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Mar
04
2014
2

SAI BABA: L’AVATAR, UN TESORO INESTIMABILE – parte seconda

Cliccare sull’immagine per visualizzare l’intero dipinto

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Olio su tela – Italia Rizzo

 

Ciao ragazzi!

Ho già pubblicato la prima parte del  capitolo del mio nuovo libro che si intitola: “Sai Baba: un Tesoro Inestimabile”. Sentivo che avevo ancora qualcosa da aggiungere all’argomento. Eccomi qui, quindi, a continuare il racconto…

Chi non sa che Sai Baba è il Purnavatar, cioè L’incarnazione Divina scesa con tutti i poteri Divini che aveva fin dalla nascita, non può comprendere, e quindi accettare la devozione che centinaia di milioni di persone al mondo hanno verso la Sua figura ed il Suo insegnamento. A tal proposito c’è da ricordare che Sai Baba ci ha sempre ripetuto che non è tanto alla Sua forma fisica che dobbiamo essere devoti, ma al Suo insegnamento, che è universale ed eterno. La forma cambia di era in era, è solo un’illusione, come lo è tutta la materia.

Swami ci ha sempre detto di essere il nostro Sé che ha fatto un salto fuori dal nostro cuore affinché potessimo dialogare liberamente con Lui.

Ecco che abbandonarsi ed arrendersi a Lui, significa abbandonarsi ed arrendersi a noi stessi, al nostro Sé Divino.

Il Maestro ci ha sempre ribadito che l’unico vero Guru (Maestro spirituale) è Dio stesso, che ci parla dentro di noi. E’ la nostra voce interiore che ci ha sempre guidato e che, di era in era, prende anche un corpo per comunicare con noi più chiaramente, quando non riusciamo più a sentirla.

Nessun cieco può guidare un cieco. Solo chi è già nell’eternità può portarci all’eternità.

EGLI È IL MAESTRO CHE CI RICORDA CHE NON ABBIAMO PIÙ BISOGNO DI MAESTRI ESTERNI A NOI!

E’ pur vero che, come lo stesso Krisna diceva nella Bhagavad Gita (Cap XII), per gli uomini che vivono nella dualità di questo spazio-tempo è assai difficile raggiungere Dio come Indescrivibile, Assoluto e senza forma: “Per chi ha la mente attratta al non-manifestato, all’aspetto impersonale dell’Assoluto, il progresso sarà molto faticoso. Avanzare su questa via è sempre difficile per l’essere Incarnato…”

E’ un grande aiuto avere una Forma Divina sulla quale concentrare tutto il nostro amore e la nostra mente. L’Avatar diviene, per noi, un’astronave che ci porta alle Altezze Divine.  Ci  spiega bene questo concetto sempre Krisna, proseguendo:

Per chi mi adora e abbandona a Me tutti i suoi atti, dedicandosi esclusivamente a Me, assorto nel servizio di devozione, meditando costantemente su di Me, con la mente fissa in Me, per lui, o figlio di Prtha (Arjuna), IO SONO IL LIBERATORE CHE LO SOTTRARRA’ PRESTO ALL’OCEANO DELLE MORTI E RINASCITE.

Concentra semplicemente la tua mente in Me, Dio, La Persona Suprema, e impegna in Me tutta la tua intelligenza. Così, senza dubbio, vivrai sempre in Me…”

Ecco perché diamo l’appellativo di Salvatore alle Incarnazioni Divine.

 Tutti noi sappiamo che acquisiamo le qualità di ciò su cui la nostra mente sempre si sofferma.

Il pensiero unito ad un forte sentimento d’Amore è potentissimo e creativo. Se la nostra mente si sofferma il più possibile su una forma che rappresenta l’Infinito e l’Assoluto, Questo è lo stato di consapevolezza che torneremo a sperimentare.

L’Amante e l’Amato, in questa alchimia della devozione e del pensiero unificato, ritornano alla consapevolezza di essere Uno; “La goccia torna all’Oceano”.

A questo punto la Forma Divina non ha più ragione di essere adorata, poiché ognuno saprà di aver sempre adorato  se stesso.

Per lo stesso motivo Sai Baba ci ha anche detto : “E’ bene nascere in una religione, ma non è bene morirci.” Questa frase è per noi un augurio di raggiungere lo scopo che dovrebbero prefiggersi tutte le discipline spirituali di tutte le religioni.

La religione è una scuola per purificare la mente e riportare sempre più spesso il pensiero a Dio. Ma quando il ricercatore spirituale diventa consapevole di essere un tutt’Uno con Colui che prega, non ha più bisogno di  “andare a scuola”: ha già raggiunto ciò che doveva raggiungere, è già diplomato, anzi: laureato. Avete mai visto un laureato che vuol tornare nelle aule del liceo, o delle medie, o delle elementari?

Swami ci ha sempre ribadito di onorare e rispettare tutte le religioni, in quanto tutte onorano l’Unico Dio, tutte sono strade che portano a Dio.

Si! Tutte le scuole sono valide e sacre…ma perché voler rimanere sempre a scuola?

Vogliamo essere sempre ripetenti o vogliamo mettere veramente in pratica l’insegnamento di Gesù, o di ogni altro Maestro spirituale? Vogliamo, o no, diventare noi stessi incarnazioni di quell’insegnamento?

Quando andiamo a lavorare nel mondo se stiamo sempre a scuola?

Abbiamo il coraggio di accettare ciò che siamo?

Abbiamo il coraggio di non ascoltare più coloro che ci vogliono vedere sempre dietro ad un banco di scuola, facendoci credere che siamo sempre piccoli e bisognosi di intermediari fra noi e il nostro Sé?

Niente e nessuno può più legarci, imprigionarci o condizionarci!

Gioiamo della nostra libertà! Sorridiamo e ringraziamo il più possibile!

Prendiamo tutto il coraggio per volare alti, come le aquile!

 

Baci a tutti!

Written by amaeguarisci in: Articoli,IMMAGINI |
Mar
02
2014
-

SAI BABA: quel bimbo paffutello…

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Aquarello, Autore: Italia Rizzo

Cliccare sulla foto per una visione integrale dell’immagine

Ciao Cari Amici, oggi voglio riportare un piccolo stralcio del secondo capitolo del libro da me scritto precedentemente, che si intitola: “Il Piccolo Sai Baba” , edito da : Mother Sai Publicatios.

La Dolcezza, la Bellezza e lo splendore del Piccolo Sathya, come del Piccolo Krisna, erano indescrivibili…

Quel bimbo paffutello

Dio assume una forma umana

Per trasformare l’uomo in Dio.

Baba

 

Ben presto, Sathya divenne l’attrattiva dell’intero villaggio; tutti facevano a gara per coccolarseLo un po’, per accarezzare i Suoi riccioli di seta e nutrirLo. Egli, con i Suoi sorrisi, riscaldava i cuori di chi aveva la buona fortuna di poterLo avvicinare. Iniziò così, immediatamente, la Sua Missione Divina, trasformando i cuori di coloro che venivano in  contatto con Lui in recipienti adatti a ricevere l’Amore Divino.

Non era certamente un neonato come tutti gli altri. Sua madre, che prima di Sathya aveva avuto altri tre figli, non Lo sentì mai piangere, né per fame, né per un doloretto al pancino, né per qualche altro fastidio; finché, a nove mesi, successe una cosa straordinaria.

Dopo averGli fatto il bagnetto, Iswaramma Lo mise nella culla e Lo dondolò per un momento, facendo attenzione al latte che stava per bollire.

Improvvisamente il Piccolo iniziò a piangere, con grande sorpresa della madre che non aveva mai sentito prima il Suo pianto. Lo prese in braccio ed il Bimbo si quietò. Fu allora che la donna vide un’aureola di luce intorno a Lui; un cerchio radioso Lo avvolgeva.

Iswaramma rimase seduta, immobile, in estasi. Quella luce durò a lungo, prima che si dissolvesse. Quando arrivò la nonna del Bambino, Iswaramma riaprì gli occhi e raccontò a sua suocera ciò che era successo. Dopo il racconto l’anziana donna disse alla nuora: “Non dire a nessuno ciò che hai visto. Non capirebbero e chissà cosa direbbero in giro!”…. continua

Baci a tutti!

Written by amaeguarisci in: Articoli,IMMAGINI |
Feb
19
2014
-

IL PICCOLO AVATAR SAI BABA

 

Ciao Amici! Ho scelto questo dipinto ad aquarello per la copertina del libro: “Il Piccolo Sai Baba”, Edizioni: Mother Sai Publicatios.  Ecco cosa è venuto a fare l’Avatar!  (per una visione completa cliccare sul dipinto)

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Written by amaeguarisci in: Articoli,IMMAGINI |
Feb
17
2014
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CELEBRIAMO LA GIOIA

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Written by amaeguarisci in: IMMAGINI |
Feb
13
2014
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Feb
11
2014
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BAGAWAN SRI SATHYA SAI BABA

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Olio su tela 25 x35  -anno 1997 –
CLICCARE SULLA FOTO PER UNA VISIONE COMPLETA DELL’OPERA

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