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Nov
19
2014

DAL DISCORSO DI SATHYA SAI BABA DEL 4.7.1996: CONSIDERATE IL VOSTRO DOVERE COME ESERCIZIO SPIRITUALE

il mio dipinto di baba ad olio - il primo

Cari amici, quante volte Sai Baba ci ha ricordato che non servono complicati esercizi spirituali per raggiungere la Meta! Rendiamo il nostro lavoro un atto di adorazione, ripetiamo il Nome di Dio a noi più caro, vediamo in ogni creatura Dio che anima quel corpo, ricordiamoci sempre che siamo tutti Uno, che le differenze e le separazioni sono solo illusorie: allora l’amore non avrà più impedimenti per esprimersi in tutta la sua potenza.
Vi abbraccio tutti e vi lascio alle parole del Maestro:

L’uomo è dotato di grande potere intellettivo e, non sapendo come farne un uso proficuo, prede la strada sbagliata. Egli sa che cosa è giusto e che cosa non lo è. Quando chiedete a qualcuno la ragione per cui abbia scelto il sentiero errato, egli accampa scuse come: “Tutto questo è dovuto all’influenza di Maya”. La gente pensa che tutta l’illusione che predomina in questo mondo sia gioco di Maya. Che cos’è Maya? E’ solamente un nome, non ha esistenza reale.
Le persone istruite e gli studiosi chiamano Maya “ danzatrice” (nartaki), la quale fa ballare l’uomo alla sua musica. Come potete tenere sotto controllo questa danzatrice? Se invertite le sillabe di “Nartaki” ottenete la parola “Kirtana” (Il canto delle glorie del Signore), che è come dire che si può sottomettere Maya prendendo la via della devozione e cantando le glorie di Dio. Una persona immersa completamente nell’Amore non può descrivere la propria esperienza, proprio come uno immerso completamente nell’acqua non può dir niente. Solamente chi sperimenta l’Amore ad un livello superficiale può parlarne; è buffissimo che le persone che non lo hanno mai assaporato né sperimentato tengano conferenze sul principio dell’Amore.
Quale sadhana si dovrebbe praticare per sperimentare l’Amore? Qual è il significato vero di sadhana? La vera sadhana consiste nel dimenticare l’Anatma (il non Sé) e meditare sull’Atma (il Sé), dimenticare avidya (l’ignoranza) e perseguire Vidya (la Conoscenza), tralasciare tutto ciò che è effimero e pensare soltanto a ciò che è eterno.
La pratica spirituale non è limitata al canto dei Nomi Divini, alle austerità, alla meditazione e al sacrificio….
Persino lo svolgimento dei quotidiani doveri casalinghi, come cucinare, può diventare un’altissima pratica spirituale. Togliere sassolini dal riso e mondarlo dalle impurità può essere paragonato allo yoga della distinzione tra il campo (il corpo) e il Conoscitore del campo , e allo yoga della classificazione delle tre qualità di sattva, rajas e tamas, come descritto nella Bhagavad Gita. Questo può anche essere considerato lo yoga della discriminazione tra l’Atma e l’anatma e, in questo contesto, i sassi che vengono separati dal riso rappresentano il campo e il riso simboleggia il Conoscitore del campo.
In casa, le donne cuociono anche le verdure; mentre le tagliano col coltello dovrebbero pensare: “Io non sto tagliando delle verdure, ma le qualità che sono presenti in me con la lama della saggezza”. Poi dovrebbero lavarle pensando di usare l’acqua dell’amore, metterle a cuocere, salarle e condirle con aromi pensando di porle sul fuoco della discriminazione, aggiungendovi il sale e gli aromi della fede incrollabile e della devozione. Questa è la sadhana che può promuovere la crescita spirituale. In casa, nel pomeriggio, la madre prepara uno spuntino di puri (merenda indiana) per i bambini; mentre fa questo, non deve essere dispiaciuta di non poter assistere ai Bajan (canti devozionali) e di passare il tempo in cucina: mentre spiana la pasta per fare il puri, deve avere il sacro sentimento di allargare il suo cuore e, mentre spazza il pavimento, deve pensare. “Io no sto semplicemente pulendo la casa: sto rendendo il mio cuore puro e limpido.”
IL CORPO E’ UN TEMPIO E DIO VI RISIEDE.

Discorso di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba del 4.7.1996, Mother Sai n.3 anno 2011.

Written by amaeguarisci in: Senza categoria |

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