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Dec
22
2015
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SAI BABA CI AIUTA IN MILLE MODI DIVERSI

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Cari amici, racconto un episodio riportato dal Prof. Anil Kumar, l’uomo che per decenni ha avuto da Sai Baba il compito di tradurre i Suoi discorsi pubblici dal telegu all’inglese.
Ecco le sue parole:
“C’era una volta un anziano signore che viveva con la famiglia in un villaggio di campagna. Una sera,come al solito, cenarono insieme e dopo andarono a dormire, ma la mattina seguente l’uomo era sparito. Lo cercarono ovunque, ma non lo trovarono, fino a quando la nuora scoprì che era dentro al pozzo. Fortunatamente non era annegato, ma era sospeso nel vuoto. In quel momento passarono di là due polizziotti e udirono le sue grida di aiuto e riuscirono a salvarlo. Gli chiesero come fosse caduto lì dentro. L’uomo raccontò che, non riuscendo a dormire per i pensieri che aveva, nelle prime ore della notte aveva deciso di uscire a fare due passi e , inciampando, era caduto nel pozzo.
Per la festa di Dasara tutta la famiglia si recò a Puttaparthi (il villaggio di Sai Baba): il Bhagavan si avvicinò all’anziano che era caduto nel pozzo e gli diase: “Nonostante la tua età, sei ancora molto pesante. Ho dovuto reggerti per un paio d’ore dentro a quel pozzo, finché non sono arrivari quei poliziotti. D’ora in poi mangia meno”.

Tratto da:”Insegnamenti pratici e universali di Sathya Sai Baba” di Anil Kumar – Edizioni Milesi, pagg.43/44.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Dec
18
2015
2

GLI ANGELI TERRENI

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Cari Amici,
Ci sono persone meravigliose al mondo; sono un esercito silenzioso di operatori della Luce. Sono scesi per aiutare il Pianeta Terra e tutti i suoi abitanti. Sono tanti, più di quello che immaginiamo; sono fra noi, sono molti di noi, ma molto spesso non si ricordano perché si sono incarnati in questo periodo storico.
Questo è un momento cruciale per la Terra: sta cambiando la sua vibrazione, si sta evolvendo, e con lei, tutte le creature che vi abitano.
Molti di noi hanno chiesto di scendere proprio per vivere questo momento storico, che porterà gloria e gioia alla Terra.
Il passaggio evolutivo è sempre difficile; molte immondizie emotive, shocks e traumi passati, vengono a galla per poterli trasformare e sublimare; le paure che ci portiamo di vita in vita sono ancora più accentuate, proprio per vederle e risolverle. Non è facile, certamente, ma l’esercito di angeli terreni e celesti ci sta aiutando. C’è chi prega per noi tutti; c’è chi ogni giorno ci immagina tutti avvolti nella luce e ci visualizza felici e gioiosi; c’è chi chiede a Dio di aiutarci tutti, perché la consapevolezza di essere tutti Uno, che hanno questi operatori di Luce, li porta a volere solo il nostro bene, perché il nostro bene è il loro bene; e loro ne sono pienamente consapevoli.
Amici cari, non sentiamoci soli e abbandonati mai! Quante anime meravigliose ogni giorno ci mandano amore e tifano per noi! Li possiamo sentire quando un mal di testa all’improvviso se ne va; quando arriva un aiuto inaspettato; quando una certa situazione si risolve; quando, anche se la situazione esterna non è cambiata, in noi sentiamo una certa pace e una certa gioia. E’ il loro amore che ci arriva a lenire, a trasformare, ad aiutare. Amiamo questo esercito di Luce! Uniamoci a loro! Mandiamo, a nostra volta, tutto l’amore che abbiamo a tutto il Pianeta e ai suoi abitanti! Allora l’Amore e la Grazia di Dio ci copriranno come un caldo mantello che ci protegge, che ci riscalda e che sempre più ci permette di essere emittenti di Puro Amore.
Ecco, il mio augurio di Natale: che possiamo tutti far parte di questo meraviglioso esercito di Pura Luce e Puro Amore!
Siete tutti nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Dec
10
2015
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SAI BABA CI PARLA: LA GIOIA DELL’ACCONTENTARSI

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Cari amici, oggi riporto alcune parole di Sai Baba sulla gioia dell’accontentarsi, sul potere della meditazione e della ripetizione del Nome di Dio.
Fin da Bambino, l’Avatar della nostra era ci ha insegnato concetti, anche molto semplici, ai quali spesso non diamo la dovuta attenzione; eppure in queste semplici esortazioni si cela il segreto della realizzazione del Sé, della liberazione dal ciclo del samsara (nascita e morte). Nei Suoi insegnamenti si cela il segreto della pura gioia, che rimane imperturbabile, perché è oltre i sensi.
Vi lascio alle Sue parole. Siete tutti nel mio abbraccio!
“Dovete sapervi accontentare in qualsiasi situazione, buona o avversa. E’ indispensabile. L’accontentarsi è garanzia di felicità e l’accresce. Per una mente contenta la vita è un’interminabile festa, mentre una mente afflitta dal desiderio non conoscerà riposo. E’ impossibile concentrarsi quando si è turbati dal desiderio; esso è un fuoco che arde nel vostro involucro strutturale e vi ridurrà in cenere. Accontentarsi è il farmaco più efficace per estinguere il desiderio. Come un bagno nelle fresche acque di un torrente ristora il viaggiatore esausto e madido di sudore in una torrida giornata, così chi soffre delle ardenti fiamme della bramosia sarà rinfrescato dalla chiara e limpida acqua del contentamento.
Il sentiero della realizzazione è l’unico desiderio che si dovrebbe avere. Non bisogna dedicare la propria vita a spregevoli desideri mondani. Dedicatevi tutti al Signore: quella è genuina letizia; è il risultato dell’acquisizione della pace mentale, della gioia e del discernimento. A quel punto sarà possibile anche la visualizzazione del Signore.
I soli mezzi per ottenere tutto questo sono la memoria del Nome di Dio (Namasmarana) e la meditazione. Soltanto esse possono dare quel potere; in nessun altro luogo potete avere quelle virtù; in nessun altro modo le avrete. La gioia più di tutte, se ne siete dotati, vi darà accesso alle altre due. Nulla risulta essere più proficuo dell’accontentarsi; è un tesoro più copioso dei tre mondi. La persona che s’accontenta è in grado di sperimentare l’ineffabile Gloria Divina; sarebbe più felice di chi possedesse la vacca della Prosperità o l’Albero dei Desideri. Una tale persona può penetrare negli intimi recessi del proprio spirito per ricavarne beatitudine. Non datevi pena per i piaceri fisici, accantonando l’intramontabile piacere della calma interiore e la gioia più duratura dell’accontentarsi.”
“ Per questa disciplina spirituale (la meditazione) dovete coltivare la virtù dell’essere sempre gioiosi. Abbiate sempre un volto sorridente; ciò vi conferirà una buona caratteristica e la gente inoltre vi amerà di più. Così facendo pure il Signore proverà gioia al vedervi. Perciò praticate la meditazione con innocenza, purezza ed umiltà. Allora potrete ottenere senza fallo qualsiasi cosa sia oggetto del vostro sforzo, in qualunque situazione vi troviate, non perdete mai il controllo di voi stessi; di fronte a qualsiasi circostanza imprevista non perdetevi d’animo.
Abbiate rispetto per tutti, a qualunque stato sociale appartenga, così si svilupperà in voi la qualità dell’amore universale . Di conseguenza la meditazione procederà senza intoppi.
La meditazione è l’unico rimedio per la cura delle malattie, senza bisogno di ricorrere alla medicina. Aumenterà anche la capacità di discernere e di analizzare; con questo, la malattia, per quanto grave, può essere vinta.
“Non siate attaccati ad un corpo che nel tempo svanisce; servitevene come fosse un attrezzo. Consideratevi separati dal corpo distruttibile, formatosi a causa della congiunzione dei cinque elementi. Abbiate di voi stessi la cognizione di essere l’indistruttibile Atma. Come la casa in cui abitate è separata da voi, così è il corpo, che vi avvolge per un breve tempo, anch’esso separatamente da voi. Il corpo è alla radice di tutto il dolore, di tutte le sventure, di ogni schiavitù. Capite bene questa cosa: SOGGIOGATE IL CORPO AL VOSTRO VOLERE; non piegatevi mai ad esso, né assecondate mai i suoi capricci. Siate pronti a gettarlo via; siate decisi nel controllarlo e mantenetelo sotto un controllo severo. Dovete trattare il corpo con cura ed addestrarlo con estrema attenzione.
Sebbene tutto ciò che si è detto sopra fosse riferito al Sé, ci sono attività che devono essere intraprese da ciascuno. In che modo utilizzare il corpo come uno strumento, ad esempio come un’imbarcazione per attraversare il fiume della vita? Finché non si raggiunge l’altra riva, ossia per dirla con altre parole, finché non si raggiunge la Verità Ultima, dovete aver cura che la barca non subisca danni, né avarie, né abbia falle. Non lasciatela cadere a pezzi; state all’erta, tenete a bada i segnali. Vale a dire che non bisognerebbe rinunciare ad alimentarsi con del cibo satvico, in quantità moderata, di buona qualità e nei giusti orari. E a dedicarsi ad attività di discipline fisiche.
Queste ultime, quando orientate a finalità spirituali, si trasformano nella disciplina necessaria ad un’autentica ascesi. E’ ciò che si intende quando si parla di meditazione, ricordo del Nome, preghiera e canto. Nel momento in cui praticate la disciplina, come del resto anche dopo, dovete essere gioiosi, non cupi. Non dimenticatevi che non dovrete mai sentire della stanchezza, né essere esitanti. Se però l’aspirante si dovesse sentire stanco, allora, al termine della meditazione giornaliera, può mangiare alcune arachidi oppure dei semi di mandorla tenuti in ammollo nell’acqua. Rinfrescheranno il corpo e gli daranno nuova forza.
Quindi, ciascun uomo, attraverso la disciplina meditativa, deve sviluppare la virtù dell’accontentarsi. Sapersi accontentare è una qualità satvica (pura); essa non vi trasformerà in un essere pigro. Assolutamente no! Al contrario farà sì che la mente compia il suo viaggio nella direzione del Signore e vi assicurerà pace. Sarà anche di ostacolo alle attività superflue che hanno come obiettivo principale quello di ricavare dei profitti personali. Chi s’accontenta è una persona completamente satvica: vive una vita di interiorità, in comunione con lo Spirito; può compiere qualsiasi lavoro senza fermarsi a riposare e senza lagnarsi. Le ondate dei pensieri, che oscillano in molte direzioni, hanno un solo obiettivo.
I saggi, i monaci e gli yoghi del passato realizzarono il fine della vita per mezzo della pace che giunse loro dal sapersi accontentare. Tale atteggiamento dona a tutti gli aspiranti alla spiritualità l’entusiasmo e il vigore necessari al percorso del sentiero che conduce alla realizzazione del Sé. Il discepolo che s’accontenta è capace di fingere di non vedere i pericoli e le difficoltà di quel cammino. Egli considera veleno tutte le cose che in questa vita non hanno durata, e le scarta come rifiuti. Con l’accontentarsi, il discernimento e la rinuncia, si sviluppa lo spirito di ricerca. Un esempio di ciò è riscontrabile nella storia di Mira (una santa indiana). Comprendete bene le storie di Radha (Gopi innamorata di Krisna), Jayadeva e Gauranga (santi indiani); vi insegneranno la verità.”
Tratto da: “ La Via della Meditazione – Dhyana Vahini” – Mother Sai Publications, pagg.76/81

Written by amaeguarisci in: Articoli |
Dec
02
2015
1

PREPARARCI AL NATALE

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Cari amici, cosa vuol dire per noi Natale? Cosa rappresenta, cosa ci aspettiamo dal Natale?
La maggior parte della gente vede la festa del Natale come un momento in cui le famiglie si riuniscono a mangiare e a scambiarsi i doni. Senz’altro è una cosa bella, un momento speciale, un momento in cui mettere da parte lotte e dissidi, ma a volte anche un momento di ipocrisia, se nel cuore le lotte continuano.
Riflettiamo: cosa rappresenta per noi la nascita di Gesù? Quand’è che Gesù nasce nei nostri cuori?
Quando la Coscienza Cristica fa capolino; quando la consapevolezza di essere uno con Cristo, col Tutto, inizia a risvegliarsi in noi; quando l’amore fluisce, abbattendo gli ostacoli del rancore, della rabbia, dell’odio; quando il perdono ed il lasciare andare il passato sostituiscono tutti i brutti pensieri e sentimenti. Ecco… allora possiamo dire che celebriamo il Natale!
Come prepararci a questa celebrazione? Facendo il contrario di ciò che fa la maggior parte della gente: rallentando i ritmi, semplificando la vita, trovando momenti di relax, di pace, di silenzio, di ascolto della voce interiore. Mettersi un quarto d’ora sul divano ad ascoltare una meditazione guidata; mettersi in un angolino in preghiera; andare a contatto della natura ad ascoltare la sua voce; visualizzare un mondo di gioia e pace, di gente sana e felice, di gente che si abbraccia, scherza e ride.
Perché pensare a tutto il brutto che c’è al mondo? Al mondo ci sono miliardi di persone buone; le cattive, in proporzione , sono pochissime, ma fanno notizia e solo di queste ci parlano in televisione.
Perché aumentare le egregore dei pensieri di paura ed odio, pensando proprio a ciò che di marcio c’è al mondo? Pensiamo alle meravigliose qualità incarnate da Gesù, pensiamo alla Sua vita, a ciò che ci ha insegnato! Gesù, passando con i Suoi discepoli, vide la carcassa di un cane; mentre tutti inorridirono soffermandosi sulla decomposizione, Egli osservò l’unica cosa bella, ed esclamò: “Che bei denti aveva questo cane!”. Guardiamo il bello e il buono, ascoltiamo il bello e il buono, parliamo del bello e del buono: così la nostra mente resterà pulita.
Allora, cari fratelli miei, anzi: cari “Me stessa in altre forme”, prepariamoci a far espandere la nostra Luce Interiore albergando solo buoni pensieri e buoni sentimenti! Prendiamo l’occasione delle feste per prenderci cura di noi e dei nostri familiari, per coccolarci e coccolare, per rilassarci e far rilassare, per divertirci e far divertire… sì… perché ciò che noi siamo, contagia anche gli altri.
Restiamo in contemplazione del Piccolo Immenso Gesù Bambino del Presepe, Il Bambino Divino che alberga nei nostri cuori; restiamo nella gioia della consapevolezza di essere un Tutt’Uno con il Divino Bambino: allora sì che è Natale!
Siete tutti nel mio abbraccio!

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