Tenete presente che voi non potete comprendere Me ed il mio segreto, se prima non avrete conosciuto voi stessi. Se siete così deboli da non afferrare la vostra realtà, non potete certo sperare di penetrare la realtà molto grande del Mio Avvento.

Per comprendere il mio significato dovete fare a pezzi i dubbi e le teorie che possedete e coltivare amore, perché l’Incarnazione dell’Amore può essere compresa solo attraverso l’Amore ( Discorsi Vol. I Libreria Internazionale Sathya Sai pag.124).

Il mio potere è incommensurabile, la mia verità è inesplicabile e insondabile. Io sono aldilà dell’indagine più intensa e della misurazione più meticolosa. Non esiste nulla che Io non veda, nessun caso di cui non conosca la via, nessun problema che Io non possa risolvere. Il mio potere è incondizionato. Io sono la Totalità, il Tutto…

Io non sono Sathya Sai Baba, quello non è che un nome col quale mi designate oggi. Io sono quell’unico Dio che risponde alle preghiere che scaturiscono dal cuore umano, in ogni lingua, da tutte le terre, qualunque sia la forma della Divinità invocata.

Io appartengo a tutti coloro che hanno bisogno di Me. Io sono Rama, Io sono Krisna e i miei fedeli sono in diverse parti del mondo. I popoli mi pregano in diverse lingue. Io sono venuto per tutti: santi e peccatori, ricchi e poveri, ignoranti e saggi.

Lo stesso Principio Divino che i ricercatori si sforzano di visualizzare in anni ed anni di ascetismo e di rinuncia è davanti a voi, qui ed ora. Rendetevi conto della buona sorte che avete avuto.

Io sono vostro che vi piaccia o no, voi siete miei, anche se mi odiate e rifuggite da Me.

Ricordate che non vi è nome che non sia Mio e forma che Io non assuma.

Non sono venuto in questo mondo senza essere stato invitato: i giusti,i i santi, gli uomini buoni di tutte le fedi e religioni Mi hanno invocato e supplicato, perciò Io sono venuto. (Discordi e scritti di Sathya Sai Baba raccolti nel libro “ Al di là della mente” di Paola Stefanini Ed. Milesi e nel libro “Il mio messaggio è Amore” – Ed. Mediterranee).

Per la protezione del virtuoso, per la distruzione delle forze del male, il Signore si incarna sotto umane spoglie per ristabilire il Dharma (la rettitudine) , per ottenere la pace e ricondurre la comunità del genere umano sui sentieri del bene. Per ristabilire un’incrollabile giustizia Mi incarno di era in era (Discorso del 23.11.1968).

Sai è l’Amore. Egli è Amore e Compassione. Incessantemente Egli risiede in tutti i vostri cuori. Affidarsi a Lui significa essere liberi da paure, ansie e dubbi. Egli è Tutto nel Tutto.

Quando dipendete dal Signore dell’Universo perché dovreste temere? (Il mio messaggio è Amore pag.27).

Questa è un forma umana nella quale ogni Entità Divina, ogni Principio Divino, vale a dire tutti i nomi e le forme attribuite dall’uomo a Dio, sono manifeste. Non permettete che il dubbio vi porti fuori strada. Se solo voi installaste nel vostro cuore una ferma fede nella Mia Realtà come Forma di tutte le Divinità, voi potreste avere presto una visione della Mia Realtà… (Sathya Sai Baba – La rivelazione continua… pag.40).

Con una bellissima poesia Sathya Sai Baba spiegò un concetto molto profondo con semplici parole: quello del “gioco di Dio”, del motivo della creazione, perché l’Uno divenne i molti:

Venite,venite tutti.

Vedete in Me voi stessi…

Perché Io vedo Me stesso in Voi tutti.

Voi siete la Mia Vita, il Mio Respiro, l’Anima Mia…

Voi tutti siete le Mie Forme.

Quando amo Voi, Io amo Me stesso…

Quando amate Voi stessi, Voi amate Me…

Io ho separato Me Stesso da Me Stesso

Per poter essere Me Stesso.

Ho separato me Stesso da Me Stesso

e divenni tutto questo

per poter essere Me Stesso.

Ho voluto essere Me Stesso… vale a dire

L’Incarnazione della Beatitudine, l’Incarnazione dell’Amore.

Questo è ciò che Io sono

ed ho voluto essere questo…

Come potevo essere l’Incarnazione della Beatitudine e l’Incarnazione dell’Amore…

ricevere Beatitudine e dare Beatitudine…

ricevere Amore e dare Amore…

a chi dare Beatitudine…

a chi dare Amore…

Così, questo feci…Separai Me Stesso da Me Stesso

e divenni tutto questo.

Quante volte ci sarà capitato di pensare: “Come sarebbe bello avere una lampada di Aladino con un Genio nostro amico, o un super eroe che tutto sa, che tutto può!”

In realtà abbiamo sempre posseduto la lampada di Aladino senza saperlo. L’Avatar è il nostro più grande amico; è nostro Padre, nostra Madre, nostro fratello. Egli è Tutto. Il Suo Amore per noi, come dice Sai Baba, è quello di mille madri ed è sempre pronto ad aiutarci, a tirarci fuori dai guai.

Quando l’Avatar scende sulla terra con un corpo umano, abbiamo una grandissima opportunità. Il nostro rapporto con Dio può essere totale, a tutti i livelli: atmico, telepatico, ma anche fisico! Possiamo parlare con Lui, stringerGli la mano, lasciare che i nostri occhi si sciolgano nei Suoi occhi, colmi d’Amore Infinito.

Possiamo vivere l’emozione della gioia più intensa che si possa immaginare, solo standoGli accanto!

Milioni di devoti in tutto il mondo hanno avuto, come me, questa Grazia, quando Sathya Sai Baba era ancora nel Suo Splendente Corpo fisico; come l’hanno avuta molti discepoli ai tempi di Gesù.

Sai Baba diceva: “E’ un segno d’ignoranza considerare una religione superiore o inferiore ad altre e creare delle differenze sulla base di questa convinzione. Gli insegnamenti di tutte le religioni sono sacri. Le dottrine fondamentali affondano le proprie radici nella Verità. La Verità dello Spirito è l’essenza di tutte le religioni, è contenuta nel messaggio di tutte le Scritture e sta alla base di tutta la metafisica.

E’ dovere primario dell’essere umano rendersi conto che le vie indicate dalle diverse religioni possono essere varie, ma hanno la stessa meta” (Discorso Divino del 25.12.91).

Egli ci diceva di continuare ad amare Dio nella forma a noi più familiare. Ciò che ci chiedeva non era di essere necessariamente devoti alla Sua Forma attuale, ma al Suo Insegnamento, poiché è proprio questo l’Immenso Dono che è venuto a darci. E’ lo stesso insegnamento di tutti gli Avatar di tutti i tempi, ma è integrale, non ancora manipolato dagli uomini, o mal tradotto dopo migliaia di anni, con un linguaggio contemporaneo e adatto all’evoluzione spirituale dell’uomo d’oggi.

Perdere l’occasione di cogliere l’Insegnamento del Dio Vivente, o rifiutarlo, è una grande responsabilità, che si può tradurre in ostacoli , in questa o in altre vite future, al raggiungimento della Verità.

Come Gesù ci ha insegnato, non esiste peccato più grande di quello contro lo Spirito Santo.

Gesù rimproverò ai Farisei il loro rifiuto a credere alla Sua messianicità e alla Sua Divinità. Quando Lo avevano accusato di scacciare i demoni con lo stesso Potere di Belzebù, principe dei demoni, Gesù disse: “Qualunque peccato e bestemmia saranno perdonati agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro” (Mt 12,31).

Gesù, con queste parole, ammonisce i farisei che Lo paragonavano ad un demone, a non disconoscere ciò che è opera dello Spirito Santo. I peccati contro la forma fisica di Gesù sarebbero stati perdonati, ma non quelli compiuti contro ciò che Gesù rappresentava: la Divinità Vivente, lo Spirito Santo che agiva attraverso il corpo fisico di Gesù.

Per coloro che non avessero mai visto i miracoli ed i prodigi operati da Gesù, per coloro che l’avessero oltraggiato in qualsiasi modo, pensando che fosse un uomo come un altro, sarebbero stati perdonati i peccati. Gesù diceva : “Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Ma per chi, dopo aver assistito a miracoli ed atti di Grazia che possono venire solo da Dio, continua a oltraggiare la Divinità Vivente e quindi lo Spirito Santo che opera in Lui, il peccato non sarà perdonato per tanto e tanto tempo, perché costui si carica di un karma davvero molto pesante che gli intralcerà per diverse vite la strada verso Dio.

Quando Dio si fa carne, la Sua Parola è Oro Puro; è come l’acqua di un fiume in piena e chiunque può venire a dissetarsi. Ma questo Fiume di Verità disturba sempre qualche istituzione umana che teme di perdere, con le parole rivoluzionarie dell’Avatar, qualche pecora del proprio gregge, qualche potere o qualche privilegio; o semplicemente teme di perdere “il terreno sotto i piedi”, quando si trova a dover mettere in discussione alcune convinzioni, che sono le fondamenta su cui si basa il proprio potere. Per molti è meglio non sapere, che cambiare abitudini, che dover ammettere di aver sbagliato qualcosa. Per molti, la Verità portata dalle Incarnazioni Cristiche, fa veramente paura!

Per questo, purtroppo, la storia si ripete. I sacerdoti del Tempio di Gerusalemme dicevano di Gesù cose scandalose per le nostre orecchie e dolorosissime per i nostri cuori. Hanno permesso che Lo torturassero e Lo ammazzassero. Anche i Suoi discepoli, furono perseguitati ed uccisi.

Krisna fu osteggiato in molti modi per attentare alla Sua vita, e anche Sai Baba, la cui Divinità era sotto gli occhi di chiunque avesse voluto verificare, fu oggetto di diversi attentati alla Propria Vita, che Egli aveva già deciso doveva concludersi a 96 anni (secondo il calendario Vedico lunare).

Poiché non sono riusciti ad ucciderLo, hanno cercato di uccidere la Sua Immagine, infangando il Suo Santo Nome, inventando storie false e calunniose su di Lui.

Alcuni “Giuda”, dietro pagamento di importanti somme, hanno scritto cose inenarrabili che feriscono il cuore di milioni di devoti che dal Maestro hanno ottenuto ogni Grazia.

Ma Il Maestro ci ha sempre invitati ad amare e perdonare anche coloro che trovano diletto nel raccontare calunnie. Tutti sono Suoi figli e non ama di meno i calunniatori e i Suoi detrattori di quanto ami i Suoi discepoli. Egli sa che un giorno tutti i fiori si schiuderanno, tutti i cuori matureranno e, come i fiori, elargiranno il proprio profumo.

Ma c’è una bella notizia per tutti coloro che non hanno fatto in tempo a sperimentare la vicinanza al Corpo Divino del Purnavatar: per la prima volta nella storia dell’umanità Egli ha deciso di venire in una triplice incarnazione!

La prima Incarnazione di Sai Baba avvenne nel 1835 nel villaggio di Patri e lasciò il corpo il 15 ottobre 1918. Visse a lungo a Shirdi, un paese dell’India del Nord, per questo è conosciuto come Sai Baba di Shirdi. Allora pochi conoscevano la Sua vera Realtà di Purnavatar. Era considerato uno dei santi più famosi dell’India moderna. Ma già allora aveva affermato e manifestato la Sua Natura Divina.

Prima di lasciare il corpo, aveva già annunciato ai Suoi discepoli che si sarebbe reincarnato nel 1926 nel villaggio di Puttaparthi nello Stato dell’Andhra Pradesh, e così avvenne come aveva annunciato.

Anche Sathya Sai Baba, prima di lasciare il corpo fisico , e da quando era bambino, aveva annunciato che sarebbe tornato entro otto anni. Si chiamerà Prema Sai Baba e nascerà nel distretto di Mandhya, nello Stato del Karnataka.

Sai Baba ha materializzato delle immagini del Suo prossimo corpo: avrà la barba ed i capelli lisci e un po’ lunghi. Assomiglierà a Gesù.

Sai significa Madre Divina; Baba significa Padre Divino. Egli è infatti Padre e Madre di ogni essere.

Sathya Sai Baba ha affermato che quando era a Shirdi era come la madre che prepara la minestra

Nel Corpo di Sathya (in sanscrito Sathya significa Verità) ha servito ai Suoi figli il cibo preparato per loro; ha detto di chiamarsi Sathya proprio perché è venuto a ricordarci tutta la Verità che è sempre stata scritta nei Veda, ma che avevamo , in buona parte, dimenticato.

Quando ritornerà si chiamerà Prema, che in sanscrito significa Amore, perché

durante il Suo soggiorno, come Egli ha detto, in questo Pianeta ci sarà solo Amore, Amore, Amore!

Questo Egli ci ha assicurato. Tornerà, infatti, l’Era dell’Oro annunciata da tutte le sacre scritture e da Sathya Sai Baba Stesso.

Auguro a tutti voi di essere pronti ad accogliere il Divino Bambino!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
16
2015
2

COSA INTENDIAMO PER MAGIA?

2014-02-17 15.08.27 (2)
Cari amici , oggi voglio condividere con voi alcune riflessioni sulla magia.
Non voglio parlare dell’arte dei prestigiatori, voglio parlare di un senso più ampio di questo termine.
Quando assistiamo ad uno spettacolo che ci stupisce, quando viviamo un’esperienza meravigliosa e mistica, diciamo: “ Magico!”, oppure: “Che magia!”. Queste sono le parole che usiamo quando non ne troviamo altre per descrivere qualcosa di grandioso e stupefacente.
Ma quello che noi definiamo “magia”, o “miracoli”, non è altro che la manifestazione di alcune leggi dell’universo che ancora ci sfuggono, che ancora la scienza non è stata in grado di dimostrare, ma che tutti gli Avatar ed i santi hanno manifestato.
Gesù, ai Suoi tempi, era preso per un mago, nel senso dispregiativo del termine; stessa cosa è successa per Sai Baba, per Krisna e per tutte le Manifestazioni Divine e per tutti i santi.
La cultura vedica, da millenni ha forgiato santi e yogi (yoga significa “unione con Dio”), capaci di grandi prodigi. Si sa che l’essere umano, più evolve, e più è capace di accedere a leggi universali che travalicano il nostro spazio-tempo.
Solo la fisica quantistica sta incominciando a dare una spiegazione a fenomeni che sono sempre apparsi come miracoli, come la bilocazione, la materializzazione e la smaterializzazione , ecc.
Se andassimo con un accendino da un popolo primitivo ad accendere un falò, questo popolo ci prenderebbe per dei maghi, vedrebbe l’ accensione del fuoco come un miracolo. Noi abbiamo lo stesso atteggiamento di fronte a ciò che ancora non conosciamo.
Sai Baba sorrideva alla nostra definizione di “miracolo”. Quello che per Lui, come per Gesù e gli altri Avatar, era un atto naturale di manifestazione della Sua volontà, per noi è un prodigio di un Essere Divino.
Per chi si definisca ateo, possiamo paragonare gli avatar e tanti santi ad esseri molto evoluti, capaci di utilizzare al cento per cento il proprio cervello.
Nel Kryta Yuga, come nel Treta Yuga e nel Dwapara Yuga, l’uomo era molto più consapevole delle proprie capacità; la sua ghiandola pineale non si era ancora atrofizzata. Nella nostra anima sono registrate le nostre vite passate ai tempi di Lemuria ed Atlantide, per questo siamo affascinati da coloro che manifestano le capacità che abbiamo perso entrando nel kali yuga.
Le ere sono cicliche, come le stagioni. Possiamo paragonare il Kryta yuga all’estate, quando la luce è al massimo, ed il Kaly yuga all’inverno, quando la luce è al minimo e la natura si addormenta. Proprio in questa nostra era, diversi avatar sono tornati a ricordarci il nostro vero rango; sono tornati a ridarci le “istruzioni d’uso” di questa meravigliosa macchina chiamata corpo (fisico, mentale, emozionale). Duemila anni fa è arrivato Gesù, oggi è arrivato Sai Baba, per aiutarci ad entrare in un millennio di pace, per spezzare “i rigori dell’inverno” di questo kali yuga.
Le capacità manifestate dagli Avatar, che ci sembrano atti di magia, sono il loro biglietto da visita. Chi ascolterebbe le loro parole se non ci dessero segnali di andare oltre questo spazio tempo? Chi avrebbe creduto a Gesù se non avesse manifestato tutti i Suoi miracoli?
Certamente, da che mondo è mondo, le persone speciali, meravigliosamente grandi e stracolme d’amore, fanno paura ai poteri religiosi e politici. Le masse, si sa, più rimangono ignoranti e più sono governabili. Un popolo spiritualmente evoluto fa cadere ogni potere coercitivo.
Ecco che il concetto di magia ha acquisito un significato negativo. Quante anime meravigliosamente evolute sono state messe al rogo? Oggi c’è un rogo diverso: La calunnia e il vilipendio sui mass-media.
Perché un libro come Herry Potter ha fatto scalpore? Semplicemente perché ha risvegliato in noi le memorie ataviche di quando l’uomo sapeva andare oltre le leggi fisiche. La nostalgia di quando la nostra ghiandola pineale era ben sveglia , emerge nella lettura. Ma ancora di più emerge se leggiamo: “Autobiografia di uno yogi”, del maestro Yogananda, la Vita di Sai Baba, il racconto della vita di Gesù e di molti santi, di tutte le religioni. I bambini, che sono più puri ed intuitivi, ricordano ancor più di noi e, per questo, ancor più sono affascinati da certe letture.
Tutti i maestri spirituali ci hanno ricordato che il Regno di Dio è dentro di noi; e che , seguendo i loro insegnamenti, possiamo fare ciò che loro fanno. Loro sono le “Mamme ed i Papà”, noi siamo i bambini; ma seguendo i loro insegnamenti, crescendo, diventeremo come Mamma e Papà.
Cari amici, siamo tutti scintille Divine! Siamo tutti esseri meravigliosi e magici, come lo è La nostra Madre Divina ed il Nostro Padre Divino, Colui/lei da cui tutto è nato.
Vi abbraccio tutti!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
11
2015
2

LA FELICITA’ DELLE PICCOLE GRANDI COSE

CAMPO FIORI GIALLI

Cari amici, parliamo di felicità… quante idee diverse abbiamo di questa sensazione di benessere!
Si.. la felicità è “Ben-essere” , e non necessariamente è legata a grandi imprese, a grandi progetti, a emozioni forti. Non c’è bisogno di scalare le montagne e raggiungere primati sportivi per dimostrare a qualcuno che valiamo; non c’è bisogno di metterci in competizione per ottenere lodi e approvazioni.
La felicità è la stessa natura dell’Anima: più siamo ad essa collegati e più affiora da sola; più siamo in pace con noi stessi, più ci amiamo e più permettiamo alla nostra anima di manifestare la felicità che è nostro corredo dalla nascita.
La felicità emerge anche quando superiamo un dolore, una difficoltà. E’ normale che in questa condizione terrestre siano tante le prove da superare. Siamo scesi proprio per metterci alla prova, per sperimentare e sperimentarci nelle nostre azioni e reazioni agli avvenimenti.
Sapere che c’è una perfezione nel Piano Divino, che ci spinge a migliorarci sempre, che ci porta al nostro Massimo Bene, ci dona, di per sé, felicità.
Da ragazzina scrissi queste parole:

LE PICCOLE COSE
Le piccole cose,
I semplici gesti,
i riti di sempre
son raggi di sole
che scaldano il cuore
all’uomo capace
di esser felice.

Sì, amici cari: prendere un caffè insieme ad un amico; leggere un bel libro; camminare in un prato; ascoltare una musica bellissima; stare comodamente accoccolati sul divano; abbracciare una persona cara; guardare il cielo, gli alberi tutta la bellezza che ci circonda; respirare profondamente l’aria del mattino; apprezzare la comodità del letto morbido quando si fa notte; poter accarezzare un gatto che ci fa le fusa, un cane che ci corre incontro scodinzolando; apprezzare un buon pranzo caldo, una merenda deliziosa; uscire e ridere con gli amici; la passeggiata della domenica, ecc. ecc.
Quante cose belle facciamo ogni giorno! Quante cose che ci donano attimi di felicità! Ma molte persone non sanno apprezzare ciò che hanno; ricercano affannosamente un evento speciale, il raggiungimento di un desiderio o di una posizione che, secondo loro, permetterà di essere finalmente felici; ma, aspettando, aspettando, si perdono la bellezza del presente.
Poiché il futuro dipende dai nostri pensieri e sentimenti che viviamo ora, la felicità, per chi non sa coglierla nel momento presente, non arriverà mai. Chi dice: “Sarò felice quando avrò questo e quest’altro…”, non lo sarà mai, perché ha già programmato di procrastinare al futuro l’esperienza della felicità.
Cari amici, quando siamo angosciati, impauriti, irritati, guardiamo in alto, verso il cielo! Non guardiamo sempre per terra, alle cose basse. Puntiamo in alto! Alla realizzazione del nostro Sé Divino, alla connessione con la nostra Vera Natura; e per far questo non occorre essere eroi, conquistatori di terre, o di posizioni di potere; non occorre essere degli eruditi o dei grandi talenti: occorre solo saper amare ed amarsi; occorre solo saper accogliere con un sorriso ogni prova; occorre solo saper ringraziare con gioia, ogni giorno, per le PICCOLE GRANDI COSE che abbiamo e che, troppo spesso, dimentichiamo di avere.
Quando viviamo con gratitudine, allentando le tensioni ed i ritmi; quando sappiamo apprezzare il silenzio, la solitudine, i rumori della pioggia, del vento, degli uccellini che cinguettano; quando vediamo la bellezza tutta intorno a noi, quella che ci sfuggiva quando inseguivamo troppe “grandi cose”, allora tutto ci arriva a piene mani.La Grazia di Dio è sempre abbondante per chi manifesta con amore e gioia , la propria gratitudine.
Siamo tutti Scintille Divine, siamo tutti esseri speciali venuti dal cielo; attingiamo alla nostra pace, alla nostra gioia!
Il pensiero rivolto a Dio è ciò che ci permette di allentare i ritmi, di notare la bellezza, di immergerci nel silenzio interiore, di saper godere di ogni Suo dono, di saper lasciare andare il passato, di saper riportare la pace nel cuore. Il pensiero rivolto a Dio è il paio d’occhiali speciali per farci vedere le meraviglie che sono intorno a noi, che abbiamo e che siamo.
Vi abbraccio Tutti!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
08
2015
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POESIA DEDICATA ALLE DONNE

donna felice e sana

Cari amici, per sapere chi avete accanto,

Care amiche, per rendervi sempre più conto del vostro valore, ripropongo questa mia poesia:

DONNE, MERAVIGLIE DI DIO

Donne…donne…

Meraviglie di Dio,

sapete chi siamo?

Siamo la Forza che crea,

la Pazienza che ottiene,

l’Abbraccio che accoglie

e che libera dalle pene.

Siamo il Bacio che cura,

l’Empatia che guarisce,

l’Intelligenza dell’intuito,

la Creatività che stupisce.

Siamo una Fontana che zampilla,

un’Esplosione di colori,

siamo la Musica che inebria

e che accarezza tutti i cuori.

Siamo l’Elasticità dell’erba,

la Duttilità dell’oro,

siamo la Potenza della natura,

siamo Il Più Gran Tesoro!

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Mar
08
2015
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SAI BABA: COME VOI PENSATE COSI’ DIVENTATE

mio dipinto di baba ad olio- il secondo
cari amici,
oggi riporto una lettera di Sai Baba ai Suoi studente.
Le Sue parole sono sempre ORO PURO.
Buona lettura!
“Miei cari ragazzi!
State percependo la Mia Presenza in ogni cellula del vostro corpo? Pensate a Dio, e Dio siete. Pensate alla polvere, e polvere siete. In verità, i pensieri sono cose.Come voi pensate così diventate. Come seminate così raccogliete.
lo sviluppo spirituale non germoglia dai semi sparsi nel terreno dei piaceri terreni. Ogni azione, sotto forma di odio o di male, è una gran perdita per la mente; ma ogni pensiero cattivo o atto d’odio o un qualunque pensiero di reazione, se controllato, andrà a vostro favore.
Non perdiamo nulla controllandoci, anzi, guadagnamo infinitamente di più di quanto si creda. Ogni volta che sopprimiamo l’odio, o un sentimento di rabbia, immagazziniamo tantissima buona energia a nostro favore. Quella quantità d’energia viene trasformata nei poteri più alti.
Dio è Amore”
Baba, 29.10.1973

Written by amaeguarisci in: Articoli |

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