Crea sito
Sep
01
2017
0

SAI BABA ERA STATO PROFETIZZATO

received_m_mid_1395136950066_f3b94bab07367ab605_0
Carissimi amici, pubblico nuovamente questo mio articolo che raggruppa diverse profezie che erano state fatte sull’Avvento di Sai Baba, e che coincidono perfettamente su ciò che é stata la Sua Meravigliosa Persona.
Siete sempre nel mio abbraccio!

Per proteggere i virtuosi,
e per ristabilire su ferme basi la morale e la virtù,
Io mi incarno di era in era.
I santi e i saggi hanno atteso con impazienza l’arrivo del Signore:
hanno pregato con fervore ed Io sono venuto.
Durante il regno di questo Avatar , i malvagi non saranno distrutti:
essi saranno corretti, riformati, educati
e riportati al sentiero da cui si sono allontanati.
Bhagawan Sri Sathya Sai Baba

Tutte le incarnazioni Divine della Storia sono state precedute da diverse profezie.
Gesù era atteso, eppure i sacerdoti ed i politici del Suo tempo non Lo riconobbero e Lo crocifissero. Solo i puri di cuore e coloro che Gesù stesso chiamò a Sé riconobbero in Lui il Messia profetizzato.

Affinché gli uomini di oggi avessero l’opportunità di riconoscere l’Incarnazione Divina della nostra era, i profeti di migliaia di anni fa e di diverse religioni parlarono dell’Avvento di Bhagawan Sri Sathya Sai Baba .
Le profezie riguardano, in realtà, tutte e tre le incarnazioni di Sai Baba: alcune parlano di Sai Baba di Shirdi, morto nel 1918, molte parlano di Sathya Sai Baba che ha lasciato il corpo mortale il 24.4.2011, altre riguardano Prema Sai Baba.

Le profezie più antiche che annunciano la discesa del Maestro del Mondo, risalgono al Vishnu Purana, il commento più antico alle sacre scritture indiane: i Veda. I Purana sono antichissimi, risalgono ai tempi in cui i maestri trasferivano le informazioni direttamente ai discepoli che dovevano imparare a memoria l’umana sapienza.
Nel Vishnu Purana si parla del periodo storico che abbiamo appena vissuto nel secolo scorso e annuncia che proprio in quel periodo il Condottiero Immortale, il Cristo Cosmico, nascerà nell’India del Sud, in una località che si chiamerà “Villaggio dei Coni”, presso una famiglia che avrà scelto come forma divina da onorare proprio Vishnu, la seconda Persona della Trinità indiana che corrisponde al Figlio Unigenito della Trinità cristiana. Dice inoltre che vivrà fino a 96 anni (questo secondo il calendario vedico lunare).
Sathya Sai Baba è nato nell’Andra Pradesh, nell’India del Sud, a Puttaparthi che letteralmente significa: “Villaggio dei coni” , perché un tempo era invaso dai termitai che sono a forma di cono.
La Sua famiglia onorava Vishnu.
Ha lasciato il corpo fisico a 96 anni, sempre secondo il calendario vedico lunare (secondo il calendario romano aveva 85 anni).

Nel libro Jaimini Mahabharat, scritto cinquemila anni fa da Jaimini, il discepolo del saggio Vyasa, parla specificatamente della venuta dell’Avatar Sai.
Esso dichiara che l’Avatar avrà il nome di Sathya Narayena (il Verace il Fedele) e descrive esattamente il Suo lignaggio (la stirpe della sua famiglia). Qui il Sai Avatar viene descritto come l’Incarnazione del Signore Shiva (terza persona della Trinità indù), e dichiara che Egli proclamerà l’arrivo del Sathya Yuga (l’Era della Verità).
Il libro descrive molti miracoli che sono poi stati fatti da Sai Baba molti secoli dopo.
(“Jaimini Mahabharat” – citato da Kristine Gale- Kumar: “The Scriptures are Fulfilled”, p.184- 1991)

I grandi Naadi Granthas dell’India, compilati dai saggi Shuka , Bhrigu e Agasthya, sono delle analisi astrologiche scritte più di 3600 anni fa. Questi testi ci forniscono addirittura l’albero genealogico della famiglia presso la quale si incarnerà il Verbo e descrivono, in numerose pagine, le diverse fasi della Sua missione. Tutto coincide con la famiglia di Sai Baba e con le tappe della Sua vita, nei minimi particolari!
Ecco alcune parole dello Shuka nadi: “La Sua missione è quella di risvegliare la rettitudine. Il villaggio in cui comparirà nella Sua veste terrena diventerà luogo sacro.
Potrà assumere qualunque forma, potrà eliminare qualsiasi pericolo e qualsiasi ostacolo.
Creerà istituti di educazione e dimostrerà la Sua onniscienza in mille modi.
Se il devoto si arrenderà al Maestro avrà l’opportunità di riscattare i suoi peccati e ottenere la liberazione.
Egli sarà la Personificazione dell’Amore e della Beatitudine, ma soltanto le menti illuminate potranno capirne l’Essenza.
Il Suo Cuore sarà perennemente pieno di compassione. Non ferirà mai nessuno, né mostrerà disappunto per gli errori commessi per ignoranza.
Ogni Suo gesto ed ogni Sua parola avranno un significato. I devoti che seguiranno la retta via, avranno la Sua totale protezione.
Insegnerà che questa nostra realtà è illusoria. Le cose terrene perderanno significato e il devoto scoprirà che soltanto la conoscenza di se stesso potrà portarlo alla liberazione finale” (Tratto da: “Ti racconto una storia” film realizzato da Luigi Ferrante).

I Naadi Granthas dichiarano, inoltre, che Sri Sathya Sai Baba è un Avatar di Brahma, Vishnu e Shiva (la Trinità indù). Egli sarà Satchidananda Swarupa, ossia l’Incarnazione dell’Essere, Coscienza e Beatitudine (Dio). Egli farà illimitati miracoli. Fonderà molte istituzioni (Sai Baba Ha fondato numerose scuole, università ed ospedali, nonché numerose istituzioni a favore degli orfani, delle vedove e dei più poveri e bisognosi) ed introdurrà l’era della Verità. Egli unirà tutta l’umanità e stabilirà, sulla Terra la paternità di Dio e la fratellanza dell’uomo. Egli sarà l’Avatar fra gli Avatar.
I Naadi Granthas parlano di Sri Sathya Sai Baba come reincarnazione di Shirdi Sai Baba.
Anche le Upanishad, antichissimi testi vedici, parlano della triplice venuta dei Sai Avatar, che tutti e tre insieme copriranno un arco di tempo di circa 300 anni.

Maometto aveva fatto una stupenda descrizione del Maestro del Mondo, “El Madhi Maoud”, che sarebbe giunto alla fine del XIV secolo dell’Hegira, praticamente verso il 2000. Che cosa annuncia Maometto? Nel “Libro della Luce” il Profeta riferisce che soltanto coloro che avranno capito cosa sia il Sé Interiore, riconosceranno in Lui il Grande Condottiero Immortale che egli chiama con nomi diversi: Maestro del tempo, Reggente Divino, Padre dei ricercatori di Dio. Per molto tempo i mussulmani ignoreranno del tutto il Maestro perché non saranno spiritualmente preparati a riceverlo.

Maometto fornisce alcuni dati che sono molto preziosi per il ricercatore. Egli annuncia che il Grande Maestro non vivrà alla Mecca, ma il suo regno inizierà da Oriente.
Il Suo Emblema farà il giro del mondo e sarà accompagnato non soltanto dagli uomini, ma anche dagli angeli che discenderanno con Lui per aiutarlo a trasformare il mondo intero ( il SarvaDharma, il simbolo di Sai Baba che unisce i simboli delle maggiori religioni del Pianeta, è in ogni centro Sai Baba del mondo, in ogni nazione, in quasi tutte le città del mondo).
Nessun profeta potrà mai avere i poteri con cui discenderà il Maestro del Mondo. Nessun potere del mondo potrà conquistarlo, nessuna potenza potrà ucciderlo.
La Sua sapienza supererà quella di tutti i profeti. Non verrà per fondare una nuova religione, ma tutte le religioni del mondo saranno nel Suo cuore e germoglieranno come fiori in un giardino.
Sarà amico e guida e porterà la pace sul Pianeta insegnando a tutti la retta via.
Sarà paterno e pieno d’amore con tutti come se li conoscesse da sempre. I Suoi devoti verranno protetti a tutti i livelli.
Egli sarà il rifugio dei deboli e dei diseredati. Comparirà due volte al giorno per elargire la Sua spiritualità (Sai Baba ogni mattina ed ogni pomeriggio donava alla folla il suo Darshan , cioè la Sua Visione, la Sua Presenza Fisica).
Molti sentiranno parlare di Lui, ma penseranno che si tratti del solito ciarlatano, per questo Maometto fornisce un vero identikit del Maestro del Mondo, per distinguerlo dai falsi profeti:

“La Sua chioma sarà folta,sarà come una corona. I capelli saranno neri e giungeranno alle spalle (La chioma folta e riccia di Sai Baba era proprio come una corona, come un’aureola intorno al viso, ed arrivava alle spalle). Le sopracciglia si uniranno al centro della fronte (tutte le fotografie di Sai Baba da giovane evidenziano questo ultimo particolare). La fronte apparirà ampia. Il naso sarà dritto e avrà un infossamento alla glabella (La radice del naso era molto infossata). Avrà un neo sulla guancia ed i denti centrali saranno allontanati fra di loro (Sai Baba aveva un vistoso neo sulla guancia sinistra ed i denti centrali distanziati). I Suoi occhi saranno neri, la statura media se paragonata a quella degli ebrei (Sarà quindi basso).
Il corpo sarà minuto e le Sue gambe saranno come quelle di una adolescente ( Il corpo di Sai Baba era minuto come quello di un ragazzino di 13 o 14 anni).
Indosserà due abiti color della fiamma, uno sopra l’altro (Sai Baba aveva sempre una veste ed una sottoveste dello stesso colore) .
Il colore bronzino del viso varierà di volta in volta e sarà così brillante da non poterne descrivere il colore reale (Questo particolare può essere confermato anche direttamente da chi scrive. Spesso la Luce che irradiava il Suo volto era così intensa da non permettere una perfetta visione dei lineamenti e della carnagione).
Non porterà mai la barba (Non è mai apparso in pubblico con la barba). Il dorso sarà curvo (Quando era in età matura così era il dorso di Sai Baba).
Coloro che Lo vedranno saranno felici e le stesse anime disincarnate godranno della Sua visione.
I Suoi devoti si riuniranno a pregare sotto un grande albero (Quando era giovane, a Whitefield, si riunivano tutti sotto un enorme albero di ficus benjanmino, e a Puttaparthi i devoti , ancora oggi, si ritrovano a meditare sotto L’Albero della meditazione, un altro enorme ficus benjanmino).
Egli benedirà i devoti toccandoli con la mano e avrà nella Sua mente tutta la sapienza del mondo fin dalla nascita (Nel libro: “Il Piccolo Sai Baba”, edito da Mother Sai Publications , ho narrato dei miracoli e dell’infinita sapienza che aveva già da piccolissimo).
Materializzerà piccoli oggetti con la mano e con la bocca (Nel giorno di Shivaratri Sai Baba materializzava dalla bocca il “Lingam”, simbolo dell’Universo creato che esce dalla bocca di Dio (Chi scrive ha avuto il privilegio di vedere personalmente questo impressionante miracolo il giorno 12.3.2002.
Ogni giorno della Sua vita il Maestro materializzava oggetti, dolci od altri cibi, con la Sua mano. Ma la sua materializzazione più frequente è stata quella della vibhuti, la cenere sacra, che donava come medicina e come mezzo di elevazione spirituale).
I Suoi talismani verranno donati ai devoti che allungheranno il collo per vederlo.
Il Re del mondo, l’Incarnazione di Dio sarà l’unico che fornirà all’umanità un insegnamento di Verità.
Egli vivrà fino a 95-96 anni (Sai Baba ha lasciato il corpo fisico a 96 anni, secondo il calendario vedico lunare).
Maometto conclude con un monito ai fedeli mussulmani: “Voi, mussulmani, sappiate che Colui la Cui nascita vi verrà tenuta nascosta, sarà il Maestro del Mondo: Egli è il Mahdi”.

Sono pochissimi i mussulmani che conoscono l’opera citata . Soltanto i Sufi, alcuni mistici mussulmani, conoscono la profezia di Maometto, che è stata riportata sul bolletino ufficiale dell’Organizzazione Sai Baba, Sanathana Sarathi, nel novembre del 1990.
La descrizione fotografica di Maometto coincide in ogni minimo particolare con il corpo che aveva assunto Bhagawan Sri Sathya Sai Baba.

Gli antichi eschimesi avevano previsto le calamità che sarebbero accadute nel ventesimo secolo ed avevano parlato di un Profeta di Dio che in questo periodo sarebbe venuto dall’Oriente per “purificare le anime, illuminare i cuori e guidare tutti i popoli ad amarsi l’un l’altro” ( Brown, Vinson e Willoya, William: “Warriors of the Rainbow” p.71).

Nel Libro dell’Apocalisse di Giovanni si legge: “ Poi vidi il cielo aprirsi ed ecco un cavallo bianco e Colui che lo cavalcava si chiamava il Fedele e il Verace ed Egli giudica e regna con la giustizia…Era vestito con una veste color del sangue ed il Suo nome è la Parola di Dio. Gli eserciti che lo seguivano sopra cavalli bianchi erano vestiti di lino bianco e puro e sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: “Re dei re, Signore dei Signori…
Egli afferrò il dragone del male e lo legò per mille anni. Dopodichè avrà da essere sciolto per un po’ di tempo”.
Giovanni annuncia che il nome del Cristo cosmico sarà: Il Fedele e il Verace. Sai Baba viene registrato all’anagrafe con il nome di “Sathya Narayena”, che in sanscrito significa proprio, “Verace Fedele”. Sathya significa “Verità” ed anche “Verace” e Narayena “Colui che rimane fedele nel cuore degli uomini”. Il nome Narayena fa riferimento allo spirito di Dio.
Giovanni ci dice che indosserà una tunica color del sangue: Sai Baba era quasi sempre vestito di una tunica rosso vermiglio o arancione scuro.
Giovanni riferisce che guiderà truppe vestite di lino bianco: Tutti gli studenti delle Sue scuole, tutti gli uomini Suoi discepoli erano e sono ancora oggi vestiti di bianco immacolato.
Giovanni annuncia che porterà i segni cutanei della Divinità, quando dice che porta scritto sulla veste e sulla coscia “Re dei Re”. Secondo I Veda, le più antiche sacre scritture della terra, i segni cutanei del Divino sono rappresentati da un neo e da una pigmentazione della pelle a forma di aquila (Garuda). L’aquila fa parte di un’antica simbologia. Essa accompagna sempre il Figlio Unigenito (Vishnu, la seconda persona della Trinità indù). Il simbolo dell’aquila era presente anche nelle leggende babilonesi e bibliche. L’aquila trasporta simbolicamente il Figlio Unigenito o lo Spirito Santo all’interno della realtà materiale. Nel Vecchio e nel Nuovo Testamento l’aquila diventa colomba.
Secondo i Veda l’aquila è il marchio di riconoscimento dell’Incarnazione Divina, del “Re dei Re”.
Il corpo fisico di un Purnavatar (l’Avatar con tutti i pieni poteri divini) nasce sempre con segni cutanei sul lato sinistro del corpo.
Sai Baba aveva fin dalla nascita un neo sulla guancia sinistra, una macchia più scura a forma di aquila sul petto e un altro simbolo, sul piede sinistro. Egli ha affermato che anche Krisna aveva gli stessi segni cutanei, come Sai Baba di Shirdi (la Sua precedente Incarnazione).

Sempre nell’Apocalisse si parla di un periodo di cataclismi e carestie che se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe, ma a causa dei giusti quei giorni saranno abbreviati. In quel periodo ecco comparire il Grande Condottiero accompagnato da coloro che erano rimasti addormentati per tanti secoli in attesa di potersi risvegliare alla discesa del Cristo (qui si parla della reincarnazione di santi che il Signore ha chiamato ancora nel piano terrestre per aiutarlo nella Sua missione. Sai Baba stesso ha detto che è sceso con tutto il Suo esercito di santi proprio per evitare la distruzione del Pianeta).
Sempre nell’Apocalisse Giovanni dice: Vidi poi un altro angelo che saliva dall’Oriente e aveva il Sigillo del Dio Vivente (i segni cutanei di cui abbiamo parlato prima). E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: “Non devastate né la terra, né il mare , né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei Suoi servi”…
Dopo ciò apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua (durante il compleanno di Sai Baba arrivavano anche un milione di persone da tutto il mondo).
Tutti stavano davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide…(l’Agnello è il simbolo di Colui che si sacrifica per gli altri, del Redentore che ci libera dal male).
Nel 1999 Sai Baba ruppe la spina dorsale e perse molto sangue. Un palco eretto per una rappresentazione che dovevano fare gli studenti Gli cadde addosso.
Allora Swami ( termine in cui i devoti chiamano un uomo Santo o il proprio Maestro) ci disse che quell’episodio era successo per diversi motivi: uno per il fatto che non avevano dato ascolto alle Sue parole, che li aveva ammoniti sulla pericolosità dell’impalcatura; un secondo motivo era che sarebbero morti diversi studenti se non si fosse preso il male su di Sé; poi aggiunse la frase più importante: “Quello che doveva succedere quest’anno è già successo!”.
Nell’astrologia Vedica l’anno 1999 era chiamato l’anno Pramadi, l’anno dei pericoli. Tutte le profezie si davano appuntamento per quella data per cataclismi impressionanti.
Più volte, nella Sua vita, Swami prese su di Sé i mali dell’umanità. Prima di abbandonare il corpo fisico per anni ha sopportato i nostri mali. Chiunque non sarebbe resistito alle prove a cui ha sottoposto il Suo corpo fisico.
Solo Lui, l’Incarnazione del Puro Amore, sa cosa ha tolto all’umanità intera! Solo Lui sa quale destino atroce ci ha risparmiato!

Il Signore Gesù parlò della venuta del signore dall’Oriente. Egli disse: “Come il lampo viene dall’Oriente e brilla fino all’Occidente, così sarà l’arrivo del Figlio dell’Uomo” (Matt: “24-27).
Perché si chiama Figlio dell’Uomo? E’ l’inconscio collettivo di tutta l’umanità che chiama l’intervento di Dio in terra. E’ quando la situazione è molto critica che inconsciamente (I santi ed i saggi lo fanno consapevolmente) chiamiamo la Coscienza Divina, il nostro stesso Sé, ad incarnarsi per il bene di tutto il mondo.

In altri punti del Vangelo di Giovanni Gesù dice: “Avrei ancora molte cose da dirvi, ma ora voi non siete in condizioni di capirle. Quando però sarà venuto Lui, lo Spirito di Verità (Sathya, nome anagrafico di sai Baba, significa Verità),vi introdurrà in tutta la Verità; infatti Egli non parlerà da Se stesso, ma quanto ode udirà, e vi annunzierà le cose che dovranno avvenire. Egli mi darà gloria, perché prenderà del mio e lo comunicherà a voi. Tutto quello che ha il Padre è mio perciò ho detto che del mio prenderà e lo comunicherà a voi. (Giovanni 16,12-15).
Per quanto riguarda la frase: “Vi annunzierà le cose che dovranno avvenire”, possiamo affermare che tutte le profezie che Sai Baba aveva fatto da quando era bambino e che riguardano i tempi che abbiamo già vissuto, si sono puntualmente avverate. Era ancora Piccino quando aveva profetizzato La pazzia di Hitler, l’occupazione del Tibet da parte dei cinesi, la ritirata dei cinesi che stavano per invadere anche l’India (dicendo, alludendo a Se Stesso, che una Forza più grande di loro li aveva presi per il colletto a li aveva fatti retrocedere, senza nemmeno rendersi conto del perché) e tanti altri fatti storici, sia della seconda guerra mondiale, sia dei tempi più moderni.

Sempre nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice: “Non parlerò ancora molto con voi, perché il Principe del mondo sta per venire (Giovanni 14,30).
Nel giorno di Natale del 1972 Sai Baba riportò un’affermazione di Gesù: “Colui che mi ha mandato ritornerà. Il Suo nome sarà Verità. Indosserà una veste rossa, sarà piccolo di statura ed avrà una corona di capelli”.
Sai Baba affermò allora che Gesù si riferiva a Lui, anche se queste parole sono state cancellate, purtroppo, dalla Bibbia; sono rimaste nei vangeli gnostici. ( Tratto da: “L’Incarnazione dell’Amore” di Peggy Mason e Ron Laing, pag.191 -192 – Ed. Milesi).

Il giorno di Natale del 1996 Swami materializzò un piccolo libro, dicendo che quella era la versione autentica della Bibbia, prima che venisse manipolata e mutilata.
Il Dott. Ron Laing, autore insieme a Peggy Mason del libro sopramenzionato, racconta che un giorno chiese a Sai Baba, durante un colloquio privato, se, con l’affermazione che Egli aveva fatto nel Natale del 1972, intendesse anche dire che era stato Proprio Lui, Sai Baba, a mandare Gesù di Nazareth nel mondo. A questa domanda, Sai Baba rispose : “Si!”.
Ron e sua moglie Peggy rimasero senza fiato, e Ron aggiunse: “In questo caso, sei Tu Colui che i cristiani occidentali chiamano il Cristo Cosmico?”
“Si!”, rispose ancora Sai Baba. Ron racconta: “Mi guardava dritto negli occhi, che non distavano più di trenta centimetri dai Suoi e disse solamente ‘Si!’
Io so solo che fu impossibile non crederGli”.

Nostradamus , il famoso dottore francese che previde le guerre mondiali, l’ascesa di Napoleone ed Hitler, i disastri di Hiroshima e Nagasaki, predisse che un Grande Essere sarebbe apparso in Oriente, in un paese circondato da tre mari (la penisola indiana) e intorno al 2002 sarebbe stato il Re della rettitudine ed il Signore del Mondo e che il Suo giorno sacro sarebbe stato il giovedì.
Proprio dal 2002 in tutto il mondo, i circa 100 milioni di Suoi devoti, poterono ascoltare via radio (Radio Sai) i discorsi che Sai Baba faceva alla folla.
Quando, a tredici anni annunciò Sé stesso come Avatar, disse che i Suoi devoti dovevano dedicare a Lui il culto dell’adorazione del Guru che cade di giovedì. Da allora in tutti i centri Sai Baba nel mondo (presenti in quasi tutte le città del Pianeta) ogni giovedì i devoti si riuniscono per cantare , pregare e studiare i Suoi insegnamenti. (Ceetam, Erika: “The Prophesies of Nostradamus” p.417).
Nostradamus aggiunse che Egli non apparterrà al clero, sarà quindi un laico e che sarà l’Incarnazione di tutti i poteri che esistono in cielo e in terra e che nessun uomo è mai nato e mai nascerà simile a Lui. Solleverà gli umili e abbatterà i malvagi.
Tutti i tesori del mondo saranno ai suoi piedi, la Legge morale verrà ristabilita sul pianeta e la gente accorrerà per ascoltare il suo insegnamento (Tratto da: “Sai Baba, Il Cristo è tornato” di Giancarlo Rosati).

Gli anziani degli indiani Hopi (pellerossa) ebbero visioni di un Essere in una lunga veste rossa che sarebbe venuto dall’Oriente ed avrebbe portato la pace al mondo agitato. (Kristine Gale-Kumar: “The Scripture are Fullfilled” 1991 .15-20).

Una petrografia Hopi, che aveva preannunciato l’arrivo del Messia dopo un periodo di grandi calamità in tutto il mondo, specifica che questo Essere sarebbe stato l’Incarnazione dell’equilibrio fra gli aspetti maschili e femminili dell’Universo ( Sai significa: Madre Divina, Baba significa: Padre Divino. Egli Stesso aveva affermato di essere l’Incarnazione di Shiva: l’aspetto maschile, e di Shakti: l’aspetto femminile).

Nel 1983 i Lama tibetani che avevano visitato gli USA, incontrarono i saggi Hopi; fu un meeting per confrontare le profezie fatte dai loro rispettivi profeti, per risvegliare il mondo ed indurlo a seguire il sentiero della rettitudine, per pregare per il benessere di Madre Terra e di tutti gli esseri viventi. Con grande stupore essi scoprirono che, non solo le profezie degli Hopi e dei buddisti erano condivise, ma che perfino la loro lingua era così simile da non dover usare l’interprete!
In quell’occasione esaminarono la petrografia Hopi e discussero il preannunciato perfetto equilibrio mondiale che ci sarebbe stato grazie al Grande Essere. Essi cercarono di trovare dei segni nella natura, ma allora non trovarono niente.
Poi, nel 1990 la CNN comunicò che un pilota, mentre sorvolava un deserto negli USA, vide sotto di sé un disegno geometrico impresso nel suolo (CNN Tv – 1990).
Le fotografie dei disegni hanno lasciati perplessi i geologi, gli scienziati e i matematici; si trattava di un cerchio che conteneva numerosi triangoli perfetti ed un puntino.
Finalmente essi scoprirono che era esattamente ciò che in India è conosciuto come lo “Sri Chakra Yantra”. Lo Yantra si riferisce alla rappresentazione visuale del Divino, mentre il Mantra è il suo complemento sonoro. Lo Sri Chakra Yantra è una rappresentazione geometrica, un sacro diagramma mistico della Divina Madre.
Dopo questa scoperta Buddisti e saggi Hopi considerarono questo segno naturale come la conferma che la Divina Madre era scesa sulla terra. (Padma Sambava’s Red Cloak Buddhist Sect and Hopi Meet, USA 82-83 – come citato da Gale-Kumar: “The scriptures are Fulfilled” pag.19).

Una tribù indiana d’America, gli Iroquois, fu avvertita dell’arrivo dell’uomo bianco, della conquista spagnola dovuta anche all’avidità dell’oro, della distruzione della loro civiltà, dell’oppressione che avrebbero subito, ecc. Tutte queste predizioni si rivelarono puntualmente. Furono anche informati che, dopo il peggio, sarebbe sorta “una Luce molto più luminosa del sole che avrebbe rappresentato la Gloria di Dio; e la Luce della Verità (Sathya significa Verità, Verace) avrebbe portato la pace a tutti i popoli; ed i popoli indigeni avrebbero riacquistato un’altra volta la loro posizione e la gloria del passato” (Kristine Gale-Kumar: “The Scriptures are Fulfilled” p.22-24 e 47).

Più recentemente un indiano d’America chiamato Black Elk, sant’uomo molto venerato, ebbe visioni di questo Essere che veniva dall’Oriente vestito di rosso. Egli poté vedere realmente come questo “Grande Maestro” che voleva unire il mondo, iniziasse a divulgare il concetto di fratellanza universale dell’uomo. Spesso egli “vide” il Santo rivolgersi al gran numero di persone che andavano da Lui ed osservò che il “Santo uomo cantava” alcuni versi prima di iniziare i Suoi discorsi (esattamente quello che faceva Bhagawan Sri Sathya Sai Baba!).
Black Elk aveva visto che i seguaci del grande essere “Avevano una stella sulla fronte” (I devoti di Sai Baba usano mettere la vibhuti, la cenere sacra, o il bindi in mezzo alle sopracciglia, all’altezza del terzo occhio spirituale.

Edgar Cayce, il veggente mistico americano, parlò dell’arrivo di un Messia dall’Oriente, la cui parola avrebbe raggiunto l’occidente intorno al 1958 e che avrebbe portato l’era della Rettitudine e della Pace. Cayce aveva predetto con esattezza la guerra del Golfo ed aveva parlato delle grandi calamità che sarebbero accadute verso la fine del millennio. Ma disse anche che dalle ceneri dei conflitti sorgerà la Fenice della Pace e che il Messia sarà il messaggero della stessa. (Readings of Edgar Cayce, The Sleeping Prophet, on Jesus Christ: The Second Coming”).

Daniel, il Profeta Ebreo , che previde la venuta di Gesù Cristo, aveva annunziato che verrà un Messia durante questi nostri tempi bui.
Daniel parlò della venuta di un Dio che avrebbe istituito, dopo il Cristo, il Regno di Dio sulla Terra. In una visione Egli parlò del Signore vestito di bianco immacolato e dai capelli come pura lana (I capelli di Sathya Sai Baba sembravano più i capelli di un africano) seduto su di un trono (Il giorno del Suo compleanno Sai Baba era sempre vestito di bianco, come ogni Natale) ed una grande moltitudine di persone era di fronte a Lui (come tutti i gironi accadeva).
(Black Elk Speaks p.208 – Kristine Gale-Kumar: “The scriptures are Fulfilled” p.142-147 e p.156-167).

Zoroastro che visse intorno al 1000 avanti Cristo, aveva previsto la nascita di Gesù e le sue parole profetiche guidarono i Magi a Betlemme, aveva anche preannunciato la venuta di un Messia dall’Oriente intorno all’anno 2000.

PAPA GIOVANNI XXIII, il “Papa Buono”, prima di diventare Papa era stato Nunzio Apostolico in Turchia. Lì aveva fatto alcune profezie. Ecco cosa disse:
“I fratelli d’Oriente ed Occidente si uccideranno e nell’assalto uccideranno i loro figli.
Allora scenderà dal monte il Santo Scalzo e scuoterà il regno. Ascoltate le Sue parole, nella terra di Bhraman (l’India viene chiamata Terra di Brahman, cioè Terra di Dio) una voce disarmata è la Coscienza del mondo che non morirà mai.
Da Lui verrà un nuovo ordine di cose. Il messaggio di Dio non verrà abbandonato. Sarà il Santo Scalzo a tenerlo vivo, anche quando la violenza, l’odio e il sangue soffocheranno ogni barlume di spiritualità.
Sarà il Santo dei santi, Colui che cammina a piedi scalzi, che ristabilirà nel mondo la giustizia, la pace e l’amore.”
(Sai Baba ha sempre camminato scalzo).

Sri Aurobindo, uno dei più eminenti filosofi e mistici dei nostri tempi, la cui prima aspirazione nella vita era di portare la coscienza di Dio sulla Terra, il 24.11.1926, giorno dopo la nascita di Sai Baba, disse: “Il Divino è sceso sulla Terra. Dio si è incarnato portando con Sé tutti i poteri della Divinità: l’Onnipotenza, l’Onniscienza, l’Onnipresenza. E’ sceso sotto vesti umane. Un potere infallibile guiderà le menti e nel cuore della gente arderà la fiamma immortale. Le moltitudini ascolteranno la Sua voce”.
Da quel giorno Sri Aurobindo si chiuse nel silenzio e nell’isolamento.

Il Signore Budda aveva dichiarato che Egli non sarebbe stato l’unico Budda, che in un tempo futuro sarebbe arrivato un altro Budda (Illuminato), da Lui chiamato “Maitreya”.
“Egli rivelerà, ancora una volta, l’Eterna Verità e stabilirà la Sua Legge con immensa Gloria. I Suoi discepoli saranno centinaia di migliaia, mentre i Miei sono solo qualche centinaia” , così annunciò il signore Gautama Budda.
Le scritture buddiste, in cui Sathya Sai Baba viene descritto come Maitreya Budda, parlano di Lui come il Budda che ritorna, intendendo che avrà tre incarnazioni successive. (Caras, Paul: “The Gospel Of Budda”, p.245 . Roerich, Nicholas – come citatory da Brown e willoya nel: “Warriors of the Rainbow”, pp.40-41 e Gale Kumar: “The Scriptures are Fulfilled” p.145).

Il Profeta Wowoka, Indiano d’America, nel lontano 1889 dichiarò che il Signore era già sulla Terra in Oriente. Egli parlava della prima Incarnazione: Shirdi Sai Baba.

Anche i saggi eschimesi “videro” la prima Incarnazione di Sai Baba. Essi videro la forma del Signore e descrissero che era un uomo alto il cui viso era pieno d’Amore, vestito di bianco, con capelli e barba bianca. Aveva sulla testa un tipo di copricapo particolare, un telo avvolto intorno alla testa.
Questa è una descrizione perfetta di Shirdi Baba, fino al segno caratteristico del suo turbante e del suo kafni (vestito tipico dell’epoca).
Sia gli Hopi, sia gli eschimesi, sia le altre tribù indiane d’America parlarono dei Tre Esseri Divini che sarebbero venuti in serie: “I tre dimostreranno ai popoli della terra un grande progetto per una nuova vita che condurrà alla vita eterna”, dichiararono.
Anche Bhagawan Sri Sathya Sai Baba ha dichiarato proprio la stessa cosa: “La prima forma di Sai si manifesta per rivelare la Divinità; la seconda forma Sai per risvegliare la Divinità negli esseri umani; e la terza forma Sai è per rendere gli esseri umani capaci di realizzare l propria Divinità e vivere nella Stessa”.
Gli Hopi considerano quest’ultimo passo un grandissimo evento di evoluzione e preannunciano che ciò accadrà dopo il Grande Giorno di Purificazione. Gli Hopi predicono che due dei Grandi Esseri verranno prima del Grande Giorno ed il terzo (Prema Sai Baba), verrà dopo.
E’ interessante notare che i saggi Hopi fecero queste dichiarazioni nel 1940, l’anno in cui Sathya Sai Baba, non ancora quattordicenne, annunciò al mondo la Sua Avatarità.

Re Djodjobojo dell’Isola di Giava, in Indonesia, nel lontano dodicesimo secolo preannunciò che, verso la fine del ventesimo secolo, un grande Re spirituale avrebbe unito nell’Occidente (l’India è in occidente rispetto all’Indonesia) tutte le religioni, tutte le razze ed i gruppi sociali (caste) e avrebbe portato mille anni di pace (I mille anni profetizzati da San Giovanni, durante i quali il “dragone”, il male, sarebbe stato rinchiuso)
Re Djodjobojo aveva preannunciato l’arrivo dell’uomo bianco, il dominio coloniale, l’invasione giapponese, ecc. sempre con esattezza.

Nota: Questo capitolo è stato redatto consultando i seguenti testi ed opere:
“ Il Cristo è tornato” del Dott. Giancarlo Rosati – Ed. Milesi;
“ Dio è tra noi” della Dottoressa Hirmalini Seshandri – Ed Milesi;
L’apocalisse di Giovanni e il Vangelo di Giovanni.
“L’Incarnazione dell’Amore” di Peggy Mason e Ron Laing – Ed. Milesi
Film prodotto da Luigi Ferrante: “Ti racconto una storia” – Surya Entertainment & Communications.

La scoperta di queste profezie per coloro che, come me, hanno avuto la Grazia di poter conoscere personalmente Sai Baba, è stata soltanto la conferma di ciò che i nostri cuori avevano già percepito, senza ombra di dubbio, sulla Realtà Del Corpo Divino che era accanto a noi.

Gloria e Onore a Colui che ci ama dall’inizio dei tempi e che sempre ci amerà!
Jay Bolo Bhagawan Sri sathya Sai Baba

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Jul
21
2017
-

CONDIVIDO CON VOI ALCUNE MIE RIFLESSIONI SUL MOMENTO ATTUALE CHE STIAMO VIVENDO QUI, SULLA TERRA.

10846471-bambini-di-tutto-il-mondo-unito-Archivio-Fotografico
Carissimi Amici,
questo è un momento incredibile per il Pianeta Terra, il momento in cui tutto lo sporco, tutto ciò che è contrario alla legge Dharmica, alla legge di natura, alla legge Divina, si sta evidenziando.

Come in una cantina vediamo tutte le cianfrusaglie e tutta l’immondizia che c’è solo quando accendiamo la luce, ecco: ora stiamo vedendo tutto ciò che prima abilmente si nascondeva ai nostri occhi, ma questo soltanto perché più luce di consapevolezza è in noi.
Il passaggio da un’era di schiavitù ad una di Divino Amore è stato profetizzato da tutte le antiche culture, da tanti testi sacri provenienti da tutte le parti del globo. Ho già scritto un articolo sull’Era dell’Oro che si sta per manifestare, potete leggerlo accedendo a questo link: http://amaeguarisci.altervista.org/lera-delloro/.

Viviamo un passaggio davvero speciale. Siamo scesi in questo periodo per poter partecipare ad una trasformazione globale del Pianeta Terra. Non molliamo proprio ora che i giochi si stanno dispiegando!
Non pensiamo che oggi sia peggio di ieri: semplicemente ieri “la luce della cantina era spenta” e non riuscivamo a renderci conto di quanta immondizia dovevamo liberarci.

Carissimi fratelli, stiamo dando tutti il nostro contributo in tanti modi diversi: Il primo è quello di alzare le vibrazioni del Pianeta con il nostro Amore, con il nostro ottimismo sul risvolto delle situazioni, con il nostro contributo in pensieri parole ed opere dettate solo dal Puro Amore;
poi, ognuno di noi si sta dedicando ad un tema particolare per cercare di portare verità, luce e chiarezza anche in quegli “angolini” che rischiano di restare al buio.
Fin qui, tutto bene… ma c’è un problema: dobbiamo prestare attenzione a come agire. E’ bene conoscere alcune leggi dell’Universo per capire cosa attireremo con le nostre parole ed i nostri atteggiamenti.
La nostra non sia una lotta, ma una manifestazione della Verità e dell’Amore. Non dobbiamo agire “contro” qualcosa di negativo; non dobbiamo dire, e scrivere in striscioni: “Lottiamo contro la guerra, contro la schiavitù, ecc.”. Parliamo e scriviamo in positivo: “Manifestiamo a favore della pace, a favore della giustizia, della libertà!”, ecc.

Sappiamo tutti, ormai, come le parole abbiano un peso importante. Quando diciamo e scriviamo: “Non voglio la guerra, non voglio la schiavitù”, l’Universo non registra il “non”, registra solo: “ Voglio la guerra”, o “Voglio la schiavitù”. Nell’Akasha (etere) rimangono questi pensieri e queste parole negative, che vanno ad accrescere le relative egregore di pensiero. E’ come se ad un “Postalmarket Divino” chiedessimo: “Mandaci ancora guerre! Mandaci ancora schiavitù e povertà!”.
Stiamo, quindi, molto attenti! Scriviamo striscioni, parliamo solo in maniera positiva! Che l’ordine al “Postalmarket Divino” sia: “La pace è qui! Il benessere è qui! L’amore è qui!”

Tutti i mistici ci hanno messo in guardia a non dare energia a ciò che è negativo, quindi portiamo avanti le nostre battaglie, se così vogliamo chiamarle… ma meglio ancora sarebbe dire: “Manifestiamo per ciò che vogliamo e decidiamo sia, per ciò che è la vera natura umana: pace, giustizia, cooperazione, empatia e puro disinteressato Amore!” Carissimi amici, questa è una sottigliezza per chi non conosce le leggi esoteriche, ma è ciò che fa la differenza.

Manifestiamo ed agiamo , quindi, per la libertà vaccinale, per un mondo libero e pulito che rispetti le leggi di natura, per il benessere di tutti i popoli! Facciamo ciò che il cuore ci suggerisce, ma avendo sempre in mente il disegno della vittoria della Luce, del buon esito di ogni cosa!
Arrabbiarsi e scagliarsi gli uni contro gli altri, come offendere e dire parolacce a chi riteniamo nemici, vuol dire fare il gioco di chi ci vuole mantenere inconsapevoli della nostra vera Natura Divina, di chi ha fatto di tutto per dividerci e mantenerci nell’ignoranza per meglio poterci manipolare e sfruttare.
Se manifestiamo odio e rabbia, facciamo il gioco di coloro che vogliono continuare a mantenere il “buio in cantina”, perché i “germi”, si sa, non sopportano la pulizia e la Luce che li ucciderebbe.
Quindi, amati fratelli, ognuno dia il proprio contributo, ma cerchi di togliere dal cuore sentimenti antivitali come l’odio e la rabbia.

Visualizziamo più che possiamo il mondo ritornato alla sua primitiva purezza e bellezza; visualizziamo i popoli uniti dall’amore! Emaniamo pensieri, sentimenti e parole che promuovano tutto ciò! Che il sorriso sia sempre in noi, nonostante tutto, come anche la gratitudine!
C’è una perfezione che a noi sfugge, ma i personaggi politici che stanno facendo cose che a noi sembrano ingiuste, stanno, in realtà , portando avanti un “Copione Divino” affinché la gente si svegli, affinché ci sia un risveglio delle nostre capacità dormienti.
E così che va: finché qualcosa di forte non ci fa sobbalzare, solitamente continuiamo a dormire…ecco, nel Piano Divino ci sono anime incarnate per darci un colpo, uno strattone, proprio affinché possiamo risvegliare il nostro potere, la nostra consapevolezza.
Anche queste persone, che per molti sono ostili e non degne d’amore, sono Manifestazioni Divine per portare avanti la “commedia”, o la “tragedia”. Dipende dal nostro modo di reagire se la rappresentazione finirà in “tragedia” o “commedia”; siamo noi a dargli la connotazione.

Ecco, questo è ciò che volevo condividere con tutti voi.
Non tiriamoci indietro; manifestiamo per tutto il bello ed il buono che c’è e che sempre più ci sarà! Vedremo così scomparire, pian piano, tutto quello che ora ci indigna e ci pungola. Vedremo un cambiamento epocale così grandioso da benedire per tutto quello che c’è stato finora e che ci ha ricondotti lì.
Come sempre, siete tutti nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
26
2017
-

POSSIAMO DAVVERO GUARIRE

images-147
Carissimi amici, riprendo oggi un tema a me caro: quello della guarigione.

Siamo in un mondo malato, dove tutti, chi più chi meno, hanno malattie. La malattia non è mai solo fisica, o solo emotiva, o solo mentale. Il nostro corpo è formato da tante componenti, da tanti strati (Kosha, in sanscrito) dal più sottile al più denso, che rivestono l’anima; ma questi strati sono in verità un tutt’uno. Non possiamo dire che il ghiaccio sia una cosa diversa dall’acqua o dal vapore, solo perché più denso. Il corpo fisico è la parte più densa del nostro Essere, ma è un tutt’uno con le parti più sottili di noi.
Questo per dire che se stiamo male a livello mentale, stiamo male anche a livello emotivo e fisico; e se stiamo male fisicamente, anche il mentale e l’emotivo ne risentono. Per questo la guarigione si ha quando interveniamo su tutti i livelli.

Per guarire non bastano le cure mediche e la giusta dieta . Occorre “mettere a dieta” anche i brutti pensieri ed i brutti sentimenti, che sono stati quelli che, all’origine, hanno innescato un meccanismo di disordine in noi, che hanno abbassato le difese immunitarie ed hanno permesso a certe malattie di manifestarsi. Con le medicine possiamo nascondere alcuni sintomi fisici, ma se non cambiamo dentro, questi si ripresenteranno.

I disturbi fisici sono i “campanelli d’allarme”, “le sirene” che ci indicano che c’è qualche errore nel “sistema interno”. Non serve far cessare il rumore della sirena per risolvere il problema: occorre andare a “riparare il guasto” interiore. Ecco perché la guarigione non può mai essere disgiunta dal percorso spirituale, che ci porta all’autoconoscenza ed alla nostra Vera Essenza.

Per ripristinare un equilibrio rotto, occorre mettere pulizia nella “soffitta” della nostra mente; occorre riuscire a buttare fuori tutta l’immondizia emotiva; occorre decidere di voler guarire dall’orgoglio, dall’egoismo, dall’invidia, dal rancore, dall’ingordigia, dall’avidità, dalla paura, dalla rabbia…da tutti i vari sentimenti antivitali che abbiamo mantenuto, magari inconsciamente, in noi, anche verso noi stessi.
Ma per riuscire a perdonare e perdonarsi, per riuscire a lasciar andare il passato, occorre “digerirlo” alla luce della Conoscenza, che tutti custodiamo in noi come il più Prezioso Tesoro; ma, troppo spesso, Questo Tesoro è chiuso a chiave e non riusciamo ad accedervi.

Ogni vero Maestro Spirituale, ogni Avatar ci ha fornito tante “chiavi” per aprire la porta del “ Tesoro Interiore”.
Sono molti gli esercizi spirituali che ci aiutano a purificare la mente ed il cuore, affinché possiamo attingere alla Fonte di tutto il Potere, di tutta la Conoscenza e di tutta la Gioia; affinché possiamo ricordarci Chi Siamo.
E qual è il fine ultimo di tutto questo percorso di rimembranza di noi? Cos’è che ci guarirà da ogni male?
L’espressione libera, e non più soffocata e bloccata, del nostro Amore Incondizionato, verso noi stessi e verso tutti, è il nostro fine ultimo ed è ciò che ci guarirà da ogni male.

Il corpo fisico ci mette più tempo, sia ad ammalarsi, sia a guarire, ma seguirà sempre le ingiunzioni del corpo emotivo, mentale e spirituale. Se le parti più profonde di noi sono già guarite, prima o poi guarirà anche il corpo fisico.
Tutte queste parole nascono dalla mia esperienza diretta di guarigione.

Occorre tener presente che quando si inizia un percorso di autoconoscenza, a volte, sembra di peggiorare anziché migliorare. Questo proprio perché siamo nella fase dello “sgombero della soffitta”. Tutto ciò che tenevamo al buio, nascosto, ora può liberarsi ed emergere. Come il vomito fa parte della guarigione fisica, anche l’esternazione delle emozioni tossiche in noi è sintomo di guarigione. Cerchiamo però di non buttare addosso agli altri la nostra immondizia. Abbiamo molti modi per liberarci: cantare, urlare, correre, prendere a pugni un cuscino… ognuno trovi il proprio sistema.

Quando l’ira ci invade, diceva Sai Baba, possiamo fare una doccia, o camminare, o sdraiarci in un luogo tranquillo, questo perché l’ira è un’energia che si può sviluppare solo in verticale.

Gli ammalati vengono chiamati “pazienti” perché hanno la grande opportunità di sviluppare la pazienza. Ci vuole tempo , pazienza e tanto amore per guarire!
Sai Baba si rivolgeva a noi chiamandoci: “Premaswarupalara”, che in sanscrito significa : “Incarnazioni dell’Amore”.
L’amore è la nostra vera natura, è ciò che ci dà forza e ci tiene in vita. Quando l’Amore in noi si blocca, è come se si bloccasse il respiro. L’aria deve entrare ed uscire dal nostro corpo perché questo rimanga in vita; allo stesso modo, l’amore deve entrare ed uscire da noi, in un flusso continuo, verso noi stessi e tutte le creature, che sono anch’esse parti di noi.

Ogni persona che vive vicino a noi, che incontriamo, ha un ruolo verso di noi. Abbiamo l’opportunità, attraverso coloro che chiamiamo “altri”, di conoscere meglio noi stessi.
Le persone che più ci fanno da maestro sono proprio quelle con i quali condividiamo gli spazi ed il tempo; quelle con le quali abbiamo più a che fare e che sempre ci danno la possibilità di vedere in noi parti malate. Si dice: “La lingua batte dove il dente duole”; la vita, attraverso le altre persone, ci permette di vedere “i denti malati” in noi, ci permette di prendere coscienza delle nostra paure e debolezze, proprio per superarle.
Tutti abbiamo paura di qualcosa. E’ coraggioso non chi non ha paure, ma chi ha il coraggio di voler vedere le proprie paure, per accettarle e poi superarle.

Carissimi amici, ho chiamato questo sito internet “Ama e guarisci”, perché la mia esperienza di vita mi ha insegnato solo questo: con l’amore liberato ritroviamo tutto il nostro potere e la nostra innata gioia. Liberiamolo, allora, questo Amore!

Ringrazio infinitamente Sai Baba, il mio Amato Maestro, che con il Suo esempio, le Sue parole e tutta la Sua vita, mi ha aiutata a liberarmi dalle catene.
Buona guarigione a tutti!
Siete sempre nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
24
2017
1

LIBRO GRATIS: MESSAGGI DAL DIVINO SE’ – COME NASCONO QUESTI MESSAGGI

20170106_135001 (1)

Carissimi amici, riporto qui di seguito l’introduzione al mio nuovo libro: “MESSAGGI DAL DIVINO SE'”.
Vi racconto come nascono i messaggi che ricevo e perchè ho dato questo titolo al libro.
Vi ricordo che il libro è scaricabile gratuitamente accedendo a questo link:
http://amaeguarisci.altervista.org/libro-messaggi-dal-divino-se-scaricabile-gratuitamente/

Presto pubblicherò anche la versione cartacea.
Vi abbraccio tutti!

Chi mi conosce sa che nel 2014 è nato il mio sito internet al quale ho dato il nome “Ama e guarisci” (amaeguarisci.altervista.org), perché la medicina universale di ogni male è proprio l’Amore: verso noi stessi, verso ogni creatura, verso ogni manifestazione di Dio.
Da allora ho scritto molti articoli che riguardano la spiritualità e la salute e che nascono dalla mia esperienza di vita e dagli insegnamenti ricevuti dal mio Adorato Maestro Spirituale: Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Egli mi ha restituito alla vita , fisica e spirituale, dopo una lunga malattia; con i Suoi Insegnamenti ed il Suo Infinito Amore ho potuto uscire dalle sabbie mobili che mi tenevano imprigionata in una situazione di difficile sopravvivenza. Sono infinitamente grata all’Avatar della nostra era! Sono infinitamente innamorata del Suo Amore!

Nel luglio 1998 ebbi con Sai Baba un colloquio privato e in quell’occasione Egli mi diede un compito. Con il braccio teso, il dito indice puntato verso di me ed una voce imperativa, il Maestro mi disse: “ Sei una scrittrice!”
Da allora non ho mai smesso di scrivere, anche perché mi viene molto spontaneo e naturale, fin da quando ero bambina e riempivo tanti fogli con le mie poesie.

Ho pubblicato due libri: “Il mio risveglio – Una storia vera con Sai Baba” (Edizioni Montedit), che racconta la mia esperienza di vita e l’incontro con il Maestro di Verità; e “Il Piccolo Sai Baba”, che parla dell’infanzia e della giovinezza dell’Avatar (Mother Sai Publications).
Ho condiviso tutti gli articoli pubblicati sul sito “Ama e guarisci” anche sulla pagina facebook che ha lo stesso nome.

A Gennaio del 2016 successe una cosa per me insolita: mentre stavo componendo un articolo, incominciai a scrivere con una velocità incredibile e su un argomento diverso da quello che avevo scelto. Sentivo emergere parole che giungevano alla mia coscienza con una fluidità sorprendente. Non era, non poteva essere la mia mente ordinaria a dettarmi quelle parole; non le sceglievo, non le correggevo, cancellavo od aggiungevo. Le parole arrivavano velocissime, da una Parte Profonda di me.
Iniziai così a ricevere molti messaggi. Da Chi? Dal mio Maestro? Da quale parte di me? Dal mio inconscio, dal Superconscio, dal mio Divino Sé?

Secondo la filosofia Adwaita insegnata nei Veda, esiste solo l’Uno che ha preso forme diverse. Sai Baba, infatti, diceva: “Io sono voi, voi siete me. Fra noi non c’è separazione. Io sono il vostro Sé che ha fatto un salto fuori dal vostro cuore perché voi possiate parlarci”.
Ma Egli ha anche detto: “Io sono Dio. Anche tu sei Dio; la differenza fra me e te, è che Io ne sono completamente consapevole, tu ancora no.”
Ed ecco ancora le Sue parole: “Io non sono Sathya Sai Baba, quello non è che un nome col quale mi designate oggi. Io sono quell’unico Dio che risponde alle preghiere che scaturiscono dal cuore umano, in ogni lingua, da tutte le terre, qualunque sia la forma della Divinità invocata.”
“Io appartengo a tutti coloro che hanno bisogno di Me. Io sono Rama, Io sono Krisna e i miei fedeli sono in diverse parti del mondo. I popoli mi pregano in diverse lingue. Io sono venuto per tutti: santi e peccatori, ricchi e poveri, ignoranti e saggi.”
“Lo stesso Principio Divino che i ricercatori si sforzano di visualizzare in anni ed anni di ascetismo e di rinuncia è davanti a voi, qui ed ora. Rendetevi conto della buona sorte che avete avuto.”
Da chi, quindi, arrivano questi messaggi? Dal mio Divino Sé, che è Sai Baba, che è Krisna, che è Gesù, che è Rama, che è tutti i nomi…che è il Tutto. Chiamo, quindi, questi messaggi: “ Messaggi dal Divino Sé”; anche perché non voglio che si crei confusione fra le parole che Sai Baba pronunciò con il Suo corpo fisico, quando camminava fra noi e conversava con noi, con quelle che ispira, come voce interiore, a molti devoti in tutto il mondo.

In questo libro ho raggruppato tutti messaggi che ho ricevuto in questo modo durante l’anno 2016.
Potete leggere i nuovi messaggi sempre andando sul sito “amaeguarisci.altervista.org”.
Che l’Amore, la Luce e la Gioia colmino sempre i nostri cuori!
Italia

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
22
2017
-

CHE BELLO RIEMPIRE L’ETERE CON STORIE GLORIOSE DI INFINITO AMORE!

images-79
Carissimi amici,
Sai Baba ci ha detto che, fra i nove passi della devozione (come anche menzionati dalle Sacre Scritture Vediche), il primo riguarda l’ascolto delle Storie Gloriose del Signore.

Tutti i Vangeli di Gesù, che hanno successivamente scritto i Suoi apostoli, parlano degli episodi che riguardano la vita di Gesù . Se non ci fossero stati questi scritti, in quanti avrebbero conosciuto Gesù? In quanti, nei secoli successivi, si sarebbero innamorati di Lui?

Perché vi dico questo? Per esortare gli innumerevoli devoti di Sai Baba, che hanno vissuto momenti divinamente splendidi con il Maestro, a voler condividere i propri racconti, magari anche molto brevi.
Molti, forse, hanno paura di sembrare poco umili nel fare ciò, oppure hanno paura dell’invidia che possono suscitare; ma sono proprio tantissime le persone che si sono avvicinate all’insegnamento preziosissimo del Maestro , proprio dopo aver letto i racconti di vita diretta, fatti dai devoti.

Soprattutto i devoti di vecchissima data, hanno avuto l’opportunità di avere diverse colloqui privati con l’Avatar della nostra era e tanti doni di Grazia; in più sono stati testimoni di numerosissime guarigioni o di altri fatti meravigliosi. Quando raccontiamo ad un bambino una storia bellissima, vediamo lo stupore nei suoi occhi, e così sappiamo che quella storia stupenda non verrà dimenticata.

Tutti coloro che hanno vissuto momenti straordinari con Sai Baba, possono, se vogliono, mettere a disposizione di tutti i diamanti preziosi che il loro cuore custodisce.
Ora è arrivato il momento di arrivare alla famosa “massa critica”, ad un numero tale di persone risvegliate alla coscienza della nostra vera natura , il cui amore contagi tutto il Pianeta. Il processo è già in atto, ma possiamo dargli ancora più forza.

Ogni devoto di Sai Baba potrebbe scrivere un libro meraviglioso, solo raccontando piccoli episodi. Certamente non tutti sono destinati ad essere scrittori di libri, ma bastano anche poche righe , un breve racconto pubblicato su facebook, o divulgato in altri modi.

Ho il massimo rispetto verso coloro che non se la sentono, per diversi motivi, di scrivere e condividere. Chiedo a chi ha più dimestichezza con la scrittura a farlo.
Che bello riempire l’etere con storie gloriose di Infinito amore ! Ogni storia, come un diapason, fa vibrare i cuori nelle stesse frequenze.
Siete tutti nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
16
2017
-

DISCORSO DI SATHYA SAI BABA 10.10.2002 – LA NOSTRA VERA FORMA E’ AMORE

baba_smile
Carissimi amici, riporto uno stralcio di un discorso dell’Avatar della nostra era.
Volevo riportare solo alcune frasi, ma erano tutte splendide e quindi l’ho riportato quasi per intero, tralasciando solo la parte iniziale.
Su Google potete trovare tutti i discorsi cliccando su: “Discorsi Divini – Sathya Sai Baba Italia”.
Vi lascio alle Sue parole e vi abbraccio!

“Chi sei tu?”
Colui, dunque, che pensa alle proprie preoccupazioni è un uomo ordinario, mentre è un vero individuo chi pensa alla propria natura (divina): “Chi sono io? Chi sono io?” Dovreste indagare facendovi questa domanda. Se invece, non appena incontrate qualcuno, continuate a chiedete: “Chi sei tu? Chi sei tu? Chi sei tu? ” che risposta avrete mai? Non sono altro che sofferenze che vi illudono e provocano dolore.
Prima che la conosceste, dov’era quella persona? Quando se ne andrà, chi rimarrà? Nessuno verrà con voi. Non c’è nessuno. Voi invece state lottando aggrappati a ciò che è impermanente e provvisorio. Ognuno pensa a se stesso (sulle rive dello Yamunâ)(1).
Dovremmo riconoscere la nostra Verità, dovremmo ottenere la nostra Pace, che si trova nel cuore. Non considerandola nel luogo in cui realmente si trova, andate a cercarla in giro per il mondo. Ma, ovunque andremo, nel mondo non otterremo mai Pace. Ovunque si vada, c’è solo ashânti, ashânti, ashânti. La Pace tanto desiderata è in voi.
Ai giorni nostri stiamo dimenticando la Divinità, incarnazione della Pace, presente in noi, per desiderare l’instabile e momentanea pace esteriore. Interrompete quei pensieri e cercate piuttosto di contemplare la vostra (vera) forma, ovvero la Pace. Tutto ciò che desiderate è al vostro interno. Non esiste nulla all’esterno che non abbiate già in voi.
Con gli occhi aperti potete vedere migliaia di teste (persone), mentre, se li chiudete, non potete vedere nessuno. Quali teste, in realtà, state guardando? Sono tutte impermanenti e momentanee, e le si possono vedere solo fintantoché esistono gli occhi fisici. Non appena gli occhi smettono di funzionare, non è più possibile guardare neanche un solo oggetto.
Che teniate gli occhi aperti o chiusi, c’è una sola cosa da vedere: la Divinità. Essa è immutabile, senza nascita né morte. Non ha nascita né morte. Voi non siete altro che questa natura vera ed eterna. Cercate, quindi, di realizzare la vostra Verità.
Incarnazioni dell’Amore!
Qual è la nostra Verità? L’Amore. Senza di esso niente al mondo può essere visto. L’Amore è la nostra forma. Nonostante ciò, desideriamo oggetti che nemmeno amiamo; così soffriamo.
Perciò, Incarnazioni dell’Amore!
Che cosa dovremmo realmente desiderare? Nient’altro che l’Amore. Che cosa stiamo sperimentando? Amore. L’esperienza, infatti, che sia felice o dolorosa, non è altro che Amore.
Al mondo non esiste niente di permanente, eccetto l’Amore. Avendo costantemente in noi una tale natura vera ed eterna, che cosa ci affanniamo a cercare? Ciò a cui dovremmo seriamente pensare e ciò su cui dovremmo indagare, è dunque la nostra vera forma. L’Amore è la nostra vera forma.
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Tutti i nomi indossano il buon auspicio.
Tutte le forme sono non duali.
L’uomo è incapace di conoscere se stesso. Egli riesce a scoprire ogni cosa, ma a che serve tutto ciò? Che scopo ha tanta conoscenza se non conosce se stesso? L’uomo odierno, dunque, vuole conoscere tutto dell’universo: attraverso la scienza, cerca di scoprire i segreti della natura. Dovrebbe invece chiedersi innanzitutto chi egli sia, quale sia la sua natura ecc. Se indagherà a fondo in tutto ciò, alla fine avrà una risposta. Quindi, innanzitutto, bisognerebbe scoprire il proprio potenziale.

Dvaita e advaita
Questa è la natura dell’Amore. L’Amore in tutti è uno. Voi odiate la persona che vi sta di fronte, mentre amate i membri della vostra famiglia. Ma questo è un errore che vi portate dentro. Fintantoché in voi ci sarà il sentimento di dualità, vivrete nella dvaita (dualità) , senza realizzare l’advaita (non dualità).
Un uomo, con una mente duale, è mezzo cieco.
Siete nella semioscurità. Credete che la persona che vi sta di fronte sia separata da voi, mentre sentite un senso di appartenenza per quelli di casa vostra. Questo è un grave errore. Tutti sono la vostra forma. Dovremmo sperimentare una tale unità.
È detto:
“La percezione della Non dualità è Saggezza.”
L’uomo, incarnazione di una tale Saggezza, sta invece soffrendo perché mira e ripone la sua fede nelle momentanee e impermanenti forme oggettive. Ponete fine a questa sofferenza! (Pensate:) “Io sono in tutti. Tutti sono in me.”
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Una tale manifestazione è all’interno del vostro corpo. Lo stesso Âtma, presente in tutti i corpi, è presente anche dentro di voi. Nonostante ciò, invece di essere beati osservando il vostro Âtma, non fate altro che parlare duramente ed essere pieni di gelosia nei confronti degli altri, non comprendendo che quell’Âtma è anche in loro.
Incarnazioni dell’Amore!
L’Âtma, presente in voi, è anche negli altri. Nonostante ognuno sperimenti (la gioia) grazie a se stesso, crede di sperimentarla grazie agli altri. Ma questo altro non è che la natura di un cane ignorante!
Un giorno un cane stava freneticamente cercando qualcosa da mangiare. Trovò un osso che si mise a morsicare avidamente. Dopo un po’ una scheggia dell’osso ferì la sua gengiva che si mise a sanguinare. Come fu felice il cane di assaporare il sangue! Pensò: “Dall’osso che sto morsicando sta uscendo del sangue.” No, no, no! Nonostante crediate che il sangue fuoriesca dall’osso, in realtà è il vostro stesso sangue a colare su di esso.
Allo stesso modo, l’uomo di oggi, dimentico della sua Beatitudine interiore, pensa che essa sia disponibile da qualche altra parte, all’esterno. Con questa fede, l’essere umano si sforza esclusivamente di sperimentare una felicità effimera. Questo è un grave errore. Ogni singola cosa nasce da dentro. Sia la sofferenza sia la gioia sono entrambe una vostra illusione.
È detto:
“Il piacere è un intervallo fra due dolori.”
Otteniamo gioia fra due dolori; fra due sofferenze, si sperimenta una gioia. Comunque, sono entrambe dentro di noi e non all’esterno. È come quando un uomo s’inganna vedendo la propria ombra. Non è altro che un’ombra. È la vostra ombra e voi, guardandola, v’ingannate (credendo sia la vera forma). Per questo non aspirate a vedere il vostro vero corpo. Dovremmo invece compiere un’indagine. A questo riguardo, il Vedânta afferma che dovreste cercare voi stessi.
Un giorno un ufficiale dell’ICS (Servizio Civile Indiano) fece un’ispezione in un certo talak (Comune), ma venne messo in guardia dagli abitanti, i quali affermavano che, nella casa dove avrebbe dovuto dormire, c’erano i fantasmi. Essi dissero: “Signore, la vostra pelle è bianca; perciò non li potrete vedere. Può solo vederli chi ha la pelle nera. Comunque, là ci sono i fantasmi.”
“Che cosa succede?” pensò il funzionario. “Stanno tutti dicendo la stessa cosa. C’è davvero un fantasma? Com’è fatto? Vediamo.” Spense la luce, accese una lucina da notte e si addormentò. Nel bel mezzo della notte si svegliò e… poverino! Cominciò ad agitare le gambe sotto le coperte e l’ombra riflessa contro il muro si dimenava essa pure.
“Ecco il fantasma”, pensò l’ignorante. “Deve essere catturato ed eliminato.” Prese la pistola che aveva di fianco e sparò. Ma, alla fine, dall’agitazione, si sparò sul dito, che saltò via. Osservate come, guardando la sua ombra, l’uomo venne ingannato.
Allo stesso modo, l’uomo sta soccombendo ad ogni tipo di sofferenza. Al mondo esistiamo solo noi. Nessun altro. Sono tutti incarnazioni dell’Amore. Non esiste altro oltre a Dio.
La Verità è unica, benché i saggi La chiamino con vari nomi.
Dovremmo aver fede in tale unità, realizzare una simile Divinità, e conseguire la Divinità nella diversità. Solo così le nostre sofferenze, i nostri dolori e le nostre illusioni verranno distrutti.
Incarnazioni dell’Amore!
Potreste pensare: “Qual è la causa di tutto questo?” È tutta una nostra illusione. Dal momento della nascita fino alla morte, vaghiamo in questa terra, amiamo tutte le illusioni del mondo e, attraverso tale amore, le incrementiamo. Tutto ciò non è altro che illusione. Niente di più.
Se soffrite a causa di qualcuno, è una cosa che dipende da voi; se siete felici grazie a qualcun altro, anche questo dipende da voi. Sofferenza e gioia appartengono a voi e non sono causate da qualcuno all’esterno. Dovreste perciò, in qualche modo, diminuire questi miraggi legati al corpo. Dimenticate l’attaccamento ad esso e sviluppate Âtmabhimana (l’attaccamento all’Âtma) . Solo così sorgeranno in voi sentimenti divini.
Incarnazioni dell’Amore!
La vera ed eterna natura dell’Amore è la stessa in ogni essere umano. Mantenetela salda, perché è l’unica cosa che vi conferirà la Pace. Solo l’Amore vi darà coraggio. È quindi sufficiente guadagnare quest’unica cosa: l’Amore. L’Amore è il nostro Dio; Dio è Amore. Vivete, perciò, in quest’Amore. Dovremmo vivere tutta la nostra vita con Amore. Perché soffrite se mantenete in voi questo Amore?
Incarnazioni dell’Amore!
In natura vediamo molte forme, ognuna differente dall’altra. I nomi e le forme sono diverse; lo stato di veglia, di sogno e di sonno profondo sono diversi. Tuttavia, che cosa esiste veramente? Solo l’Uno. Fate in modo di non dimenticare questa unità. Vedendo l’ombra (il riflesso) nell’acqua, la desideriamo e cadiamo nell’inganno. Tutte queste non sono altro che nostre illusioni.
Non serve soffrire a causa di qualcuno; non occorre che stiate male per voi stessi. Siate felici di voi! (Chiedetevi:) “Chi ha donato questo corpo? Sono venuto con esso. Che cosa ottengo per suo tramite? Istruzione? No! Queste sandhyâ(2)? No! Questi divertimenti? No. Queste canzoni? No. Queste parole? No, no! Per che cosa sono venuto? Per scoprire chi sono.” Qualunque cosa decidiamo di fare, perciò, dovremmo sempre domandarci: “Chi sono io? Chi sono io? Chi sono io?” Se lo saprete, vi ricorderete chi siete.
Incarnazioni del sacro Âtma!
In realtà, conoscere una tale verità è molto semplice. Non c’è niente di più facile che scoprire chi veramente siete. Può esser difficile conoscere gli altri, ma conoscere se stessi è davvero semplice. Per farlo, intraprendete la sâdhanâ appropriata.
Ci sono molte malattie nel corpo; il fisico è soggetto a molti problemi. Non dovremmo tuttavia essere scoraggiati da tutte quelle malattie contratte a causa dell'(errata) alimentazione e degli svaghi che ci concediamo.
Senza minimamente prestare alcuna attenzione a tutto ciò… per che cosa siete venuti qui? Siete qui: perché? Per essere istruiti. Siete venuti qui a studiare, ma, invece di cercare ciò per cui siete venuti, state cercando qualcos’altro.
A questo punto, dovreste chiedervi: “Perché siamo qui? Stiamo cercando di realizzare lo scopo?” Solo così possiamo eseguire appieno il compito per il quale siamo venuti. Invece, dimenticando il motivo della nostra presenza in questo luogo, stiamo cercando qualcosa che non esiste.
Nel mondo sono molte le persone che hanno questo genere di preoccupazioni. Si chiedono: “Dove sta andando la mia vita?” Il motivo per cui siamo nati è la crescita. Cresciamo per realizzare; realizziamo per conoscere la Verità. Dovremmo fare il giusto sforzo per conoscere la Verità. Se quello sforzo verrà fatto, comprenderemo tutto. Perciò, realizzate la Verità attraverso l’Amore.

L’interruttore principale
Guardate: ci sono luci che stanno splendendo dappertutto. Le lampadine sembrano di molte forme diverse; tuttavia, in ognuna di esse, passa la stessa corrente. Se questa corrente non ci fosse, queste lampadine non si accenderebbero affatto.
L’Âtma, al nostro interno, è l’interruttore generale. È Lui a raggiungere le orecchie e a renderle capaci di sentire; è Lui a raggiungere gli occhi e a permettere loro di vedere. L’aspetto Chaitanya (la Consapevolezza Divina) presente in ogni corpo, permette ad ognuno di fare esperienze. Tale corrente (Chaitanya) è la base di tutto: è Divinità: è Consapevolezza.

Sfortunatamente noi, oggi, l’abbiamo dimenticata. Non dovremmo dimenticare la Consapevolezza Divina; perché, fintantoché è presente, noi saremo le Sue incarnazioni. Dovremmo fare dunque uno sforzo per comprenderla. Chaitanya non arriva dall’esterno e non va da nessuna parte. Lì (dappertutto) è, e lì rimane.
Sul sentiero spirituale soccombiamo a molti tipi di idee sbagliate. Per colpa di questi dubbi, diventiamo davvero matti. Non sono altro che i dubbi a trasformarci in persone folli. Dovremmo innanzitutto allontanarli, poiché, fintantoché abbiamo dei dubbi, non possiamo vedere la Verità. I dubbi ci fanno diventare così sciocchi!

L’importanza della fede
Incarnazioni dell’Amore!
È importante non avere molti dubbi. A causa della loro presenza, l’uomo sta dimenticando il proprio Sé. La fede è molto importante. Essa dovrebbe essere molto forte. Senza fede diventerete ciechi.
Pur avendo gli occhi, le persone sono diventate cieche,
poiché non vogliono guardare la Tua Forma propizia.
Pur avendo le orecchie, le persone sono diventate sorde,
poiché non sono interessate ad ascoltare la Tua Voce melodiosa.
Hanno dimenticato Dio
e stanno ardentemente desiderando una bassa vita materiale.
Surdas(3) disse: “Quando avevo gli occhi, che cosa desideravo? Ora che non li ho più, che cosa desidero? Desidero Ciò (Dio) che ho visto quando ancora ci vedevo.”
Che abbiate gli occhi o no, ciò che viene visto non è altro che l’Uno. Non fate dei vostri occhi fisici le fondamenta. I vostri due (veri) occhi, infatti, sono: uno, la visione divina e, l’altro, il potere spirituale.
Prima di tutto dovreste riempire con Chaitanya la vostra mente. Quella Luce divina è presente in ogni singola persona. Se tale Luce non ci fosse, nessuna delle luci esteriori esisterebbe. L’Âtma è, quindi, la nostra Luce primaria.
Basandosi su questo, Shankarâchârya girò il mondo (la nazione) divulgando: “Bhaja govindam.” Che cosa succede, invece? Ciò che andrebbe contemplato, non lo è! Perciò: “Bhaja govindam, bhaja govindam”! Pensate a Dio!
A che serve contemplare qualcosa che non è la Divinità? Ciò a cui dovremmo pensare, quindi, è la contemplazione di Dio.
Voi siete Dio. Dio non è separato da voi. Voi e Io siamo Uno. Tuttavia, voi siete incantati dall’illusione che vi fa pensare: “Noi siamo i devoti, separati, e Lui è Dio.” Questo pensiero andrebbe allontanato.

La causa principale delle cattive azioni
Arishadvarga(4), le cattive qualità, sono la causa prima di tante azioni negative compiute dall’uomo. Sia l’uomo sia gli animali le possiedono. Qual’è, allora, la differenza fra voi e le bestie? Gli animali mangiano, dormono e sperimentano l’appetito. Anche per l’uomo è così. Qual’è, dunque, la differenza fra gli uni e gli altri? Nessuna!
Prajñânam brahma
Brahman è la Saggezza Suprema.
Essa è ciò che l’uomo possiede. Quando Prajñâna e Viveka (la discriminazione) sono presenti, non si sperimenterà più alcuna preoccupazione.

Tutto viene e va. Nuvole passeggere. Perché ci dovremmo preoccupare, aggrappandoci esclusivamente a queste nuvole di passaggio? Dovremmo afferrare ciò che è immutabile, ossia il nostro Âtma, la nostra Chaitanya, la nostra Divinità, la nostra Sacralità. Se lo sperimentiamo:
Brahmavid brahmaiva bhavati
Colui che conosce Brahma, diventa Brahma stesso.
Dovremmo vedere il nostro vero Sé. Ieri vi ho detto:
“Tutti gli esseri sono scintille della Mia eterna Realtà.”
Krishna ha detto: “In tutti c’è una parte di Me.” Da dove arrivano, perciò, tutte le preoccupazioni, i dispiaceri, le difficoltà e le ire che si trovano in quella parte divina? Sono qualità animali di cui colmiamo il nostro cuore. I sentimenti bestiali dovrebbero essere mandati via. Abbandonateli!
Rifuggite dalle cattive compagnie. Riempitevi di sacralità, di sentimenti veri ed eterni.
In questo bicchiere c’è dell’acqua. Se in esso si vuole versare del latte, bisogna prima gettare via l’acqua. Quello che voi fate, invece, è versare il latte nell’acqua. In questo modo, sia il latte sia l’acqua diventeranno inutili.
Avete riempito completamente il vostro cuore di sentimenti negativi. Se in cima ad essi vengono posti i buoni sentimenti acquisiti seguendo la retta via, anche i buoni sentimenti si deterioreranno. Così facendo, non otterrete niente.
Allontanate, dunque, il male. Colmatevi di santità. Solo così vi trasformerete in esseri sacri. Quando miriamo a essere sacri, il nostro “recipiente” (tutto il nostro essere – N.d.T.) dovrebbe rimanere puro ed esser tenuto vuoto. Quando si mantiene la sacralità del cuore, in esso si può versare tutto il bene possibile.
Quanto stiamo guadagnando! Quanta ricchezza, quanto cibo! Tuttavia, dove va tutto ciò? A chi lo diamo? A nessuno. Alla fine, a chi lo daremo e chi lo riceverà? Guadagniamo moltissime centinaia di migliaia di rupie al fine di riempirci lo stomaco. Ma riempiamo, forse, lo stomaco (direttamente) con i soldi che guadagniamo? No, no, no, no! Per questo nella vita, che potrebbe svanire da un momento all’altro, soccombiamo a innumerevoli brutte situazioni. Il nostro corpo è effimero. Esso è in tutto e per tutto una bolla nell’acqua.
L a mente è una scimmia pazza.
Non seguite la mente,
non seguite il corpo.
Seguite l’Amore; seguite la Coscienza.
Seguite la vera natura. Questo è ciò che oggi dovremmo imparare dall’istruzione. Acquisite tanta istruzione!
Nonostante si sia studiato così tanto, perché si dovrebbe morire?
Occorrerebbe acquisire quell’istruzione che non muore.
Che cosa otteniamo grazie all’istruzione? Fintantoché si è presenti nel mondo, l’istruzione è la via per riempirsi lo stomaco. Tutto qui. Colui che studia si riempie lo stomaco; colui che mendica si riempie lo stomaco. Riempirsi lo stomaco è, dunque, una cosa grandiosa?
Dovremmo riempire il nostro cuore, non lo stomaco; dovremmo colmare il cuore d’Amore. L’Amore ci darà tutto. Cercate di riempire il cuore. Questa è Compassione. Hridaya (il Cuore) sta a significare la “Compassione” (Dayâ). Hridaya, dunque, è ciò che è colmo di Compassione. Quella Compassione è Amore e dovremmo colmarne il nostro cuore. Qualunque momento a nostra disposizione non dovrebbe esser sprecato, ma utilizzato per sviluppare l’Amore.
L’incremento degli attaccamenti
Ai giorni nostri voi allontanate questo Amore e, percorrendo sentieri profani, alla fine Lo trasformate in nirâshâ (sconforto, disperazione). In verità non esiste alcuna relazione con nessun altro. Chi ha relazione con qualcun altro? Proprio nessuno. Tuttavia voi state incrementando attaccamenti e relazioni.
Prima di sposarvi, chi era vostro marito? Dopo il matrimonio, chi è vostra moglie? Dopo che sarà morto, chi è il vostro coniuge? Queste persone non esistono, se non finché si è in vita. Per questo è detto che, tutte queste relazioni famigliari, non sono altro che nuvole passeggere: arrivano e se ne vanno nel mezzo della vita. Non sono affatto permanenti. Poiché sono solo nuvole passeggere, non c’è bisogno di soffrire per esse.
Di che cosa dovreste preoccuparvi (occuparvi)? Dovreste lottare per la vostra Beatitudine. Dovreste aggrapparvi al vostro Amore e sperimentare che esso è presente anche in tutti gli altri.
Invece, anziché condividere Amore, tutti gli esseri umani, oggi, stanno incrementando l’odio, la gelosia, la collera. A che serve studiare tanto se alla fine non condividiamo l’Amore? Odio, odio, odio, odio! L’odio è un terribile demone. Sfortunatamente è l’unica cosa che stiamo sviluppando, anziché sviluppare la sacra natura dell’Amore.
Se dentro di voi ottenete anche solo un po’ d’Amore, condividetelo con gli altri. Questo è il vostro vero dovere. Adempitelo e realizzate il sentiero divino.

Conoscenza profana e conoscenza spirituale
Studenti!
Nell’istruzione che ricevete ci sono alcune materie di studio, le quali, però, sono (esclusivamente) legate al mondo.
La conoscenza profana è per la felicità in questo mondo;
la conoscenza spirituale è per la felicità nell’aldilà.
La conoscenza spirituale è ciò che dovremmo sviluppare. Solo così sperimenteremo una Beatitudine permanente.
(A questo punto, la registrazione del Discorso sull’audiocassetta si interrompe. Il seguente paragrafo è stato tradotto dal “booklet” distribuito nell’âshram – N.d.T.).
Poco fa avete ascoltato (il discorso di) Rasgotra, il quale ha esposto alcune idee davvero valide. I suoi successi accademici sono impareggiabili; grazie ad essi, ha guadagnato posizioni di risalto. Egli possiede tutto ciò che si può desiderare. Perché, allora, viene qui? Per sperimentare l’Amore di Swami: “Voglio Amore, voglio Amore, voglio Amore!”

(La registrazione sull’audiocassetta riprende – N.d.T.).
Le persone scoprono che Io ho ciò che a loro manca. In verità, se in voi ci fosse Amore, perché verreste qui? Non verreste affatto! Invece non l’avete: per questo siete qui. Dovremmo ottenere ciò che ci manca. Che cosa facciamo con ciò che abbiamo? Non lo utilizziamo. Dovremmo, quindi, guadagnare ciò che non possediamo.
“Voglio Verità, Amore, Pace”Non c’è Pace. Tutti voi sapete che, in Gujarat, viveva un uomo di nome Patel. Egli era un ardente devoto e un grande uomo d’affari. Visse a lungo all’estero e mise da parte un’enorme fortuna.
Un giorno un suo amico occidentale disse: “Caro Patel, voglio venire a trovarti.”
“Senz’altro”, gli aveva risposto Pate.l
Quando l’amico arrivò, Patel stava pregando nella stanza della preghiera. Poiché stava eseguendo un elaborato rituale, per lungo tempo non uscì dalla stanza. L’amico attese, attese, e, alla fine, s’irritò.
Quando, a preghiera finita, Patel uscì, l’amico gli fece notare: “Che cosa fai, Patel? Per che cosa compi rituali? Hai tutta la ricchezza di cui necessiti: perciò non preghi per avere denaro. Hai tutta la felicità e le comodità che si possono desiderare: perciò, non preghi per esse. Perché, dunque, compi tutti questi lunghi rituali?”
Patel scoppiò a ridere apertamente: “Amico mio, non sto assolutamente pregando per cose legate a questo mondo. Non desidero (ulteriore) ricchezza, non voglio (altri) agi; non ho bisogno di niente. Però, Dio possiede ciò che io non ho. Per questo Lo prego: voglio Verità, voglio Amore, voglio Pace. Dio possiede Verità, Amore, Pace e non li dona a nessuno. Li tiene per Sé. Per questo Lo prego: per ottenere questi tre Valori divini.”

Cercare di ottenere Amore e Pace
Avete visto? Dovremmo tentare di pregare per ottenere ciò che non abbiamo. Che cosa ci manca, adesso? La Pace. Dovreste desiderarla. Se desiderate ciò che già avete, a che serve pregare? Non serve. Se invece vi guadagnate quei Valori – Verità, Amore e Pace – li avrete.
Sono solo due le cose in possesso di Dio che a voi mancano: Amore e Pace. Se otterremo questi due Valori, attraverso di essi avremo la Verità. Solo questi due, perciò, sono necessari. Grazie ad essi possiamo conseguire qualunque altra cosa.
Con lo stesso zucchero si possono preparare un gran numero di dolci. Noi li chiamiamo: godama, halva, bâdam, khîr, gulab jamun (dolci indiani – N.d.T.). I nomi indicano le varietà, ma la dolcezza è una.
Dio è Amore. Se otteniamo l’Amore, grazie ad esso possiamo ”preparare” un gran numero di cose; possiamo ottenere ogni agio e sperimentare tantissima Pace. Perciò, bangaru (tesori), guadagnatevi l’Amore!
Prashânti Nilayam, 10 Ottobre 2002

“Chi sei tu?”
Colui, dunque, che pensa alle proprie preoccupazioni è un uomo ordinario, mentre è un vero individuo chi pensa alla propria natura (divina): “Chi sono io? Chi sono io?” Dovreste indagare facendovi questa domanda. Se invece, non appena incontrate qualcuno, continuate a chiedete: “Chi sei tu? Chi sei tu? Chi sei tu? ” che risposta avrete mai? Non sono altro che sofferenze che vi illudono e provocano dolore.
Prima che la conosceste, dov’era quella persona? Quando se ne andrà, chi rimarrà? Nessuno verrà con voi. Non c’è nessuno. Voi invece state lottando aggrappati a ciò che è impermanente e provvisorio. Ognuno pensa a se stesso (sulle rive dello Yamunâ)(1).
Dovremmo riconoscere la nostra Verità, dovremmo ottenere la nostra Pace, che si trova nel cuore. Non considerandola nel luogo in cui realmente si trova, andate a cercarla in giro per il mondo. Ma, ovunque andremo, nel mondo non otterremo mai Pace. Ovunque si vada, c’è solo ashânti, ashânti, ashânti. La Pace tanto desiderata è in voi.
Ai giorni nostri stiamo dimenticando la Divinità, incarnazione della Pace, presente in noi, per desiderare l’instabile e momentanea pace esteriore. Interrompete quei pensieri e cercate piuttosto di contemplare la vostra (vera) forma, ovvero la Pace. Tutto ciò che desiderate è al vostro interno. Non esiste nulla all’esterno che non abbiate già in voi.
Con gli occhi aperti potete vedere migliaia di teste (persone), mentre, se li chiudete, non potete vedere nessuno. Quali teste, in realtà, state guardando? Sono tutte impermanenti e momentanee, e le si possono vedere solo fintantoché esistono gli occhi fisici. Non appena gli occhi smettono di funzionare, non è più possibile guardare neanche un solo oggetto.
Che teniate gli occhi aperti o chiusi, c’è una sola cosa da vedere: la Divinità. Essa è immutabile, senza nascita né morte. Non ha nascita né morte. Voi non siete altro che questa natura vera ed eterna. Cercate, quindi, di realizzare la vostra Verità.
Incarnazioni dell’Amore!
Qual è la nostra Verità? L’Amore. Senza di esso niente al mondo può essere visto. L’Amore è la nostra forma. Nonostante ciò, desideriamo oggetti che nemmeno amiamo; così soffriamo.
Perciò, Incarnazioni dell’Amore!
Che cosa dovremmo realmente desiderare? Nient’altro che l’Amore. Che cosa stiamo sperimentando? Amore. L’esperienza, infatti, che sia felice o dolorosa, non è altro che Amore.
Al mondo non esiste niente di permanente, eccetto l’Amore. Avendo costantemente in noi una tale natura vera ed eterna, che cosa ci affanniamo a cercare? Ciò a cui dovremmo seriamente pensare e ciò su cui dovremmo indagare, è dunque la nostra vera forma. L’Amore è la nostra vera forma.
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Tutti i nomi indossano il buon auspicio.
Tutte le forme sono non duali.
L’uomo è incapace di conoscere se stesso. Egli riesce a scoprire ogni cosa, ma a che serve tutto ciò? Che scopo ha tanta conoscenza se non conosce se stesso? L’uomo odierno, dunque, vuole conoscere tutto dell’universo: attraverso la scienza, cerca di scoprire i segreti della natura. Dovrebbe invece chiedersi innanzitutto chi egli sia, quale sia la sua natura ecc. Se indagherà a fondo in tutto ciò, alla fine avrà una risposta. Quindi, innanzitutto, bisognerebbe scoprire il proprio potenziale.

Dvaita e advaita
Questa è la natura dell’Amore. L’Amore in tutti è uno. Voi odiate la persona che vi sta di fronte, mentre amate i membri della vostra famiglia. Ma questo è un errore che vi portate dentro. Fintantoché in voi ci sarà il sentimento di dualità, vivrete nella dvaita (dualità) , senza realizzare l’advaita (non dualità).
Un uomo, con una mente duale, è mezzo cieco.
Siete nella semioscurità. Credete che la persona che vi sta di fronte sia separata da voi, mentre sentite un senso di appartenenza per quelli di casa vostra. Questo è un grave errore. Tutti sono la vostra forma. Dovremmo sperimentare una tale unità.
È detto:
“La percezione della Non dualità è Saggezza.”
L’uomo, incarnazione di una tale Saggezza, sta invece soffrendo perché mira e ripone la sua fede nelle momentanee e impermanenti forme oggettive. Ponete fine a questa sofferenza! (Pensate:) “Io sono in tutti. Tutti sono in me.”
Tutte le forme sono vestite di Pace.
Una tale manifestazione è all’interno del vostro corpo. Lo stesso Âtma, presente in tutti i corpi, è presente anche dentro di voi. Nonostante ciò, invece di essere beati osservando il vostro Âtma, non fate altro che parlare duramente ed essere pieni di gelosia nei confronti degli altri, non comprendendo che quell’Âtma è anche in loro.
Incarnazioni dell’Amore!
L’Âtma, presente in voi, è anche negli altri. Nonostante ognuno sperimenti (la gioia) grazie a se stesso, crede di sperimentarla grazie agli altri. Ma questo altro non è che la natura di un cane ignorante!
Un giorno un cane stava freneticamente cercando qualcosa da mangiare. Trovò un osso che si mise a morsicare avidamente. Dopo un po’ una scheggia dell’osso ferì la sua gengiva che si mise a sanguinare. Come fu felice il cane di assaporare il sangue! Pensò: “Dall’osso che sto morsicando sta uscendo del sangue.” No, no, no! Nonostante crediate che il sangue fuoriesca dall’osso, in realtà è il vostro stesso sangue a colare su di esso.
Allo stesso modo, l’uomo di oggi, dimentico della sua Beatitudine interiore, pensa che essa sia disponibile da qualche altra parte, all’esterno. Con questa fede, l’essere umano si sforza esclusivamente di sperimentare una felicità effimera. Questo è un grave errore. Ogni singola cosa nasce da dentro. Sia la sofferenza sia la gioia sono entrambe una vostra illusione.
È detto:
“Il piacere è un intervallo fra due dolori.”
Otteniamo gioia fra due dolori; fra due sofferenze, si sperimenta una gioia. Comunque, sono entrambe dentro di noi e non all’esterno. È come quando un uomo s’inganna vedendo la propria ombra. Non è altro che un’ombra. È la vostra ombra e voi, guardandola, v’ingannate (credendo sia la vera forma). Per questo non aspirate a vedere il vostro vero corpo. Dovremmo invece compiere un’indagine. A questo riguardo, il Vedânta afferma che dovreste cercare voi stessi.
Un giorno un ufficiale dell’ICS (Servizio Civile Indiano) fece un’ispezione in un certo talak (Comune), ma venne messo in guardia dagli abitanti, i quali affermavano che, nella casa dove avrebbe dovuto dormire, c’erano i fantasmi. Essi dissero: “Signore, la vostra pelle è bianca; perciò non li potrete vedere. Può solo vederli chi ha la pelle nera. Comunque, là ci sono i fantasmi.”
“Che cosa succede?” pensò il funzionario. “Stanno tutti dicendo la stessa cosa. C’è davvero un fantasma? Com’è fatto? Vediamo.” Spense la luce, accese una lucina da notte e si addormentò. Nel bel mezzo della notte si svegliò e… poverino! Cominciò ad agitare le gambe sotto le coperte e l’ombra riflessa contro il muro si dimenava essa pure.
“Ecco il fantasma”, pensò l’ignorante. “Deve essere catturato ed eliminato.” Prese la pistola che aveva di fianco e sparò. Ma, alla fine, dall’agitazione, si sparò sul dito, che saltò via. Osservate come, guardando la sua ombra, l’uomo venne ingannato.
Allo stesso modo, l’uomo sta soccombendo ad ogni tipo di sofferenza. Al mondo esistiamo solo noi. Nessun altro. Sono tutti incarnazioni dell’Amore. Non esiste altro oltre a Dio.
La Verità è unica, benché i saggi La chiamino con vari nomi.
Dovremmo aver fede in tale unità, realizzare una simile Divinità, e conseguire la Divinità nella diversità. Solo così le nostre sofferenze, i nostri dolori e le nostre illusioni verranno distrutti.
Incarnazioni dell’Amore!
Potreste pensare: “Qual è la causa di tutto questo?” È tutta una nostra illusione. Dal momento della nascita fino alla morte, vaghiamo in questa terra, amiamo tutte le illusioni del mondo e, attraverso tale amore, le incrementiamo. Tutto ciò non è altro che illusione. Niente di più.
Se soffrite a causa di qualcuno, è una cosa che dipende da voi; se siete felici grazie a qualcun altro, anche questo dipende da voi. Sofferenza e gioia appartengono a voi e non sono causate da qualcuno all’esterno. Dovreste perciò, in qualche modo, diminuire questi miraggi legati al corpo. Dimenticate l’attaccamento ad esso e sviluppate Âtmabhimana (l’attaccamento all’Âtma) . Solo così sorgeranno in voi sentimenti divini.
Incarnazioni dell’Amore!
La vera ed eterna natura dell’Amore è la stessa in ogni essere umano. Mantenetela salda, perché è l’unica cosa che vi conferirà la Pace. Solo l’Amore vi darà coraggio. È quindi sufficiente guadagnare quest’unica cosa: l’Amore. L’Amore è il nostro Dio; Dio è Amore. Vivete, perciò, in quest’Amore. Dovremmo vivere tutta la nostra vita con Amore. Perché soffrite se mantenete in voi questo Amore?
Incarnazioni dell’Amore!
In natura vediamo molte forme, ognuna differente dall’altra. I nomi e le forme sono diverse; lo stato di veglia, di sogno e di sonno profondo sono diversi. Tuttavia, che cosa esiste veramente? Solo l’Uno. Fate in modo di non dimenticare questa unità. Vedendo l’ombra (il riflesso) nell’acqua, la desideriamo e cadiamo nell’inganno. Tutte queste non sono altro che nostre illusioni.
Non serve soffrire a causa di qualcuno; non occorre che stiate male per voi stessi. Siate felici di voi! (Chiedetevi:) “Chi ha donato questo corpo? Sono venuto con esso. Che cosa ottengo per suo tramite? Istruzione? No! Queste sandhyâ(2)? No! Questi divertimenti? No. Queste canzoni? No. Queste parole? No, no! Per che cosa sono venuto? Per scoprire chi sono.” Qualunque cosa decidiamo di fare, perciò, dovremmo sempre domandarci: “Chi sono io? Chi sono io? Chi sono io?” Se lo saprete, vi ricorderete chi siete.
Incarnazioni del sacro Âtma!
In realtà, conoscere una tale verità è molto semplice. Non c’è niente di più facile che scoprire chi veramente siete. Può esser difficile conoscere gli altri, ma conoscere se stessi è davvero semplice. Per farlo, intraprendete la sâdhanâ appropriata.
Ci sono molte malattie nel corpo; il fisico è soggetto a molti problemi. Non dovremmo tuttavia essere scoraggiati da tutte quelle malattie contratte a causa dell'(errata) alimentazione e degli svaghi che ci concediamo.
Senza minimamente prestare alcuna attenzione a tutto ciò… per che cosa siete venuti qui? Siete qui: perché? Per essere istruiti. Siete venuti qui a studiare, ma, invece di cercare ciò per cui siete venuti, state cercando qualcos’altro.
A questo punto, dovreste chiedervi: “Perché siamo qui? Stiamo cercando di realizzare lo scopo?” Solo così possiamo eseguire appieno il compito per il quale siamo venuti. Invece, dimenticando il motivo della nostra presenza in questo luogo, stiamo cercando qualcosa che non esiste.
Nel mondo sono molte le persone che hanno questo genere di preoccupazioni. Si chiedono: “Dove sta andando la mia vita?” Il motivo per cui siamo nati è la crescita. Cresciamo per realizzare; realizziamo per conoscere la Verità. Dovremmo fare il giusto sforzo per conoscere la Verità. Se quello sforzo verrà fatto, comprenderemo tutto. Perciò, realizzate la Verità attraverso l’Amore.

L’interruttore principale
Guardate: ci sono luci che stanno splendendo dappertutto. Le lampadine sembrano di molte forme diverse; tuttavia, in ognuna di esse, passa la stessa corrente. Se questa corrente non ci fosse, queste lampadine non si accenderebbero affatto.
L’Âtma, al nostro interno, è l’interruttore generale. È Lui a raggiungere le orecchie e a renderle capaci di sentire; è Lui a raggiungere gli occhi e a permettere loro di vedere. L’aspetto Chaitanya (la Consapevolezza Divina) presente in ogni corpo, permette ad ognuno di fare esperienze. Tale corrente (Chaitanya) è la base di tutto: è Divinità: è Consapevolezza.

Sfortunatamente noi, oggi, l’abbiamo dimenticata. Non dovremmo dimenticare la Consapevolezza Divina; perché, fintantoché è presente, noi saremo le Sue incarnazioni. Dovremmo fare dunque uno sforzo per comprenderla. Chaitanya non arriva dall’esterno e non va da nessuna parte. Lì (dappertutto) è, e lì rimane.
Sul sentiero spirituale soccombiamo a molti tipi di idee sbagliate. Per colpa di questi dubbi, diventiamo davvero matti. Non sono altro che i dubbi a trasformarci in persone folli. Dovremmo innanzitutto allontanarli, poiché, fintantoché abbiamo dei dubbi, non possiamo vedere la Verità. I dubbi ci fanno diventare così sciocchi!

L’importanza della fede
Incarnazioni dell’Amore!
È importante non avere molti dubbi. A causa della loro presenza, l’uomo sta dimenticando il proprio Sé. La fede è molto importante. Essa dovrebbe essere molto forte. Senza fede diventerete ciechi.
Pur avendo gli occhi, le persone sono diventate cieche,
poiché non vogliono guardare la Tua Forma propizia.
Pur avendo le orecchie, le persone sono diventate sorde,
poiché non sono interessate ad ascoltare la Tua Voce melodiosa.
Hanno dimenticato Dio
e stanno ardentemente desiderando una bassa vita materiale.
Surdas(3) disse: “Quando avevo gli occhi, che cosa desideravo? Ora che non li ho più, che cosa desidero? Desidero Ciò (Dio) che ho visto quando ancora ci vedevo.”
Che abbiate gli occhi o no, ciò che viene visto non è altro che l’Uno. Non fate dei vostri occhi fisici le fondamenta. I vostri due (veri) occhi, infatti, sono: uno, la visione divina e, l’altro, il potere spirituale.
Prima di tutto dovreste riempire con Chaitanya la vostra mente. Quella Luce divina è presente in ogni singola persona. Se tale Luce non ci fosse, nessuna delle luci esteriori esisterebbe. L’Âtma è, quindi, la nostra Luce primaria.
Basandosi su questo, Shankarâchârya girò il mondo (la nazione) divulgando: “Bhaja govindam.” Che cosa succede, invece? Ciò che andrebbe contemplato, non lo è! Perciò: “Bhaja govindam, bhaja govindam”! Pensate a Dio!
A che serve contemplare qualcosa che non è la Divinità? Ciò a cui dovremmo pensare, quindi, è la contemplazione di Dio.
Voi siete Dio. Dio non è separato da voi. Voi e Io siamo Uno. Tuttavia, voi siete incantati dall’illusione che vi fa pensare: “Noi siamo i devoti, separati, e Lui è Dio.” Questo pensiero andrebbe allontanato.

La causa principale delle cattive azioni
Arishadvarga(4), le cattive qualità, sono la causa prima di tante azioni negative compiute dall’uomo. Sia l’uomo sia gli animali le possiedono. Qual’è, allora, la differenza fra voi e le bestie? Gli animali mangiano, dormono e sperimentano l’appetito. Anche per l’uomo è così. Qual’è, dunque, la differenza fra gli uni e gli altri? Nessuna!
Prajñânam brahma
Brahman è la Saggezza Suprema.
Essa è ciò che l’uomo possiede. Quando Prajñâna e Viveka (la discriminazione) sono presenti, non si sperimenterà più alcuna preoccupazione.

Tutto viene e va. Nuvole passeggere. Perché ci dovremmo preoccupare, aggrappandoci esclusivamente a queste nuvole di passaggio? Dovremmo afferrare ciò che è immutabile, ossia il nostro Âtma, la nostra Chaitanya, la nostra Divinità, la nostra Sacralità. Se lo sperimentiamo:
Brahmavid brahmaiva bhavati
Colui che conosce Brahma, diventa Brahma stesso.
Dovremmo vedere il nostro vero Sé. Ieri vi ho detto:
“Tutti gli esseri sono scintille della Mia eterna Realtà.”
Krishna ha detto: “In tutti c’è una parte di Me.” Da dove arrivano, perciò, tutte le preoccupazioni, i dispiaceri, le difficoltà e le ire che si trovano in quella parte divina? Sono qualità animali di cui colmiamo il nostro cuore. I sentimenti bestiali dovrebbero essere mandati via. Abbandonateli!
Rifuggite dalle cattive compagnie. Riempitevi di sacralità, di sentimenti veri ed eterni.
In questo bicchiere c’è dell’acqua. Se in esso si vuole versare del latte, bisogna prima gettare via l’acqua. Quello che voi fate, invece, è versare il latte nell’acqua. In questo modo, sia il latte sia l’acqua diventeranno inutili.
Avete riempito completamente il vostro cuore di sentimenti negativi. Se in cima ad essi vengono posti i buoni sentimenti acquisiti seguendo la retta via, anche i buoni sentimenti si deterioreranno. Così facendo, non otterrete niente.
Allontanate, dunque, il male. Colmatevi di santità. Solo così vi trasformerete in esseri sacri. Quando miriamo a essere sacri, il nostro “recipiente” (tutto il nostro essere – N.d.T.) dovrebbe rimanere puro ed esser tenuto vuoto. Quando si mantiene la sacralità del cuore, in esso si può versare tutto il bene possibile.
Quanto stiamo guadagnando! Quanta ricchezza, quanto cibo! Tuttavia, dove va tutto ciò? A chi lo diamo? A nessuno. Alla fine, a chi lo daremo e chi lo riceverà? Guadagniamo moltissime centinaia di migliaia di rupie al fine di riempirci lo stomaco. Ma riempiamo, forse, lo stomaco (direttamente) con i soldi che guadagniamo? No, no, no, no! Per questo nella vita, che potrebbe svanire da un momento all’altro, soccombiamo a innumerevoli brutte situazioni. Il nostro corpo è effimero. Esso è in tutto e per tutto una bolla nell’acqua.
L a mente è una scimmia pazza.
Non seguite la mente,
non seguite il corpo.
Seguite l’Amore; seguite la Coscienza.
Seguite la vera natura. Questo è ciò che oggi dovremmo imparare dall’istruzione. Acquisite tanta istruzione!
Nonostante si sia studiato così tanto, perché si dovrebbe morire?
Occorrerebbe acquisire quell’istruzione che non muore.
Che cosa otteniamo grazie all’istruzione? Fintantoché si è presenti nel mondo, l’istruzione è la via per riempirsi lo stomaco. Tutto qui. Colui che studia si riempie lo stomaco; colui che mendica si riempie lo stomaco. Riempirsi lo stomaco è, dunque, una cosa grandiosa?
Dovremmo riempire il nostro cuore, non lo stomaco; dovremmo colmare il cuore d’Amore. L’Amore ci darà tutto. Cercate di riempire il cuore. Questa è Compassione. Hridaya (il Cuore) sta a significare la “Compassione” (Dayâ). Hridaya, dunque, è ciò che è colmo di Compassione. Quella Compassione è Amore e dovremmo colmarne il nostro cuore. Qualunque momento a nostra disposizione non dovrebbe esser sprecato, ma utilizzato per sviluppare l’Amore.
L’incremento degli attaccamenti
Ai giorni nostri voi allontanate questo Amore e, percorrendo sentieri profani, alla fine Lo trasformate in nirâshâ (sconforto, disperazione). In verità non esiste alcuna relazione con nessun altro. Chi ha relazione con qualcun altro? Proprio nessuno. Tuttavia voi state incrementando attaccamenti e relazioni.
Prima di sposarvi, chi era vostro marito? Dopo il matrimonio, chi è vostra moglie? Dopo che sarà morto, chi è il vostro coniuge? Queste persone non esistono, se non finché si è in vita. Per questo è detto che, tutte queste relazioni famigliari, non sono altro che nuvole passeggere: arrivano e se ne vanno nel mezzo della vita. Non sono affatto permanenti. Poiché sono solo nuvole passeggere, non c’è bisogno di soffrire per esse.
Di che cosa dovreste preoccuparvi (occuparvi)? Dovreste lottare per la vostra Beatitudine. Dovreste aggrapparvi al vostro Amore e sperimentare che esso è presente anche in tutti gli altri.
Invece, anziché condividere Amore, tutti gli esseri umani, oggi, stanno incrementando l’odio, la gelosia, la collera. A che serve studiare tanto se alla fine non condividiamo l’Amore? Odio, odio, odio, odio! L’odio è un terribile demone. Sfortunatamente è l’unica cosa che stiamo sviluppando, anziché sviluppare la sacra natura dell’Amore.
Se dentro di voi ottenete anche solo un po’ d’Amore, condividetelo con gli altri. Questo è il vostro vero dovere. Adempitelo e realizzate il sentiero divino.

Conoscenza profana e conoscenza spirituale
Studenti!
Nell’istruzione che ricevete ci sono alcune materie di studio, le quali, però, sono (esclusivamente) legate al mondo.
La conoscenza profana è per la felicità in questo mondo;
la conoscenza spirituale è per la felicità nell’aldilà.
La conoscenza spirituale è ciò che dovremmo sviluppare. Solo così sperimenteremo una Beatitudine permanente.
(A questo punto, la registrazione del Discorso sull’audiocassetta si interrompe. Il seguente paragrafo è stato tradotto dal “booklet” distribuito nell’âshram – N.d.T.).
Poco fa avete ascoltato (il discorso di) Rasgotra, il quale ha esposto alcune idee davvero valide. I suoi successi accademici sono impareggiabili; grazie ad essi, ha guadagnato posizioni di risalto. Egli possiede tutto ciò che si può desiderare. Perché, allora, viene qui? Per sperimentare l’Amore di Swami: “Voglio Amore, voglio Amore, voglio Amore!”

(La registrazione sull’audiocassetta riprende – N.d.T.).
Le persone scoprono che Io ho ciò che a loro manca. In verità, se in voi ci fosse Amore, perché verreste qui? Non verreste affatto! Invece non l’avete: per questo siete qui. Dovremmo ottenere ciò che ci manca. Che cosa facciamo con ciò che abbiamo? Non lo utilizziamo. Dovremmo, quindi, guadagnare ciò che non possediamo.
“Voglio Verità, Amore, Pace”Non c’è Pace. Tutti voi sapete che, in Gujarat, viveva un uomo di nome Patel. Egli era un ardente devoto e un grande uomo d’affari. Visse a lungo all’estero e mise da parte un’enorme fortuna.
Un giorno un suo amico occidentale disse: “Caro Patel, voglio venire a trovarti.”
“Senz’altro”, gli aveva risposto Pate.l
Quando l’amico arrivò, Patel stava pregando nella stanza della preghiera. Poiché stava eseguendo un elaborato rituale, per lungo tempo non uscì dalla stanza. L’amico attese, attese, e, alla fine, s’irritò.
Quando, a preghiera finita, Patel uscì, l’amico gli fece notare: “Che cosa fai, Patel? Per che cosa compi rituali? Hai tutta la ricchezza di cui necessiti: perciò non preghi per avere denaro. Hai tutta la felicità e le comodità che si possono desiderare: perciò, non preghi per esse. Perché, dunque, compi tutti questi lunghi rituali?”
Patel scoppiò a ridere apertamente: “Amico mio, non sto assolutamente pregando per cose legate a questo mondo. Non desidero (ulteriore) ricchezza, non voglio (altri) agi; non ho bisogno di niente. Però, Dio possiede ciò che io non ho. Per questo Lo prego: voglio Verità, voglio Amore, voglio Pace. Dio possiede Verità, Amore, Pace e non li dona a nessuno. Li tiene per Sé. Per questo Lo prego: per ottenere questi tre Valori divini.”

Cercare di ottenere Amore e Pace
Avete visto? Dovremmo tentare di pregare per ottenere ciò che non abbiamo. Che cosa ci manca, adesso? La Pace. Dovreste desiderarla. Se desiderate ciò che già avete, a che serve pregare? Non serve. Se invece vi guadagnate quei Valori – Verità, Amore e Pace – li avrete.
Sono solo due le cose in possesso di Dio che a voi mancano: Amore e Pace. Se otterremo questi due Valori, attraverso di essi avremo la Verità. Solo questi due, perciò, sono necessari. Grazie ad essi possiamo conseguire qualunque altra cosa.
Con lo stesso zucchero si possono preparare un gran numero di dolci. Noi li chiamiamo: godama, halva, bâdam, khîr, gulab jamun (dolci indiani – N.d.T.). I nomi indicano le varietà, ma la dolcezza è una.
Dio è Amore. Se otteniamo l’Amore, grazie ad esso possiamo ”preparare” un gran numero di cose; possiamo ottenere ogni agio e sperimentare tantissima Pace. Perciò, bangaru (tesori), guadagnatevi l’Amore!
Prashânti Nilayam, 10 Ottobre 2002

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
09
2017
-

DEVOZIONE: LA DIVINA FOLLIA

received_m_mid_1397637273196_11454ff272e87dd933_0
Cari Amici, oggi riporto alcune parole di Sai Baba sulla devozione, che per alcune persone è ritenuta follia.
Ho già scritto diversi articoli sull’alchimia della devozione che ci porta a ridiventare consapevoli di essere Uno con L’Amato. Ora ascoltiamo direttamente le parole dell’Eterno Amato che, di era in era, torna in un corpo umano per aiutare tutti noi a ricordarci la nostra Vera Divina Natura.

“All’uomo mondano, una persona inebriata di Dio apparirà folle e degna di scherno, ma a sua volta il mondano apparirà insano, pazzo, sviato e cieco all’uomo ebbro di Dio. Tra tutte le infermità che travagliano l’uomo, la pazzia di Dio è la meno dannosa, la più benefica. Il mondo ha sofferto danni incalcolabili per colpa di governanti e guide insane, mentre da chi è pazzo di Dio non è mai derivato altro che armonia, pace fratellanza, e amore.”

“Negli ospedali specializzati troverete anche uno strano tipo di follia e colui che ne è afflitto resta quietamente seduto nel suo angolino, senza guardare in faccia gli altri. I medici sono loro grati, perché non creano nessun problema. Forse la loro malattia è dovuta ad una profonda malinconia, o forse sono degli Jnani, dei realizzati. Infatti l’uomo che è legato a Dio si comporta esattamente a quel modo, ed è il solo ad essere sano in questo ospedale pieno di malati che è il mondo!”

“Oggi ci sono ancora devoti perfetti come Jayadeva e Chaitanya, ma i più celano dentro di sé la loro devozione. Talora essa fa capolino, e allora la gente li prende per matti. Swami ne ha incontrati, ma non li chiama per un colloquio. E’ gente che vive piena di gioia. Anni fa ne incontrai una; era una rani, una regina, e non era il caso di chiamarla a colloquio.”

“Qualcuno ha cantato che io provoco le lacrime e le asciugo. Sì, io colmo i vostri occhi di lacrime di gioia e asciugo quelle di dolore. Di me si dice che faccio impazzire la gente e curo la pazzia. E’ vero: io la rendo pazza di Dio e della disciplina necessaria a realizzarlo, e curo la pazzia che fa correre con frenesia gli uomini alla ricerca di piaceri temporanei, rendendoli schiavi dei capricci della gioia e del dolore.”

“Amore, Amore Amore! Prema, Prema, Prema! Io amo e vi chiedo di amare. La mia più grande ricchezza è l’amore. La gente continua a descrivere i miei miracoli nei termini di “Questo è grande! Quest’altro è grande!”. Ma nessuno di tali miracoli è grande: il mio amore, in verità, è il miracolo più grande. Tutti dovrebbero condividere questo amore, partecipare di questo amore. Solo allora questi due amori si fondono insieme e divengono un unico Divino Amore”.

“Fate che il seme cresca, che l’amore sgorghi, che l’amore, il mio amore, guarisca il cuore degli uomini e salvi il mondo dalla morte e dalla distruzione. E’ solo attraverso l’amore e la conoscenza che il mondo si può salvare, e voi, voi tutti, siete miei strumenti.”

(Parole di Sathya Sai Baba tratte dal libro: “Al di là della mente”, di Paola Stefanini – Edizioni Milesi – Pagg. 104/106, 159)
Che possiamo essere, tutti, i Suoi Divini Strumenti d’Amore, sempre!
Om Sri Sathya Sai Krisnaya Namah

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Mar
08
2017
-

MESSAGGIO: NON TRADITE PIÙ VOI STESSI ED IL RESTO DEL CREATO RACCONTANDO BUGIE

b5gpdl
Buongiorno miei cari amici!
Il messaggio che ho ricevuto oggi parla dell’abitudine, che nolti hanno, di raccontare bugie e del perchè lo fanno.
Vi abbraccio tutti con amore!

la Verità è ciò che non muta col tempo e nello spazio. La Verità è quindi l’Uno, il Substrato di ogni cosa.
Ma esiste anche una verità nel sogno dell’Illusione che state vivendo qui sulla Terra: è la vostra verità, è ciò che sperimentate, vedete assaggiate, provate, ascoltate; è ciò che fate, pensate, dite… questa è la verità relativa a voi.

Quando una persona è abituata a mentire, dentro si disgrega. Il pensiero va da una parte, la parola dall’altra; e le azioni? Quale dei due seguono?
Un vero uomo è colui che è in armonia in pensieri parole ed opere; è colui che rimane integro nella sua verità e quindi può essere d’aiuto al mondo.
Voi mandate messaggi a tutto l’Universo con i vostri pensieri e le vostre parole; quando queste ultime non sono in armonia con ciò che realmente pensate mandate messaggi contraddittori, caotici, che creano ancor più caos nel mondo.

Miei Cari Figli, imparate a dire sempre la verità; imparate a non sconquassarvi, a non spezzarvi dentro con versioni diverse che assumete e comunicate su ciò che accade e provate.
Sappiate che tutti siete radio rice-trasmittenti; tutti siete emanatori e raccoglitori di informazioni e pensieri; per questo, in base al luogo che frequentate, anche i vostri pensieri cambiano; passano nella mente “nuvole” strane, diverse, anche nere, ma che non vi appartengono. Allontanatevi da luoghi e persone che emanano continuamente brutti pensieri e brutte vibrazioni! Finché non sarete forti come una grande quercia, state attenti ai venti che spirano attorno a voi!

Avete mai pensato com’ è bello essere sempre se stessi, trasparenti , senza aver qualcosa da dover nascondere? E perché voi nascondete alcune parti di voi? Avete paura di non essere accolti, di essere rifiutati, sgridati, allontanati, denigrati?
Allora imparate a seguire la Mia voce che sempre vi guida dall’interno! Imparate, nel silenzio, a mettervi in contatto con Me. Io vi sussurrerò il vostro Grande Valore; Io vi indicherò la strada; sempre lo faccio, ma voi, troppo spesso, non mi sentite.
Avete paura di non piacere perché per primi non vi piacete. Ma cos’è che non vi piace di voi? Il vostro carattere, le vostre debolezze? Sappiate, Miei Adorati, che siete perfetti, pur nelle vostre piccole manie, paure, ansie e debolezze. Voi siete Me: L’Indivisibile Supremo Assoluto che ha voluto esprimersi in miriadi di forme e di parti di cui siete gli attori. Voi siete l’Uno che ha voluto sperimentarsi negli opposti che caratterizzano questa dimensione.

Imparate ad apprezzare il Divino che voi siete! Imparate a vedere oltre la scorza amara che vi ricopre! Voi siete meravigliosi oltre ogni dire, ma non lo sapere ancora e volete nascondervi, a voi stessi ed al mondo, che ritenete esterno a voi, mettendovi maschere diverse in base alle circostanze.
Com’è pesante vivere così, vero? Allora decidete di essere sempre voi stessi, veri e trasparenti! Abbiate il coraggio di mostrare tutto di voi! E se qualche vostra dannosa abitudine non vi piace, sappiate che avete la forza per cambiarla, abbandonarla.

Se vi ricorderete ad ogni respiro che siete Dio che è sceso in un corpo umano per sperimentarsi, e che ritornerà alla Sua piena consapevolezza, una volta che il gioco della separazione finirà, allora vivrete sempre all’altezza della vostra vera Natura, che è Divina.
Amatevi e non dovrete elemosinare amore! Apprezzatevi e non dovrete elemosinare apprezzamenti! Accettatevi e non dovrete mentire o fare chissà che per essere accettati!
Questo è il motivo delle bugie che raccontate a voi ed al mondo: il non amore di voi e la paura di perdere qualcosa o qualcuno.
Voi siete pieni e totali nella vostra Divinità; ricordatevelo sempre, Miei Adorati Figli!
Non tradite più voi stessi ed il resto del creato raccontando bugie, non vi si addicono più! Siate meravigliosamente voi stessi, Sempre!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Jan
13
2017
2

LIBRO : MESSAGGI DAL DIVINO SE’ – SCARICABILE GRATUITAMENTE

20170106_135001 (1)
Carissimi amici,
questo sito internet è nato nel 2014; l’ho chiamato “Ama e guarisci” perché la medicina universale di ogni male è proprio l’Amore: verso noi stessi, verso ogni creatura, verso ogni manifestazione di Dio.

Da allora ho scritto molti articoli che riguardano la spiritualità e la salute e che nascono dalla mia esperienza di vita e dagli insegnamenti ricevuti dal mio Adorato Maestro Spirituale: Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Egli mi ha restituito alla la vita , fisica e spirituale, dopo una lunga malattia. Con gli insegnamenti del Maestro ed il Suo Infinito Amore, ho potuto uscire dalle sabbie mobili che mi tenevano imprigionata in una situazione di difficile sopravvivenza. Sono infinitamente grata all’Avatar della nostra era! Sono infinitamente innamorata del Suo Amore!

Nel luglio 1998 ebbi con Sai Baba un colloquio privato; in quell’occasione Egli mi diede un compito. Con il braccio teso, il dito indice puntato verso di me ed una voce imperativa, il Maestro mi disse: “ Sei una scrittrice!”
Da allora non ho mai smesso di scrivere, anche perché mi viene molto spontaneo e naturale, fin da quando ero bambina e riempivo tanti fogli con le mie poesie.

Ho pubblicato due libri: “Il mio risveglio – Una storia vera con Sai Baba” (Edizioni Montedit), che racconta la mia esperienza di vita e l’incontro con il Maestro di Verità; e “Il Piccolo Sai Baba”, che parla dell’infanzia e della giovinezza dell’Avatar (Mother Sai Publications).
Vi ricordo che potete scaricare gratuitamente anche il primo libro (Il Mio Risveglio – Una storia Vera con Sai Baba), digitando su google: “amaeguarisci potete scaricare gratis il mio libro”. Non si può fare la stessa cosa con il libro “Il Piccolo Sai Baba”, perché ho lasciato i diritti d’autore alla Casa Editrice.

Ho condiviso tutti gli articoli pubblicati su questo sito, anche sulla pagina facebook che ha lo stesso nome.

A Gennaio del 2016 successe una cosa per me insolita: mentre stavo componendo un articolo, incominciai a scrivere con una velocità incredibile e su un argomento diverso da quello che avevo scelto. Sentivo emergere parole che giungevano alla mia coscienza con una fluidità sorprendente. Non era, non poteva essere la mia mente ordinaria a dettarmi quelle parole; non le sceglievo, non le correggevo, cancellavo od aggiungevo. Le parole arrivavano velocissime, da una Parte Profonda di me; alla fine correggevo solo gli errori ortografici o di battitura.

Iniziai così a ricevere molti messaggi. Da Chi? Dal mio Maestro? Da quale parte di me? Dal mio inconscio, dal Superconscio, dal mio Divino Sé?
Secondo la filosofia Adwaita insegnata nei Veda, esiste solo l’Uno che ha preso forme diverse. Sai Baba, infatti, diceva: “Io sono voi, voi siete me. Fra noi non c’è separazione. Io sono il vostro Sé che ha fatto un salto fuori dal vostro cuore, perché voi possiate parlarci”.
Ma Egli ha anche detto: “Io sono Dio. Anche tu sei Dio; la differenza fra me e te, è che Io ne sono completamente consapevole, tu ancora no.”
Ed ecco ancora le Sue parole: “Io non sono Sathya Sai Baba, quello non è che un nome col quale mi designate oggi. Io sono quell’unico Dio che risponde alle preghiere che scaturiscono dal cuore umano, in ogni lingua, da tutte le terre, qualunque sia la forma della Divinità invocata.”
“Io appartengo a tutti coloro che hanno bisogno di Me. Io sono Rama, Io sono Krisna e i miei fedeli sono in diverse parti del mondo. I popoli mi pregano in diverse lingue. Io sono venuto per tutti: santi e peccatori, ricchi e poveri, ignoranti e saggi.”
“Lo stesso Principio Divino che i ricercatori si sforzano di visualizzare in anni ed anni di ascetismo e di rinuncia è davanti a voi, qui ed ora. Rendetevi conto della buona sorte che avete avuto.”

Da chi, quindi, arrivano questi messaggi? Dal mio Divino Sé, che è Sai Baba, che è Krisna, che è Gesù, che è Rama, che è tutti i nomi…che è il Tutto. Chiamo, quindi, questi messaggi: “ Messaggi dal Divino Sé”; anche perché non voglio che si crei confusione fra le parole che Sai Baba pronunciò con il Suo corpo fisico, quando camminava fra noi e conversava con noi, con quelle che ispira, come voce interiore, a molti devoti in tutto il mondo.

In questo libro ho raggruppato tutti i messaggi che ho ricevuto, in questo modo, durante l’anno 2016.
Potete leggere i nuovi messaggi sempre su questo sito.

Che l’Amore, la Luce e la Gioia colmino sempre i nostri cuori!
Siete sempre nel mio abbraccio!

Potete scaricare il libro cliccando qui sotto.

MESSAGGI DAL DIVINO SE’

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Jan
12
2017
-

SUPERARE LA SOFFERENZA

AQUILA NEL CIELO BLU
Cari amici, oggi condivido con voi alcune riflessioni sulla sofferenza.
Certamente il dolore è una scuola per noi; la voglia di superarlo ci mette in condizioni di fare autoanalisi, di risvegliare la discriminazione e l’intelligenza per trovare una via d’uscita al dolore. Yogananda diceva : “Una vita senza problemi è una vita inutile”, proprio perché i problemi sono la molla che ci spingono a migliorare, a ritrovare all’interno il contatto col nostro Divino Sé. Questo succede quando la soglia della sofferenza è diventata troppo alta, allora scatta in noi un ricordo atavico che ci permette di riscoprire il nostro Tesoro Interiore, al quale attingere per superare le dure prove. Scopriamo , in certi momenti critici, di avere una forza sorprendente, che non immaginavamo di avere. Questo ci dà più fiducia in noi, più autostima; per questo, dopo ogni prova della vita, ci ritroviamo più forti, più saldi, e meno vulnerabili. Ma quante prove dobbiamo prima superare per arrivare a questo livello? E quante ne abbiamo già avute nelle vite passate, o in questa stessa vita? Solo Dio lo sa, ma con i suggerimenti delle Incarnazioni Divine possiamo sicuramente aver meno bisogno di prove per imparare, per ricordare.
Il dolore non va cercato come espiazione dei peccati. Il nostro retaggio religioso ci ha portati a pensare anche questo: “Mi autopunisco da solo per non sentirmi in colpa di ciò che ho fatto di male in passato”.
Molte persone fanno questo a livello inconscio: si sentono indegni peccatori ed allora boicottano tutte le esperienze che possano dare gioia e soddisfazione.
Sai Baba ci diceva: “Il passato è passato, lasciatelo andare!” Egli ci ricordava che noi non siamo ciò che abbiamo fatto, detto e pensato: noi siamo “Essere, Coscienza e Beatitudine”, siamo l’Indivisibile Supremo Assoluto che, nell’oblio di Se Stesso, sperimenta buio e luce , ciò che chiamiamo male e ciò che chiamiamo bene. Quando riscopriamo e ricordiamo la nostra Divinità ed agiamo di conseguenza, non facciamo più gli errori del passato. La stoffa bianca, che rappresenta la nostra coscienza, anche se in passato è stata sporcata, può sempre essere lavata e tornare al suo candore originario: questo è il senso della redenzione; e Sai Baba aggiungeva: “Sentitevi puri, e d agirete con purezza”.
Cari amici, ogni volta che soffriamo , soffre anche il mondo intorno a noi. Siamo tutti radio rice-trasmittenti: sentiamo l’ansia, la paura, la sofferenza, la rabbia, ed anche l’amore la gioia, la gratitudine e la pace di chi ci sta intorno. Ecco perché con certe persone sentiamo benessere, e con altre sentiamo malessere, solo stando loro accanto . E’ quindi un diritto, ma anche un dono per gli altri, riuscire ad uscire al più presto dal pozzo della sofferenza. Con quale “Fune” riusciamo ad uscire dal pozzo? E come fare per evitare , in futuro, la stessa sofferenza?
La sofferenza, se mantenuta in noi, diventa un’entità forte che vuole continuare a vivere, e si alimenta di sempre nuova sofferenza, che attiriamo inconsciamente. Qualcuno può obiettare: “ Ma se sono malato, come posso non essere nella sofferenza?” Amici cari, per esperienza diretta vi posso dire che si può essere felici, pur nella sofferenza fisica, riuscendo ad elevare la coscienza oltre il corpo fisico, non identificandoci con questo. Sai Baba mi ha insegnato molto su questo argomento, sono infinitamente grata a Lui!
Carissimi, vorrei ricordare a noi tutti che c’è un errore basilare che spesso facciamo e che ci procura , inevitabilmente, sofferenza: pensare ed aspettarci che altre persone ci portino la gioia; pensare ed aspettarci che altre persone riempiano i nostri vuoti interiori; pensare che la nostra felicità debba dipendere da qualcun altro o da un evento futuro. Questo modo errato di pensare è lo stesso del neonato che trova nella madre tutto il suo sostentamento, ma ci sono adulti che affettivamente rimangono sempre neonati e non vogliono trovare in se stessi tutto ciò che prima trovavano nella madre.
Cari fratelli, avremo sempre delusioni con questo modo di pensare! Qualunque madre si stanca di allattare una vita intera un adulto neonato! E, se lo facesse, sarebbe un male per se stessa e per colui che non crescerebbe mai.
Tutti i maestri spirituali ci hanno ricordato che la felicità , la Fonte di ogni gioia, è dentro di noi: é solo ricoperta da uno strato di polvere; tocca a noi riportarla alla luce.
Ricordiamoci che tutti noi siamo esseri Divini, scesi in un corpo umano per sperimentare . Ricordiamo a noi stessi che siamo molto più di quello che la società , fatta da coloro che vogliono soggiogarci, ci ha voluto far credere. Ci hanno tenuti chiusi in un recinto di un pollaio, facendoci credere che non potessimo volare. Non è così, miei cari! E sono proprio le batoste, le sfide della vita, i dolori acuti che ci costringono a sbattere forte le ali, finché ci accorgiamo che possiamo elevarci al di sopra del recinto del dolore, che possiamo davvero superarlo ed andare oltre!
Non lasciamoci più ingabbiare da certe istituzioni politiche, economiche e religiose, che possono continuare a vivere solo se siamo addormentati, all’oscuro della nostra Vera Natura. Siamo aquile destinate agli alti cieli, ma ci hanno inculcato , fin da piccoli, che siamo polli da recinto. Non lasciamoci più frenare e limitare: decidiamo di volare alto, di esprimere la nostra Magnificenza!
Quindi, la causa prima del dolore e l’ignoranza di noi stessi; è l’ignorare che ciò che cerchiamo all’esterno è già dentro di noi. E come fare a sperimentare questa verità? La fune che ci tira fuori dal “pozzo” è proprio il ricordarci Chi siamo; e tutte le Incarnazioni Divine sono scese proprio per aiutarci in questo compito.
Rama, Krisna, Budda, Gesù, Sai Baba e tanti altri, sono scesi per insegnare all’umanità come uscire dal “pollaio”, come abbattere muri,come elevarci al disopra delle nuvole nere dei temporali, senza quindi , subirne la furia distruttrice.
Tutti gli esercizi spirituali che tutti gli Avatar, i Mistici ed i Santi ci hanno suggerito servono a togliere quel fitto strato di polvere che ricopre la luce e la voce del Divino Sé in noi. Tutti i suggerimenti, gli insegnamenti etici e metafisici, sono proprio per ricordarci e sperimentare nuovamente che siamo tutti esseri Divini, che siamo tutte forme diverse dell’Unico Dio che si è diviso nei molti. Non abbiamo bisogno di altri uomini, di intermediari, fra Noi e Dio, perché Dio è in ognuno di noi.
Fra tutti gli esercizi spirituali, il Namasmarana (la ripetizione del Nome di Dio) è il più immediato, semplice ed efficace. Sai Baba ci ha sempre suggerito questa pratica, ricordandoci che in questa nostra era il Namasmarana è l’esercizio più semplice per placare la mente, fissandola sulla forma Divina a noi più cara. Pensando sempre a Dio, si risvegliano in noi le qualità Divine che sonnecchiano ancora. Per avere maggiori dettagli e spiegazioni, potete leggere due miei vecchi articoli, sempre su “amaeguarisci”; questi sono i titoli degli articoli: “Sai Baba parla della ripetizione del nome di Dio” , “Il Nome di Dio ci renderà liberi”.
Carissimi, parlare di come uscire dalla sofferenza, non basterebbe un libro intero; per questo vi esorto a voler sinceramente conoscere i suggerimenti di Coloro, gli Avatar, che ci hanno dimostrato di essere liberi dai legacci terreni, e che quindi sono i soli che ci possono aiutare a liberarci anche dal dolore. Amiamo e seguiamo Dio nella forma a noi più cara, finché Quella Forma sarà percepita come noi stessi! Nell’alchimia della devozione, Amante ed Amato diventano Uno. La devozione dilata così tanto il nostro amore da renderlo come un fiume in piena , capace di rimuovere tutti gli ostacoli e superare ogni sofferenza.
Quando Amante ed Amato diventano consapevolmente Uno (anche se sono sempre stati Uno), l’adorazione di una forma Divina non serve più; in quel momento diventeremo consapevoli di aver sempre adorato Noi Stessi, quell’IO SONO che è ovunque, e percepiremo la Voce Divina in noi, forte e chiara.
Abbraccio ognuno tutti voi, che siete forme diverse di me stessa!

Written by amaeguarisci in: Articoli |

Theme: TheBuckmaker.com Best WordPress Themes