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May
19
2017
-

LIBRO: “MESSAGGI DAL DIVINO SÉ ” SU AMAZON IN FORMATO CARTACEO, OPPURE SCARICABILE GRATUITAMENTE.

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Cari amici , finalmente sono riuscita a pubblicare questo libro che raggruppa i messaggi che ho ricevuto nel 2016 (175 pagine per il formato cartaceo).
Qui sotto , nell’introduzione al libro, vi racconto come sono nati questi messaggi.

PER IL FORMATO CARTACEO:
Amazon.it: messaggi dal divino sé
https://www.amazon.it/gp/aw/s/ref=nb_sb_noss?k=messaggi+dal+divino+s%C3%A9+

PER SCARICARE GRATIS IL LIBRO:
http://amaeguarisci.altervista.org/libro-messaggi-dal-divino-se-scaricabile-gratuitamente/

“Questo libro è per te, per te che stai leggendo. Spero che le parole in esso contenute possano riuscire a risvegliare la consapevolezza che siamo tutti Uno, che non c’è separazione fra me e te, come fra tutti gli esseri del Creato.
Alla luce di questo posso dirti apertamente che hai tutto il mio amore , da sempre e per sempre; perché tu sei me, anche se in un’altra forma e con un altro nome.
Sei sempre nel mio abbraccio! ”
Italia

Carissimi amici,
Chi mi conosce sa che nel 2014 è nato il mio sito internet, al quale ho dato il nome “Ama e guarisci” perché la medicina universale di ogni male è proprio l’Amore: verso noi stessi, verso ogni creatura, verso ogni manifestazione di Dio.

Da allora ho scritto molti articoli che riguardano la spiritualità e la salute e che nascono dalla mia esperienza di vita e dagli insegnamenti ricevuti dal mio Adorato Maestro Spirituale: Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Egli mi ha restituito alla la vita , fisica e spirituale, dopo una lunga malattia. Con gli insegnamenti del Maestro ed il Suo Infinito Amore, ho potuto uscire dalle sabbie mobili che mi tenevano imprigionata in una situazione di difficile sopravvivenza. Sono infinitamente grata all’Avatar della nostra era! Sono infinitamente innamorata del Suo Amore!

Nel luglio 1998 ebbi con Sai Baba un colloquio privato; in quell’occasione Egli mi diede un compito. Con il braccio teso, il dito indice puntato verso di me ed una voce imperativa, il Maestro mi disse: “ Sei una scrittrice!”
Da allora non ho mai smesso di scrivere, anche perché mi viene molto spontaneo e naturale, fin da quando ero bambina e riempivo tanti fogli con le mie poesie.

Ho pubblicato due libri: “Il mio risveglio – Una storia vera con Sai Baba” (Edizioni Montedit), che racconta la mia esperienza di vita e l’incontro con il Maestro di Verità; e “Il Piccolo Sai Baba”, che parla dell’infanzia e della giovinezza dell’Avatar (Mother Sai Publications).

Ho condiviso tutti gli articoli pubblicati sul mio sito, anche sulla pagina facebook che ha lo stesso nome.

A Gennaio del 2016 successe una cosa per me insolita: mentre stavo componendo un articolo, incominciai a scrivere con una velocità incredibile e su un argomento diverso da quello che avevo scelto. Sentivo emergere parole che giungevano alla mia coscienza con una fluidità sorprendente. Non era, non poteva essere la mia mente ordinaria a dettarmi quelle parole; non le sceglievo, non le correggevo, cancellavo od aggiungevo. Le parole arrivavano velocissime, da una Parte Profonda di me; alla fine correggevo solo gli errori ortografici o di battitura.

Iniziai così a ricevere molti messaggi. Da Chi? Dal mio Maestro? Da quale parte di me? Dal mio inconscio, dal Superconscio, dal mio Divino Sé?
Secondo la filosofia Adwaita insegnata nei Veda, esiste solo l’Uno che ha preso forme diverse. Sai Baba, infatti, diceva: “Io sono voi, voi siete me. Fra noi non c’è separazione. Io sono il vostro Sé che ha fatto un salto fuori dal vostro cuore, perché voi possiate parlarci”.
Ma Egli ha anche detto: “Io sono Dio. Anche tu sei Dio; la differenza fra me e te, è che Io ne sono completamente consapevole, tu ancora no.”
Ed ecco ancora le Sue parole: “Io non sono Sathya Sai Baba, quello non è che un nome col quale mi designate oggi. Io sono quell’unico Dio che risponde alle preghiere che scaturiscono dal cuore umano, in ogni lingua, da tutte le terre, qualunque sia la forma della Divinità invocata.”
“Io appartengo a tutti coloro che hanno bisogno di Me. Io sono Rama, Io sono Krisna e i miei fedeli sono in diverse parti del mondo. I popoli mi pregano in diverse lingue. Io sono venuto per tutti: santi e peccatori, ricchi e poveri, ignoranti e saggi.”
“Lo stesso Principio Divino che i ricercatori si sforzano di visualizzare in anni ed anni di ascetismo e di rinuncia è davanti a voi, qui ed ora. Rendetevi conto della buona sorte che avete avuto.”

Da chi, quindi, arrivano questi messaggi? Dal mio Divino Sé, che è Sai Baba, che è Krisna, che è Gesù, che è Rama, che è tutti i nomi…che è il Tutto. Chiamo, quindi, questi messaggi: “ Messaggi dal Divino Sé”; anche perché non voglio che si crei confusione fra le parole che Sai Baba pronunciò con il Suo corpo fisico, quando camminava fra noi e conversava con noi, con quelle che ispira, come voce interiore, a molti devoti in tutto il mondo.

In questo libro ho raggruppato tutti i messaggi che ho ricevuto, in questo modo, durante l’anno 2016.
Potete leggere i nuovi messaggi sempre sul sito: amaeguarisci.altervista.org

Che l’Amore, la Luce e la Gioia colmino sempre i nostri cuori!
Siete sempre nel mio abbraccio!

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Jan
03
2016
1

QUANDO UN AMICO A QUATTRO ZAMPE CI LASCIA

CANE E AGNELLINO
Cari amici, sappiamo che la vita dei nostri adorati cani e gatti non è lunga come la nostra, e molto spesso è davvero doloroso lasciarli andare nella loro nuova dimora.
Sai Baba ci ha detto che l’amore è un collante molto potente, che supera le barriere dimensionali. Quando lasceremo il corpo ritroveremo le anime che tanto abbiamo amato e che ci hanno amato, anche quelle dei nostri amici animali, con i quali abbiamo vissuto una storia di puro amore.
Gli animali che vivono con noi si evolvono molto, come ci evolviamo noi a diretto contatto con santi ed Incarnazioni Divine. Spesso, dice Sai Baba, vivono insieme a noi l’ultima loro esperienza in un corpo animale, e sono pronti a rinascere in un corpo umano. Il Maestro ci ha parlato della Sua elefantessa, Gita, che sarebbe rinata come essere umano, dopo la sua dipartita. Era un’anima talmente evoluta, che si inchinava all’Avatar, Gli metteva ghirlande intorno al collo, e Lo accarezzava con la Sua proboscide. Non è mai un caso che un’anima che ha preso un corpo animale incroci la nostra vita; spesso sono proprio incontri karmici.
Vi racconto cosa è avvenuto con il cane che si chiamava Joyi ( luce, in sanscrito) e che ha vissuto con la mia famiglia per 13 anni.
Mentre stava morendo io gli cantavo un mantra dedicato a Sri Rama, a Sathya Sai Rama (Sai Baba è anche la reincarnazione dell’Avatar Rama). L’avevo voluto accompagnare con il sacro Nome Divino.
Il giorno dopo, ascoltai una puntata registrata di Radio Sai. Il Prof. Anil Kumar (che è stato per tanti anni traduttore dei discorsi di Sai Baba dal telegu all’inglese), proprio quando accesi il lettore cd, stava riportando queste parole del Maestro: “Anche un cane , se sente il nome di Rama mentre sta morendo, rinascerà in forma umana”.
Io mi commossi, e un brivido attraversò la mia schiena. Il Maestro aveva trovato il modo di farmi conoscere il futuro di Joty.
Una mia amica, che è un messaggero del Cielo, aveva sognato il mio adorato Joty il giorno prima della sua dipartita. L’aveva visto giovane e felice, insieme a mio padre, anch’esso deceduto tre anni prima. Mio padre era molto affezionato a Joty. Questo sogno confermò le parole del Maestro, sul fatto che l’amore fa ritrovare le anime che si sono incontrate nel piano terrestre, anche quelle dei nostri amici animali.
Ma ebbi altre notizie su di lui quando, in un channeling, Sai Baba mi riconfermò che Joty era un’anima così piena di fedeltà e amore, da rinascere in forma umana, avendo terminato il ciclo evolutivo animale.
Fra i suoi compiti vi era stato quello di proteggere me e mia sorella da alcune energie negative, che si era preso su di sé, e per questo motivo era morto in poco tempo. E aggiunse anche che sarebbe restato al mio fianco, in mia difesa, fino alla sua nuova incarnazione.
Piansi di commozione e gratitudine nel venire a conoscenza di queste notizie, che già sentivo dentro di me, e che furono solo delle conferme. Quanto amore mi aveva dato quest’essere meraviglioso!
Cari amici, i nostri adorati compagni a quattro zampe, spesso prendono su di loro alcune nostre malattie; spesso fanno da parafulmine, come a volte fanno i bambini.
Nello stesso tempo, essi si evolvono stando con noi. Il nostro amore è il loro trampolino di lancio verso una nuova e più evoluta consapevolezza. I veggenti che vedono le aure, spesso notano che cani e gatti, ma anche altri animali evoluti, sviluppano l’aura del pensiero, stando a lungo insieme a noi.
Cari amici, dobbiamo essere grati a Dio per averci dato l’opportunità di prenderci cura di una Sua creatura, di una Sua Forma, permettendo un intenso, dolce e duraturo scambio d’amore. Pensiamo quanto possa essere felice un’anima che lascia un corpo dalle limitazioni animali, per poter finalmente rivestirne un altro con una maggiore consapevolezza di Sé.
Amici cari, che possiamo tutti raggiungere l’amore incondizionato per ogni creatura, per ogni manifestazione di Dio!

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Dec
22
2015
-

SAI BABA CI AIUTA IN MILLE MODI DIVERSI

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Cari amici, racconto un episodio riportato dal Prof. Anil Kumar, l’uomo che per decenni ha avuto da Sai Baba il compito di tradurre i Suoi discorsi pubblici dal telegu all’inglese.
Ecco le sue parole:
“C’era una volta un anziano signore che viveva con la famiglia in un villaggio di campagna. Una sera,come al solito, cenarono insieme e dopo andarono a dormire, ma la mattina seguente l’uomo era sparito. Lo cercarono ovunque, ma non lo trovarono, fino a quando la nuora scoprì che era dentro al pozzo. Fortunatamente non era annegato, ma era sospeso nel vuoto. In quel momento passarono di là due polizziotti e udirono le sue grida di aiuto e riuscirono a salvarlo. Gli chiesero come fosse caduto lì dentro. L’uomo raccontò che, non riuscendo a dormire per i pensieri che aveva, nelle prime ore della notte aveva deciso di uscire a fare due passi e , inciampando, era caduto nel pozzo.
Per la festa di Dasara tutta la famiglia si recò a Puttaparthi (il villaggio di Sai Baba): il Bhagavan si avvicinò all’anziano che era caduto nel pozzo e gli diase: “Nonostante la tua età, sei ancora molto pesante. Ho dovuto reggerti per un paio d’ore dentro a quel pozzo, finché non sono arrivari quei poliziotti. D’ora in poi mangia meno”.

Tratto da:”Insegnamenti pratici e universali di Sathya Sai Baba” di Anil Kumar – Edizioni Milesi, pagg.43/44.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Aug
04
2015
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SAI BABA SPIEGA LA BHAGAVAD GITA – IL SEGRETO DELLA LIBERAZIONE

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Cari amici, chi più dello Stesso krisna, tornato dopo più di cinquemila anni, può ďarci la giusta interpretazione delle Sue parole, dettate ad Arjuna allora?
Ecco uno scritto di Sathya Sai Baba tratto dal libro: “Gli insegnamenti di Dio – Gita Vahini” (Mother Sai Publications ), pagg.179/181.
Parole che sono un autentico tesoro!
Un abbraccio!

“Arjuna! Io sono il Testimone. Da Me provengono Prakriti, questa conglomerazione dei cinque elementi chiamata Universo, tutti gli oggetti, mobili ed immobili.
Attraverso di Me quale Causa, il mondo creato procede in modi differenti. Gli stolti che non Mi riconoscono come Principio Supremo e Signore di tutti gli elementi, alla cui volontà questi debbono obbedienza, Mi considerano un semplice uomo. Alcuni grandi uomini meditano con riverenza su di Me, quale Brahman; altri mi rendono culto attraverso Nomi e Forme diversi, ed altri ancora Mi adorano per mezzo del sacrificio della conoscenza dell’Atma.
Indipendentemente dal Nome e dalla Forma adottati nella venerazione, sono sempre Io Colui che la riceve! Poiché sono la Meta di tutto. Sono Uno ed Unico, senza un secondo! Io Stesso divento oggetto di adorazione attraverso le Mie numerose forme ed i Miei molti nomi; non solo, sono anche il frutto di tutte le azioni ed il Dispensatore di tale frutto, il Fondamento ed il Motivatore di tutto. A che scopo ripetere sempre le stesse cose? Io sono la Forza che sta dietro la nascita, l’esistenza e la morte di ogni cosa e di ogni vita. Io sono la Causa Eterna che non nasce e non muore.
Realizza Me, la Causa Prima: questo è invero Moksha, la Liberazione! Chi la raggiunge è un Jivanmukta, un uomo liberato mentre è ancora in vita. Pertanto, Arjuna, se uno vuol divenire Jivanmukta ed ottenere la liberazione, deve seguire alcune semplici discipline; deve sradicare completamente il suo attaccamento al corpo. ”
A queste parole Arjuna esclamò : “Krisna, parli della disciplina del totale distacco come di una pratica semplice! È davvero così facile da seguire? Persino gli asceti esperti la considerano difficile, ma Tu con gran disinvoltura la raccomandi anche a persone comuni come me! Ne parli come di una cosa semplice, ma essa richiede uno sforzo imponenete! Ho l’impressione che con questi consigli Tu mi voglia mettere alla prova. Potrò mai raggiungere quello stato?? Riuscirò mai a conseguire la Liberazione? Non ho proprio alcuna speranza! Detto ciò si sedette scoraggiato.
Krisna vide che Arjuna si demoralizzava sempre più; allora gli andò vicino, gli batté sulla spalla in modo rassicurante e disse:” Arjuna! Non serve turbarsi e disperarsi! La fede non si acquista solo sentendone parlare; devi approfondire ed indagare con l’aiuto della ragione poi ti accorgerai che tale disciplina non è così dura. Per acquisire il completo distacco non è necessario far crescere i capelli ed intreccarli, indossare la veste color ocra e torturare il corpo fino a ridurlo pelle ed ossa. È SUFFICIENTE DEDICARE TUTTI GLI ATTI A DIO SENZA ALCUN DESIDERIO. QUESTO È IL SEGRETO DELLA LIBERAZIONE.
Non è difficile compiere le azioni in tal modo basta avere fede salda e determinazione; ma questo è essenziale per qualsiasi tipo d’attività si voglia intraprendere, ed è quindi indispensabile anche per la pratica spirituale.
CHIUNQUE FRA I DEVOTI DEDICHI A ME TUTTE LE SUE AZIONI SENZA NESSUN ALTRO PENSIERO, CHIUNQUE MEDITI SU DI ME, MI SERVA, MI ADORI, MI RICORDI, EGLI SA CHE IO SONO SEMPRE CON LUI E PROVVEDO A LUI IN QUESTO MONDO E NELL’ALDILA’. IO MI FARÒ CARICO DEL SUO BENESSERE. MI HAI SENTITO?” – gli chiese Krisna, battendogli nuovamente sulle spalle per infondere coraggio al suo cuore avvilito.
La dichiarazione fatta dal Signore che Egli stesso si prenderà cura del benessere del devoto, ha dato origine a molte incomprensioni e persino gli esegeti, per non parlare degli altri, non sono riusciti a coglierne il senso, mentre i commentatori della Gita ne danno spiegazioni diverse.
TALE AFFERMAZIONE, ECCEZIONALMENTE SACRA, È COME L’OMBELICO DEL CORPO DELLA GITA. Come l’ombelico di Vishnu fu il luogo dal quale nacqua Brahma, così questo verso è l’ombelico o il luogo di nascita per coloro che sono assetati di Brahmajnana, la Conoscenza dell’Assoluto. SE QUESTO VERSO SARÀ SEGUITO NELLA PRATICA, L’INTERA GITA VERRA’ COMPRESA”.
Sathya Sai Baba
OM SRI SATHYA SAI KRISNAYA NAMAH!

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Nov
19
2014
-

DAL DISCORSO DI SATHYA SAI BABA DEL 4.7.1996: CONSIDERATE IL VOSTRO DOVERE COME ESERCIZIO SPIRITUALE

il mio dipinto di baba ad olio - il primo

Cari amici, quante volte Sai Baba ci ha ricordato che non servono complicati esercizi spirituali per raggiungere la Meta! Rendiamo il nostro lavoro un atto di adorazione, ripetiamo il Nome di Dio a noi più caro, vediamo in ogni creatura Dio che anima quel corpo, ricordiamoci sempre che siamo tutti Uno, che le differenze e le separazioni sono solo illusorie: allora l’amore non avrà più impedimenti per esprimersi in tutta la sua potenza.
Vi abbraccio tutti e vi lascio alle parole del Maestro:

L’uomo è dotato di grande potere intellettivo e, non sapendo come farne un uso proficuo, prede la strada sbagliata. Egli sa che cosa è giusto e che cosa non lo è. Quando chiedete a qualcuno la ragione per cui abbia scelto il sentiero errato, egli accampa scuse come: “Tutto questo è dovuto all’influenza di Maya”. La gente pensa che tutta l’illusione che predomina in questo mondo sia gioco di Maya. Che cos’è Maya? E’ solamente un nome, non ha esistenza reale.
Le persone istruite e gli studiosi chiamano Maya “ danzatrice” (nartaki), la quale fa ballare l’uomo alla sua musica. Come potete tenere sotto controllo questa danzatrice? Se invertite le sillabe di “Nartaki” ottenete la parola “Kirtana” (Il canto delle glorie del Signore), che è come dire che si può sottomettere Maya prendendo la via della devozione e cantando le glorie di Dio. Una persona immersa completamente nell’Amore non può descrivere la propria esperienza, proprio come uno immerso completamente nell’acqua non può dir niente. Solamente chi sperimenta l’Amore ad un livello superficiale può parlarne; è buffissimo che le persone che non lo hanno mai assaporato né sperimentato tengano conferenze sul principio dell’Amore.
Quale sadhana si dovrebbe praticare per sperimentare l’Amore? Qual è il significato vero di sadhana? La vera sadhana consiste nel dimenticare l’Anatma (il non Sé) e meditare sull’Atma (il Sé), dimenticare avidya (l’ignoranza) e perseguire Vidya (la Conoscenza), tralasciare tutto ciò che è effimero e pensare soltanto a ciò che è eterno.
La pratica spirituale non è limitata al canto dei Nomi Divini, alle austerità, alla meditazione e al sacrificio….
Persino lo svolgimento dei quotidiani doveri casalinghi, come cucinare, può diventare un’altissima pratica spirituale. Togliere sassolini dal riso e mondarlo dalle impurità può essere paragonato allo yoga della distinzione tra il campo (il corpo) e il Conoscitore del campo , e allo yoga della classificazione delle tre qualità di sattva, rajas e tamas, come descritto nella Bhagavad Gita. Questo può anche essere considerato lo yoga della discriminazione tra l’Atma e l’anatma e, in questo contesto, i sassi che vengono separati dal riso rappresentano il campo e il riso simboleggia il Conoscitore del campo.
In casa, le donne cuociono anche le verdure; mentre le tagliano col coltello dovrebbero pensare: “Io non sto tagliando delle verdure, ma le qualità che sono presenti in me con la lama della saggezza”. Poi dovrebbero lavarle pensando di usare l’acqua dell’amore, metterle a cuocere, salarle e condirle con aromi pensando di porle sul fuoco della discriminazione, aggiungendovi il sale e gli aromi della fede incrollabile e della devozione. Questa è la sadhana che può promuovere la crescita spirituale. In casa, nel pomeriggio, la madre prepara uno spuntino di puri (merenda indiana) per i bambini; mentre fa questo, non deve essere dispiaciuta di non poter assistere ai Bajan (canti devozionali) e di passare il tempo in cucina: mentre spiana la pasta per fare il puri, deve avere il sacro sentimento di allargare il suo cuore e, mentre spazza il pavimento, deve pensare. “Io no sto semplicemente pulendo la casa: sto rendendo il mio cuore puro e limpido.”
IL CORPO E’ UN TEMPIO E DIO VI RISIEDE.

Discorso di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba del 4.7.1996, Mother Sai n.3 anno 2011.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Oct
12
2014
1

IL GIOCO DI DIO


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Cari amici,
quante volte ci siamo chiesti: “ Che senso ha la vita? Nascere, crescere, fare tutta una serie di esperienze, piacevoli e non, e poi… morire e poi… rinascere. Che senso ha questa “trottola”, questa “giostra” dove noi siamo sempre su?
Come una Maestra di scuola materna che debba spiegare ai Suoi piccoli allievi concetti difficili con semplici parole, L’Avatar della nostra era, Bhagawan Sri Sathya Sai Baba, ci ha dato una splendida spiegazione in una Sua poesia, che ho già riportato in un articolo precedente, ma che volentieri ancora vi propongo, perché bellissima. Ecco le Sue parole:

Venite, venite tutti,
vedete in Me voi stessi…
perché Io vedo Me Stesso in voi tutti.
Voi siete la Mia Vita, il Mio Respiro, l’Anima Mia…
Voi tutti siete le Mie Forme.
Quando amo voi, Io amo Me Stesso…
Quando amate voi stessi, voi amate Me…
Ho separato Me Stesso da Me Stesso
Per poter essere Me Stesso.
Ho separato Me Stesso da Me Stesso
E divenni tutto questo
Per poter essere Me Stesso.
Ho voluto essere Me Stesso… vale a dire
Ananda Swaroopa – Prema Swaroopa.
Questo è ciò che Io Sono
Ed ho voluto essere questo…
Come potevo essere Ananda Swaroopa e Prema Swaroopa…
Ricevere Ananda… e dare Ananda…
Ricevere Prema… e dare Prema…
A chi dare Ananda…
A chi dare Prema…
Così questo feci… separai Me Stesso da me Stesso
E divenni tutto questo.
Baba

Cari amici, per chi non conoscesse questi termini: “ Avatar”, significa discesa ed indica la discesa di Dio in un corpo umano. Rama, Krisna, Gesù, Sai Baba ed altre Incarnazioni Divine sono stati tutti Avatar di Dio;
“Prema” in sanscrito significa Amore ; “Ananda” significa Beatitudine.
“Prema Swaroopa” ed “Ananda Swaroopa”, significano: Incarnazione dell’Amore ed Incarnazione della Beatitudine. Prima di iniziare un discorso, Sai baba si rivolgeva a noi chiamandoci “Premaswaroopalara”, cioè incarnazioni del Divino Amore, proprio per ricordarci Chi siamo in realtà: L’Uno che si è diviso nei molti, l’Amore da cui tutto è nato. Sì… noi siamo Amore Puro, ma ce lo dimentichiamo.
Sai Baba ci ha sempre detto: “ IO sono Dio, anche tu sei Dio. La differenza fra Me e Te è che Io ne sono completamente consapevole, Tu ancora no”.
Ecco…. Dio è uno stato di consapevolezza. Realizzare Dio significa raggiungere la totale consapevolezza di essere l’Uno che si è diviso in milioni di forme e di nomi differenti , formando L’Universo . Cosa significa Universo ? Verso l’Uno. Ora tutte le forme separate di Dio tornano verso l’Uno, alla consapevolezza di essere Uno.

Noi ci affanniamo per cercare di raggiungere Dio e un paradiso che chissà quanto lontano pensiamo sia; ma tutti i nostri travagli, tutti i nostri affanni, poi ci riportano alla memoria di ciò che veramente siamo. Allora scopriamo che abbiamo sempre pregato noi stessi. Allora scopriamo che il paradiso può essere già qui, in questa dimensione terrestre; che l’era dell’oro può essere per noi già iniziata, o mai finita.
Tutto creiamo con i pensieri e le emozioni.

Condivido con voi questa mia poesia che parla proprio di questo tema:

IL GIOCO DI DIO
La luce di mille galassie
brilla dentro di me.
L’amore di tutti i cuori
pulsa in me.
Ma un velo sottile
dal Tutto ancora mi separa,
e questa vita stupenda
mi sembra ancora amara.
Uso le note di mille canzoni
per cantare a Te,
mio Sé;
l’armonia di tutti i colori
per dipingerti,
mio Re.
Ti sussurro il mio Amore,
lo grido, lo canto…
Non so più cosa fare…
Accetta il mio pianto!
Ma poi sorrido felice
quando scopro che la separazione
è solo il Tuo Grande Gioco:
è tutta un’illusione.
Ora
meravigliosamente voglio vivere
nella gioia e nel riso,
consapevole di essere qui,
in carne ed ossa,
ma in paradiso!

Italia

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Oct
08
2014
-

SAI BABA PARLA DELLA FUNZIONE DEI TEMPLI

mio dipinto di baba ad olio- il secondo

Ciao ragazzi!
Oggi riporto alcune parole di Sai Baba sulla funzione dei Templi dedicati a Dio. Certamente Egli ci ha più volte ricordato che Ogni corpo umano è il Sacro Tempio di Dio, dove Egli dimora, e che non c’è bisogno di costruire altri Templi di mattoni, considerando che già ce ne sono tanti, anche in stato di abbandono.
Oggi, però, molti snobbano la funzione dei Templi. Ma l’uomo ha sempre costruito Chiese e Templi per adorare Dio, per riunirsi in tanti a pregare, a cantare a lodare e glorificare Dio; e se sempre sono esistiti, significa che sempre sono serviti ad un alto scopo.
La religione è una scuola, con regole e riti. E’ pur vero che lo stesso Sai Baba dice che “è bene nascere in una religione , ma non è bene morirci”. Certamente non tutta la vita dovremmo rimanere a scuola; ad un certo punto dovremmo essere in costante meditazione, in costante preghiera, in costante ricordo di Dio al punto che non servirebbero più riti e preghiere ad orari particolari.
Ma per la gente ordinaria, che non ha ancora raggiunto un alto livello di devozione e di abbandono a Dio, e non ha ancora fissato il proprio pensiero su Dio, le cerimonie ed i riti sono indispensabili, proprio per arrivare a sentirsi un tutt’uno con la Divinità adorata, al punto da non avere più la necessità di aderire ad una scuola, con regole e riti da rispettare.
Vi lascio, ora, alle Sue parole:

Lo scopo del Tempio è quello di risvegliare la Divinità negli esseri umani, di indurre l’uomo a credere che la forma fisica in cui vive è la Casa Stessa di Dio. Perciò tutte le usanze, i riti e le cerimonie che si tengono nel Tempio, mirano a far risaltare l’importanza della conoscenza Divina ed a far riconoscere la verità sulla Jivi (anima individuale) che è, appunto, un’onda del Mare.
Gli Shastra (antiche sacre scritture indiane) insegnano all’uomo che tutte le azioni , tutte le attività, devono alla fine portare al distacco, perché il distacco è il miglior requisito per l’evoluzione della coscienza spirituale. Fra Bhakti, Jnana e Vairagya (devozione, sapienza e distacco dai desideri terreni), Bhakti è la Regina. Le regole ed i riti sono le “damigelle d’onore”; la Regina tratta le sue damigelle con squisita gentilezza, senza dubbio, ma se le cerimonie, che sono soltanto “domestiche” ed “aiutanti”, trascurano la Regina, dovranno essere inesorabilmente licenziate; ogni formalità ed ogni rituale del Tempio deve perciò servire alla glorificazione della Regina, la Bhakti; questa è l’essenza e la sostanza del Dharma (rettitudine, legge eterna) che deve regolare e guidare il culto del Tempio. Allora l’uomo può raggiungere il suo scopo.
La devozione aiuta a conseguire più facilmente la grande gioia dell’unione col Brahman (Dio) perché canalizza verso il Signore le agitazioni mentali, le impressioni sensibili e le spinte emotive dell’uomo. In questo senso devono effettuarsi nel Tempio tutti i dettagli della venerazione del Signore. Le varie manifestazioni del culto, dalla “sveglia al Signore” all’alba, sino al “buon riposo “ a tarda sera, devono essere tutte rivolte ad elevare e stimolare le tendenze devozionali della mente. Ogni avvenimento, a sua volta, aiuta a purificare le appropriate emozioni in un modo particolarmente attraente. Nella sublimità di quella esperienza, le agitazioni emozionali inferiori declinano e spariscono. I normali sentimenti della vita ordinaria si elevano allo stato di venerazione e dedizione all’Onnipotente Presenza.
Il Signore evocherà in ogni persona l’impressione che la stessa persona Gli associa; se è concepito come un mostro o come uno spirito, Egli sarà terrificante come un mostro, se è raffigurato e pensato come il Signore degli elementi, si manifesterà in quello stesso modo…
Oggi è di moda dare consigli; una moda a cui si abbandonano quelli che sanno e quelli che non sanno, senza curarsi di sapere se il loro consiglio viene seguito o no. La gente si lascia in questo atteggiamento di superiorità e dà consigli per sentirsi importante ed ostentare il proprio grado. Tale gente è accecata dalla presunzione e dev’essere compatita più che condannata. Infatti nessuno può dichiarare che è “Così, solo così” quando si fa riferimento a Dio.
Inoltre, sebbene Jnana e Vairagya (sapienza e distacco) possano avere qualche regola limitante, la Bhakti (devozione) ha la sua propria regola. Può assumere molte forme, adeguate alla tendenza religiosa del devoto….
Se voi pensate al Signore come all’Essere più amato, come fecero Jayadeva, Gouranga, Tukaram, Ramdas, Surda, Mira e Sakkubai (santi indiani), Egli sarà per voi l’Essere più vicino e più caro e vi inonderà di gioia sublime…
E’ opportuno che l’uomo abbia un atteggiamento di entusiasmo verso il Signore e verso la Sua dimora, il Tempio. Un comportamento simile crea inoltre anche un gran bene. Mentre è assolutamente naturale e giusto che l’uomo si raffiguri Madhava (Dio) in forma umana, non è bello che egli Lo consideri un individuo comune. La Bhakti si fonda sul principio che Dio venga concepito come una Persona straordinaria, con un’immagine fatta di sublime splendore.
I sentimenti che la preghiera risveglia devono essere soavi, melodiosi, e devono trasformare, impercettibilmente, i futili desideri e le inclinazioni materiali dell’uomo; non devono attivare od eccitare gli istinti animaleschi in essi latenti…
Quando state davanti all’idolo della Divinità che amate, dovete sentirvi persuasi che Brahaman ( Dio) è in voi, nel vostro stesso cuore, che Egli è la base vera dell’esistenza, della conoscenza e della felicità perfetta.
Le funzioni del Tempio e le cerimonie del culto sono state istituite per infondere questi sentimenti…
Il Tempio non dovrebbe essere valutato secondo principi profani; soltanto gli atti di devozione possono elevare ed abbellire i sentimenti che, altrimenti, vi trascinerebbero verso livelli inferiori.
Oggi a causa di nuove allettanti prospettive, i Templi sono diventati oggetto di derisione. Questo è il triste stato delle cose. E’ quindi necessario rivelare pubblicamente qual è il vero obiettivo del culto religioso e riportarlo al nobile stato che gli è dovuto…
Il comportamento, le azioni, le attitudini degli esseri umani, tutto deve contribuire al bisogno assoluto di crescere nella consapevolezza di Dio e della Sua Presenza Vivente. Quindi certi sistemi sono indubbiamente necessari per la corretta esecuzione delle cerimonie rituali del tempio. Altrimenti gli uomini comuni non potranno imparare ad essere costanti, fedeli e disciplinati e non sapranno rafforzare la loro devozione.
La responsabilità dei “custodi” del Tempio, la responsabilità dei “ministri del culto”, che dovrebbero rispettare la legge del tempio e quella delle pubbliche preghiere, è davvero grande. Ciascuno di essi dovrebbe essere conscio dello scopo dei Templi e dell’esigenza di celebrare i riti; questi, più di ogni altra cosa, ispirano fede e devozione.
Quindi le porte del Tempio dovrebbero stare aperte in qualsiasi ora del giorno per permettere l’adorazione e la preghiera ai ferventi aspiranti. Nessuno dovrebbe dimenticare o ignorare che “I Templi sono stati fatti per il progresso ed il bene dell’uomo”.
Tratto da: “Dharma Vahini – la legge Eterna”, cap. 10 – Edizioni: Mother Sai Publications.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |
Oct
04
2014
3

PREGHIERA SEMPLICE DI SAN FRANCESCO

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PREGHIERA SEMPLICE

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch’io porti l’Amore,
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione,
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede,
Dove è errore, ch’io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

Cari amici, questa preghiera mi è particolarmente cara.
Quando, durante gli anni di malattia, trascorsi quattro giorni al Santuario della madonna d’Erbia, in Provincia di Bergamo, mi ritrovai in cima ad un pianoro dal quale si vedeva tutta la vallata e dal mio cuore uscirono tante parole rivolte a Dio.
Quando, la sera, mi recai nella cameretta dove ero ospitata dai custodi del Santuario, trovai sotto il letto un’immagine di San Francesco: la girai e vi lessi la Sua famosa preghiera, che io però, allora ancora non conoscevo.
Rimasi allora sbalordita da quelle parole: erano le stesse identiche della preghiera che era uscita dal mio cuore nel pomeriggio, in quel luogo incantato, dove la terra si unisce al cielo!
Ecco perché mi è tanto cara questa preghiera!
Ora vorrei commentarla un po’ con voi.
Quando l’amore per Dio riempie le cellule del nostro corpo e tutti i meandri della nostra mente, l’unico desiderio che abbiamo è quello di essere un valido strumento nelle mani di Colui che tanto amiamo.
Allora desideriamo di essere come il flauto di Krisna: una canna vuota dall’ego , dove il soffio di Dio, non trovando ostacoli, può trasformarsi in musica celestiale.
L’anima individuale si comporta come la goccia d’acqua che evaporando sale al cielo, si trasforma in nuvola, poi ricade in forma di pioggia e si unisce ai tanti ruscelli , fino ad imboccare un grande fiume e, con la sua foce, ritorna al mare.
Quando il Jivatma (L’anima individuale) è già nel percorso del grande fiume, non vede l’ora di rituffarsi nel Mare: Il Paramatma ( Dio, il Tutto). Allora il suo viaggio è veloce, deciso, senza più devianze. L’anelito per il ritorno al tutto è così forte, che non vuole più perdite di tempo, non vuole più illusioni od inganni.
Ecco che l’unico desiderio rimane quello di offrirsi totalmente a Dio come Suo strumento per portare, come fa una formichina, una briciola dell’Amore Divino a tutti coloro che incontra nel suo cammino.
L’amore è altamente contagioso: una candela accesa ne può accendere altre migliaia, finché ella stessa rimane accesa.
E’ cosa fa quest’Amore così potente e contagioso?
Scioglie l’odio nascosto nei cuori di chi incontra e lo trasmuta in Amore.
Sollecita il perdono da parte di chi ha ricevuto offese, perché dove entra l’amore, il rancore non può restare, come il buio scappa quando c’è la luce.
Così i cuori che erano divisi dalla discordia, col perdono ritornano uniti, alla consapevolezza di essere un tutt’uno con il Tutto.
L’amore scioglie ogni dubbio e la fede può tornare libera di esprimersi in tutta la sua potenza.
Quando l’anima è colma d’amore, la Sapienza, la Verità Stessa, emerge dal proprio Sé, bruciando ogni ignoranza che possa indurre nell’errore.
Allora, nella chiarezza della nostra visione interiore, non può più esistere disperazione. La disperazione nasce dall’ignorare le leggi divine. Chi sa che tutto rientra nella perfezione del Piano Divino, non può che accettare questo piano, sapendo che gli garantisce, comunque, un fine splendido.
Un cuore che ha ritrovato la Verità non può che essere Gioioso, perché la Gioia è una caratteristica Divina: tutti noi siamo Incarnazioni della Beatitudine. Più l’anima ricorda chi sia in realtà, più diventa gioiosa e sorridente. La gioia, Il sorriso e l’imperturbabilità sono sintomi di vicinanza a Dio che è Gioia Infinita.
Le tenebre dell’ignoranza, che ci inducono nell’errore, se ne vanno non appena il cuore viene inondato dalla potenza di quell’amore che , come il sole allo zenit, non produce più ombra.
L’esplosione dell’Amore nel cuore annienta l’ego, lo annichilisce, perché ci fa sentire di essere tutti uno.
Allora consolando gli altri ci sentiamo consolati, comprendendo ed amando gli altri, comprendiamo ed amiamo noi stessi, perché torniamo alla consapevolezza che gli altri siamo noi, in altre forme e che, quindi, non sussiste separazione.
Ciò che doniamo agli altri, in realtà lo doniamo a noi stessi e a Dio, che è il Sé che tutto pervade.
Ciò che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi e a Dio.
E’ NELLA MORTE DELL’EGO, CHE CI FACEVA SENTIRE SEPARATI QUANDO IN REALTA’ SIAMO TUTTI UNO, CHE RESUSCITIAMO ALLA VITA ETERNA.
Quando un palloncino colmo d’aria si rompe, l’aria in esso contenuta ritorna ad essere cielo infinito.
L’ego è quello strato di gomma che ci impedisce di sentirci un tutt’uno col Tutto. Quando lo rompiamo non abbiamo più limiti. Allora possiamo permetterci di ricordare che veramente siamo: L’ILLIMITATO ONNIPOTENTE ASSOLUTO CHE AVEVA GIOCATO A DIVIDERSI NEI MOLTI, PER AMARE ED ESSERE AMATO, PER SPERIMENTARE ED ESSERE SPERIMENTATO, PER VIVERE IL GIOCO MERAVIGLIOSO DEL CREATO.

VI ABBRACCIO TUTTI!
PACE E BENE A TUTTI!

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Sep
05
2014
6

SAI BABA PARLA DELLA RIPETIZIONE DEL NOME DI DIO IN UNA LETTERA AI SUOI STUDENTI

il mio dipinto di baba ad olio - il primo

Cari amici, diverse volte ho parlato del potere della ripetizione del nome di Dio. Oggi condivido con voi questa splendida lettera di Sai Baba ai Suoi studenti.
Immergiamoci nelle Sue Divine Parole!

“Accettate le mie benedizioni ed il mio Amore.
Ho ricevuto tutte le vostre lettere. Sono molto felice. Un punto fondamentale che voi dovete tenere a mente mentre ripetete il nome di Sai, ossia quando comprendete quel Nome, è che dovete sentire che è solo per il Suo Volere e la Sua Potenza che lo state facendo, e non per vostra scelta. Se nello stesso istante in cui inizierete la vostra sadhana (disciplina spirituale) sentirete che state facendo tutto per Volontà e Potere Divini, il vostro progresso sarà facile.
Vi sono delle persone che fanno japa (ripetizione del nome) e sono orgogliose del fatto di farla. Esse pensano di essere superiori agli altri. Ciò è molto pericoloso. Gli aspiranti spirituali devono rimuovere l’egoismo di questa natura. Sviluppando il sentimento di essere più puri di altri mancherete il vostro obiettivo.
Il Nome di Dio deve essere cantato con Amore e Fede; allora , le vaasanas (tendenze nascoste) abbandoneranno la mente automaticamente, senza alcuno sforzo.
Dio si manifesta al devoto quando egli si rivolge a lui piangendo, proprio come la madre fa con i suoi figli.
E’ perfettamente vero dire che la via più facile, più breve e più veloce per raggiungere Sai è la ripetizione del suo Dolce Nome, che rende immortali i mortali e tramuta l’uomo in Dio.
Ragazzi Miei! Il vostro dolce Sai è sempre con voi, in voi. Siate felici.”
Con Amore,
Il vostro Baba – 3.10.1977

(Tratto dal libro: “Prema Dhaara” – Una collezione di lettere di Sai Baba ai Suoi studenti- Edizioni Milesi)

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Sep
03
2014
1

I CAMBIAMENTI IN NOI

Bambini-giocano
Cari amici, voglio soffermarmi su alcuni cambiamenti che si verificano in noi man mano che prendiamo sempre più coscienza di chi siamo.
Più siamo consapevoli che facciamo parte del “Corpo di Dio”, che siamo uno con il Tutto, e più abbandoniamo certe abitudini, derivanti dal senso di separazione.
Non riusciamo più a trovare alcun interesse nel sentir parlare male di altri, né ci interessa più il pettegolezzo ed il gossip. Ogni volta che sentiamo parole di cattiveria e rabbia rivolte a qualcuno, ci sentiamo a disagio, feriti ; perché quelle parole, sappiamo a livello inconscio, sono rivolte a noi che siamo un tutt’uno con ogni persona.
Ogni volta che assistiamo ad una sofferenza, ad un disagio di un altro essere, sentiamo quella sofferenza e quel disagio in noi, per cui ci viene spontaneo far di tutto per alleviare quella pena.
Non ci interessano più certi argomenti e certi intrattenimenti che prima riempivano i nostri vuoti: i vuoti non ci sono più, la noia non esiste più.
Anche restare da soli in un cantuccio per tanto tempo non ci mette irrequietezza, anzi: è l’occasione per dedicare un po’ di tempo alla meditazione, al contatto con il nostro Sé, alla creatività artistica, alla preghiera, all’introspezione, alla visualizzazione di tutto ciò che ci piacerebbe fare ed avere.
Andiamo a far shopping al centro commerciale o al mercato, ma non ci interessano più le marche, i prezzi, i paragoni, forse anche la qualità della merce: prendiamo istintivamente la cosa che più ci attrae e, a volte, è anche la più economica. Non siamo più tanto bravi negli acquisti, semplicemente perché diamo loro meno importanza e quindi dedichiamo ad essi meno tempo ed energie.
Non ci preoccupiamo più del futuro, non siamo più apprensivi: sappiamo che avremo sempre ciò che è giusto per noi, che attiriamo tutto ciò su cui ci soffermiamo e, quindi, siamo portati ad essere sempre più ottimisti. Il nostro ottimismo viene scambiato per stoltezza, ignoranza od ingenuità: ma è semplicemente fede e fiducia totale nel piano Divino.
Torniamo sempre più bambini: viviamo pienamente il momento presente, senza preoccuparci per il prima ed il dopo. Scherziamo, siamo ironici, pur giocando seriamente il nostro gioco . Siamo consapevoli che stiamo giocando una partita, per questo non prendiamo troppo sul serio gli avvenimenti della nostra vita.
Siamo sempre più distaccati emotivamente dalle cose e dalle persone. Se i ladri entrano in casa e ci rubano tutti i nostri preziosi, non facciamo una piega: le vere perle sono dentro di noi e ne siamo consapevoli.
Se muore una persona cara, un amico, un cane, un vicino di casa… non siamo più disperati come gli altri. Ci fa soffrire molto la sofferenza che quell’anima ha dovuto sperimentare prima del volo; ci fa soffrire vedere gli altri cari piangere disperati, ma siamo felici per l’anima che, sappiamo, continua il suo viaggio dopo aver abbandonato le sofferenze fisiche.
Semplifichiamo sempre più la nostra vita: appuntamenti, relazioni, ed altri impegni, diventano meno pressanti. Non abbiamo più bisogno di riempire per forza ogni minuto del nostro tempo, come facevamo prima, per evitare di stare da soli con noi stessi e sentire emergere dal nostro profondo ciò che non andava.
Ci cibiamo in modo diverso. Cuciniamo piatti sempre più semplici , meno elaborati e mangiamo sempre più frutta e verdura crude. Sentiamo una spontanea repulsione per il cibo che deriva dalla sofferenza: quella inflitta agli animali dei quali, prima, riuscivamo a cibarci.
Siamo attratti dai posti pieni di energia vitale e rifuggiamo da tutti quelli intrisi di vibrazioni mentali antivitali, come l’ansia, la rabbia, l’ attaccamento, l’avidità, la concupiscenza, ecc.
Qualunque avvenimento accada riusciamo a mantenere uno buono stato di equanimità, nella consapevolezza che il disegno divino è sempre perfetto e ci porta al nostro massimo bene.
Proviamo un grande amore per tutte le creature: uomini, animali (compresi gli insetti), le piante, tutto il Pianeta e tutte le stelle. L’amore sgorga sempre, in un flusso continuo e a prescindere da tutto, semplicemente perché abbiamo tolto “il tappo” che prima impediva al nostro cuore di emanare ed espandere.
Siamo sempre più veri e sinceri. Le maschere non ci servono più. Non vogliamo più nascondere nulla, né le fragilità né i difetti: siamo trasparenti, gioiosamente trasparenti e veri. Fa niente se per la maggior parte della gente il nostro stato d’essere è incredibile e quindi falso: semplicemente siamo veri come i bambini e non inquadrabili, non etichettabili.
Diamo sempre più l’impressione di essere ingenui, un po’ incoscienti, magari un pò stupidi. Ma chi non si trova in questo stato d’essere non può comprendere l’intelligenza che viene dall’intuito profondo, che è diversa da quella puramente razionale.
Facciamo sempre più scelte di vita diverse dalla logica corrente, semplicemente perché la nostra scala di valori è completamente cambiata. Ciò che per la maggior parte della gente è molto importante, per noi non lo è più.
Il senso del dovere e del peccato non esistono più come macigni che incombono. Tutto viene fatto per soddisfare la voce interiore, con gioia e leggerezza. Serviamo gli altri donando non solo le cure materiali, ma donando la nostra energia, il nostro entusiasmo, il nostro ascolto, la nostra accettazione, la nostra pazienza, la nostra tolleranza, il nostro non giudizio, la nostra accoglienza, la nostra gioia, il nostro amore. Questo è il nostro modo spontaneo di servire.
Ci accettiamo e ci amiamo sempre più, perché sempre più riconosciamo il Divino in noi, che ha voluto fare un’esperienza di separazione , nella dualità del piano terrestre, per poi tornare alla ricongiunzione. Sappiamo che tutto il nostro passato, anche con i suoi errori ed i suoi traumi, ci è servito per arrivare al punto dove siamo oggi. Perdoniamo gli altri per ciò che hanno fatto e ci perdoniamo per le esperienze spiacevoli che non siamo riusciti ad evitare, e che ora, spontaneamente, non ripetiamo più. Siamo consapevoli di essere Scintille Divine e come tali onoriamo noi stessi e tutti gli altri.
Sono ancora tanti e tanti altri i cambiamenti che viviamo. La nostra natura è il cambiamento. Nulla è statico, neppure una pietra resta tale e quale.
Cari amici, ringraziamo con tutto il cuore il Maestro Spirituale che ci ha permesso di intraprendere il viaggio meraviglioso della vita con una nuova consapevolezza!

OM SRI SATHYA SAI BABAYA NAMAH

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |

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